L’INTERVISTA – Tavecchio a Tuttosport: “Juventus, via il Tar e parliamo di tutto. M’interessa solo la questione dei 443 milioni…”

L’INTERVISTA – Tavecchio a Tuttosport: “Juventus, via il Tar e parliamo di tutto. M’interessa solo la questione dei 443 milioni…”

TORINO – Presidente Tavecchio, siamo contenti che la Nazionale sia a Torino. E siamo contenti che lei sia qui a Tuttosport, perché la nostra è una casa dello sport senza formalismi. Il momento per la Federcalcio e la Nazionale è particolare, per cui fa doppiamente piacere mandare un messaggio di…


TORINO – Presidente Tavecchio, siamo contenti che la Nazionale sia a Torino. E siamo contenti che lei sia qui a Tuttosport, perché la nostra è una casa dello sport senza formalismi. Il momento per la Federcalcio e la Nazionale è particolare, per cui fa doppiamente piacere mandare un messaggio di buon senso e di serenità. Sarebbe spiacevole che per una bella partita, quale è in programma allo Stadium, si originassero situazioni sgradevoli. «Di Torino capitale ho sempre avuto grande rispetto e compiacenza. Torino è anche la città in cui è nata la Federcalcio (nel 1898, ndr). E poi io tifavo per l’Inter… peraltro ormai non tifo più… ma ho sempre avuto un debole anche per il Toro: per la sua storia e la sua tradizione».

E con la Juve, tutto bene? Si fa per dire…
«Guardate che non è mai andato male niente. Io sono stato uno dei pochi interisti che non si è mai offeso quando la Juve vinceva. La cosa che più mi ha turbato, ma non personalmente, è la causa della Juve al Tar con una richiesta di risarcimento di 443 milioni. Come può non essere un problema? Come si fa ad andare a pranzo assieme con qualcuno che intanto ti ha chiesto 443 milioni di danni? Io non so come facessero i miei predecessori. Ogni volta che ho incontrato Agnelli, lui si è mostrato possibilista, ma mai siamo entrati nei dettagli. Noi abbiamo aspettato tutti i gradi di giudizio, su Calciopoli. Per quanto riguarda l’azione di responsabilità, l’azione della Juve non ha più possibilità, dopo la sentenza della Cassazione. La questione è chiusa. Per le altre cose, invece, vedremo».

Prima di parlare degli scudetti contesi, ci dica una cosa: cosa ha pensato quando sono emerse le telefonate degli altri dirigenti al mondo arbitrale, e non solo della Juve?
«Un conto è fare delle telefonate per protestare, un conto è telefonare per combinare degli accordi. Ci sono sentenze molto chiare. Dite che queste cose sono state confutate a livello penale? Beh, a livello sportivo è un’altra cosa. Io ho pensato di tutto e di più, sulle telefonate agli arbitri. Però l’analisi fatta dalla Cassazione mette in evidenza con chiarezza che c’è stato un procedimento doloso da parte di due dirigenti juventini. Le motivazioni non ci conoscono ancora? Intanto ci sono state delle condanne. O meglio: delle prescrizioni, ma il reato è rimasto, da quanto ho letto… Ripeto: due dirigenti della Juve, non del Bordighera».

Il suo problema vero?
«Il mio problema è solo stabilire che io… che la Federcalcio non deve niente alla Juve. Io nel recente passato sono passato dall’invito a trovare una soluzione bonaria alla dichiarazione che la causa della Juve è temeraria soltanto perché me lo hanno suggerito gli avvocati».

Lei ha detto che dopo la sentenza della Cassazione non vede chance per la Juve.
«Così mi han detto gli avvocati nostri».

E allora potrebbe presentare una controcausa per chiederli lei, i danni?
«Potrei usare questa cosa come minaccia, ma si figuri se lo faccio. Io presenterei una controcausa solo in extremis, se finissi all’angolo».

Non ostacolerebbe nemmeno una discussione sugli scudetti levati alla Juve, e che la Juve rivuole?
«Io non ostacolerò proprio niente. A me interessa subito chiudere la questione legata alla precarietà gestionale. La Figc fallirebbe, se dovessimo dare alla Juve quei 443 milioni. Più che ringraziare sempre la Juve e invitare tutti ad abbassare i toni, non posso fare. La Figc ha una dignità che deve recuperare. Noi siamo servi di tutti, ma schiavi di nessuno. Anche la Juve ha interesse che i suoi giocatori vestano la maglia della Nazionale, fare un partito a parte non serve a nulla. Noi dobbiamo solo togliere di mezzo la loro richiesta danni, poi non c’è nessuna opposizione a valutare norme e argomenti che la Juve ritiene di valutare. Sono il primo a capire che quando si vince sul campo un campionato si conquista un diritto. Detto questo, la Juve pre-Calciopoli non aveva bisogno di vincere in tribunale. E invece…». (fonte: Tuttosport.com)


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