JUVENTUS – SASSUOLO: Bianconeri all’ultimo respiro. Ci pensa ancora una volta Pogba: tre punti per uno scudetto

JUVENTUS – SASSUOLO: Bianconeri all’ultimo respiro. Ci pensa ancora una volta Pogba: tre punti per uno scudetto

La paura è durata quasi quaranta minuti, poi è entrato in scena Paul Pogba. Il gol-vittoria nella brutta gara con il Sassuolo lo segna lui. Una rete bella e preziosa, che permette alla Juve di allungare sulla Roma e mettere praticamente in cassaforte lo scudetto.BIANCONERI NERVOSI E SPENTI — Però…

La paura è durata quasi quaranta minuti, poi è entrato in scena Paul Pogba. Il gol-vittoria nella brutta gara con il Sassuolo lo segna lui. Una rete bella e preziosa, che permette alla Juve di allungare sulla Roma e mettere praticamente in cassaforte lo scudetto.

BIANCONERI NERVOSI E SPENTI — Però il primo tempo passerà alla storia come uno dei più brutti della Juventus 2014-15. Il ritmo è basso, il movimento senza palla quasi inesistente e i bianconeri hanno poche soluzioni offensive. Allegri come previsto manda in campo l’undici titolare, con Marchisio che fa il Pirlo (infortunato) e Storari al posto di Buffon (influenzato dell’ultima ora). Di Francesco invece punta sul solito tridente Berardi-Zaza-Sansone: i neroverdi si difendono in maniera ordinata e poi cercano di sfruttare le ripartenze. Allegri voleva una squadra aggressiva e famelica, pronta a sfruttare l’ennesimo match ball scudetto, ma in campo c’è solo la sua controfigura. Più impauriti che impavidi, più nervosi che agguerriti. Il pubblico non gradisce e rumoreggia già dopo una ventina di minuti. Solo Tevez gioca per quattro e a un certo punto si becca pure il giallo per aver cercato di bloccare un contropiede del Sassuolo. Occasioni pochine da entrambe le parti: un sinistro alto (20′) e poi un tiro da fuori respinto dal portiere di Caritos (33′), un colpo di testa di Chiellini (29′, sempre alto), un tentativo per parte di Marchisio (12′) e Vidal (13′), tutti e due sopra la traversa. Il Sassuolo fa un gran lavoro a centrocampo: Brighi e Missiroli sono bravi a chiudere tutte le linee di passaggio. La punizione di Sansone (unico tentativo ospite) finisce alta. Poco prima del fischio un tiro di Vidal viene deviato da un difensore.

 

CI PENSA PAUL — L’impressione comune è che nel secondo tempo si possa solo migliorare, in realtà i primi minuti dicono tutt’altro. Ci vuole un tiro di Pogba (7′) con deviazione di Consigli a fil di palo per svegliare lo Stadium. Poi ancora Tevez (13′) che tira forte ma a lato. Ma questa Juve non è la solita, poco lucida e a corto di idee, con i suoi campioni (Tevez a parte) che non accendono la serata). Allegri prova a cambiare qualcosa: dentro Llorente e Pepe per Pereyra e Morata, dal 4-3-1-2 al 4-3-3 (criticatissimo) che non ha portato bene in Coppa Italia con la Fiorentina. Di Francesco invece si copre inserendo Taider al posto di Sansone: un punticino a Torino contro la capolista non è da buttare via. Però in partite così la differenza di solito la fanno i fuoriclasse. Così Pogba prima si prende un giallo che lo costringerà a saltare Palermo, poi a 7 minuti dalla fine decide che è arrivato il momento di chiudere la pratica: cross di Pepe, stop e tiro di destro del francese. Voilà, ecco il gol che può valere lo scudetto. Roma a -11, ora sì che i bianconeri possono pensare solo alla trasferta di Dortmund. Applausi finali per Barzagli, tornato in campo negli ultimi minuti dopo l’operazione di luglio. (GAZZETTA)

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