Juve, Buffon: “La partita col Napoli ci serva da lezione”

Juve, Buffon: “La partita col Napoli ci serva da lezione”

TORINO – «Ci serva da lezione. Una bella lezione di concentrazione e determinazione: quando c’è in ballo un trofeo o una qualificazione in una sola partita dobbiamo essere più cattivi e concentrati». Alla fine, quando qualcosa va storto, è sempre l’unico disposto a metterci la faccia. E, di solito, Gianluigi…

TORINO – «Ci serva da lezione. Una bella lezione di concentrazione e determinazione: quando c’è in ballo un trofeo o una qualificazione in una sola partita dobbiamo essere più cattivi e concentrati». Alla fine, quando qualcosa va storto, è sempre l’unico disposto a metterci la faccia. E, di solito, Gianluigi Buffon è anche l’unico a dire cose sensate. Criticare una squadra prima in classifica, qualificata agli ottavi di Champions e che perde al 18° rigore la Supercoppa può sembrare capzioso, ma sarebbe un problema per la Juventus negare che esista un problema. I campanelli d’allarme, in fondo, servono proprio a questo: a gestire le situazioni critiche prima che diventano emergenza. E dal 31 dicembre Massimiliano Allegri avrà qualche criticità da affrontare.

 

KILLER INSTINCT – Se la Supercoppa sfumata non compromette la stagione, anche se ovviamente risultava nell’elenco degli obiettivi da centrare, è il modo con cui il trofeo è sfuggito che preoccupa. Ancora una volta la Juventus non è riuscita a capitalizzare lunghi tratti di predominio territoriale e tecnico della partita, non riuscendo cioè a chiuderla quando poteva farlo. Manca il killer instinct, la ferocia delle grandi squadre che finiscono la preda prima che questa possa reagire. Nella prima mezzora della finale di Doha, il Napoli era in assoluta balìa di bianconeri che, tuttavia, hanno segnato un solo gol (per altro approfittando di una boiata pazzesca della difesa napoletana). Situazioni analoghe sono capitate, andando a ritroso, con la Sampdoria, con la Fiorentina, con il Genoa, con l’Atletico a Madrid e anche con il Chievo nella prima giornata di campionato. Partite nelle quali, con circostanze diverse, la Juventus non aveva concretizzato la mole di gioco espresso e le occasioni create. Un concetto ben sintetizzato dall’asettico dato statistico della percentuale di gol sui tiri effettuati che vede la Juventus come una delle meno incisive fra le grandi squadre: solo il 11,4% dei tiri diventa gol. La Juventus cioè deve produrre una quantità di gioco offensivo superiore alle concorrenti in campionato (Roma in primis) e in Champions, per riuscire a segnare. (Tuttosport.com)

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