Juve, un marchio super e 100 milioni cash

Juve, un marchio super e 100 milioni cash

In cassaforte c’è già un tesoro. Vincendo stasera la Juventus metterà la ciliegina sulla torta ai suoi conti da capogiro e innescherà una miriade di opportunità commerciali. Comunque vada a Berlino, la Champions è stata un successo senza precedenti per le finanze bianconere. Quel che verrà dopo promette di essere…

In cassaforte c’è già un tesoro. Vincendo stasera la Juventus metterà la ciliegina sulla torta ai suoi conti da capogiro e innescherà una miriade di opportunità commerciali. Comunque vada a Berlino, la Champions è stata un successo senza precedenti per le finanze bianconere. Quel che verrà dopo promette di essere ancora più allettante, a patto di saper cogliere l’attimo. L’ultimo precedente di un’italiana vincente, l’Inter nel 2010, non va preso a esempio: i nerazzurri non seppero capitalizzare quella fantastica annata. Ma la Juve ha già intrapreso il percorso verso una più sofisticata managerialità e la conseguente ricerca di nuove fonti di introiti. Insomma, presupposti benauguranti.

 

 

 

MONTEPREMI — La cavalcata 2014-15 ha già fruttato alla Juventus quasi 100 milioni di euro, tenendo conto dei bonus Uefa (30,9 milioni inclusa la quota per la finalista perdente), del market pool (49,4 milioni) e degli incassi al botteghino (14,6 milioni sino alle semifinali, 3,7 equivalenti al 30% dei proventi da stadio a Berlino). Cosa cambia in caso di successo? Il market pool, cioè i diritti tv, resterebbe lo stesso perché si basa (per metà) sul numero di gare giocate. L’Uefa darebbe 4 milioni in più come bonus per la vincente. E la prossima stagione scatterebbero due gettoni: quello per la Supercoppa europea di 3 milioni (o 4 se si vince) e quello per il Mondiale per club che va da un minimo di 1,8 milioni (semifinali) a un massimo di 4,5 (vittoria).

 

 

“La finale di Champions, e ancor di più la vittoria, sono un volano economico incredibile. In termini di fatturato la vittoria può portare una crescita tra il 10% e il 20%. Basti pensare al diritto di commercializzare in esclusiva il merchandising dell’Uefa con il logo di “Campione d’Europa”; oppure al cachet maggiorato delle amichevoli; o ancora ai bonus previsti nei contratti con gli sponsor e alla possibilità di trattare i rinnovi da una posizione di forza. Ancora più importante è l’incremento di notorietà a livello mondiale”. Questo è un punto chiave. In tempi di globalizzazione selvaggia, le attenzioni sono polarizzate su tre squadre: Barcellona, Manchester United e Real Madrid. Secondo la ricerca SportsDNA condotta da Repucom su 36 mercati rappresentativi della popolazione mondiale, sono questi gli unici club in grado di raggiungere una fanbase superiore al mezzo miliardo di persone, tra tifosi e semplici simpatizzanti: 540 milioni per il Barça, 511 per lo United, 508 per il Real. Tutti gli altri sono nettamente indietro: la Juventus ha 290 milioni di persone interessate. “Il Bayern, protagonista negli ultimi anni in Champions, ha compiuto un notevole balzo in avanti – dice ancora Nazzari -. La squadra italiana più nota all’estero è ancora il Milan, per effetto dei successi del passato. Ora la Juve potrebbe scalare le classifiche di notorietà e collocarsi nella top 5, ma deve confermarsi ad alti livelli in Europa anche negli anni successivi”. gazzetta.it

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