Juve, Tacchinardi: “Dopo Doha la Juve ha fame di vincere”

Juve, Tacchinardi: “Dopo Doha la Juve ha fame di vincere”

Alessio Tacchinardi: quando animava – sul prato verde – la linea mediana bianconera era soprannominato ‘Powershot’ o più semplicemente ‘Takky’. Dopo aver vinto tutto con la Juventus, ha intrapreso la carriera di allenatore, al momento in attesa di una opportunità stuzzicante; e si diletta in veste di opinionista tv, ruolo…

Alessio Tacchinardi: quando animava – sul prato verde – la linea mediana bianconera era soprannominato ‘Powershot’ o più semplicemente ‘Takky’. Dopo aver vinto tutto con la Juventus, ha intrapreso la carriera di allenatore, al momento in attesa di una opportunità stuzzicante; e si diletta in veste di opinionista tv, ruolo che gli calza anche grazie alle sue dissertazioni fondate su un’approfondita conoscenza della materia calcistica. ‘Goal’ lo ha interpellato per conoscere tutti i segreti della sfida Juventus-Inter, che inaugurerà il 2015 della compagine guidata da Max Allegri e dei suoi ragazzi. Loquace e disponibile, Tacchinardi non ha lesinato giudizi e previsioni sull’imminente big match.

 

Tacchinardi, come si può inquadrare la sfida tra la Juventus e l’Inter che apre l’annata agonistica per le due compagini? “Vedo due squadre animate da grandi stimoli, Allegri e Mancini sono due allenatori che sanno inculcare pungoli importanti ai propri giocatori, sanno creare la giusta tensione al fine del raggiungimento degli obiettivi. Sia Juve che Inter avevano necessità di staccare la spina e ricaricare le batterie, la Juventus ancora di più. Dopo l’amara sconfitta in Supercoppa a Doha contro il Napoli, l’ambiente bianconero aveva l’assoluta necessità di riposare per poi ripartire di slancio, come sono certo accadrà. Non credo a strascichi o contraccolpi negativi provocati da quel match perso ai rigori. Allegri ha necessità di recuperare alcuni infortunati per poi gestire al meglio il gruppo e operare il turnover, ovviamente, qualora lo ritenesse necessario. Mancini deve dare la sua impronta ad una formazione che non ha contribuito a costruire nella rosa. Insomma, sarà interessante capire ed osservare come si presenteranno ai nastri di partenza del 2015 le due squadre. Detto questo, la Juve è più forte dei nerazzurri e a lei spettano i favori del pronostico per questo match e per il campionato, anche per automatismi di gioco che esistono e sono stati esaltati dal nuovo modulo voluto da mister Allegri. Credo che vinceranno proprio Buffon e compagni”.

A proposito del cambio di modulo tattico, come vede il nuovo assetto impostato da Allegri? “Mi piace. Lo ritengo funzionale nonché validissimo anche in rapporto al potenziale e al parco giocatori che la Juventus possiede in rosa. Un modo di giocare diverso da quello dei tre anni precedenti ma con matrici similari che, ad oggi, hanno portato al raggiungimento di risultati importanti. Forse l’unica caratteristica da implementare è quella di ricercare giocatori più imprevedibili, capaci di fare ulteriormente la differenza, magari sulle corsie esterne o dietro le punte”.

Pirlo e il suo nuovo ruolo come vertice basso del rombo di centrocampo: come lo vede lei a giocare tra i due centrali difensivi? “Lo vedo bene e in passato aveva già ricoperto un ruolo similare. Chiaro che, con l’età che avanza, va gestito al meglio dallo staff tecnico. A 35 anni la classe cristallina brilla sempre, quindi serve avere un occhio di riguardo per mantenere la forma fisica al meglio, così Pirlo continuerà a fornire il suo contributo scintillante a questa Juve”.

Chi sono gli uomini più decisivi delle due formazioni a suo parere? “Tevez e Pogba da una parte, Kovacic dall’altra. Tevez è una furia, con Llorente ha creato una coppia da goal micidiale, con movimenti sincronizzati che ipnotizzano le difese avversarie. Pogba, poi, è un giocatore unico, ha fisico pazzesco, tecnica sopraffina, personalità gigante, regge il centrocampo e si proietta a rete, ha un tiro micidiale, due piedi con il radar, se riuscirà a migliorare a livello di concentrazione e continuità sarà presto una star a livello mondiale. Kovacic mi piace molto, è un ragazzo dotato di fiuto sul campo capace di sprigionare grandi idee, cervello fino e tecnica individuale invidiabile, diciamo che mi piacerebbe vederlo nella Juventus per tastare a fondo la sua crescita”.

Siamo arrivati alla fine, ricorda qualche aneddoto curioso di quando giocava, legato a questa sfida? “Io ho due fratelli interisti, quindi ogni vigilia di match era una battaglia in famiglia. Quando feci goal a Frey li zittii per un bel po’ di tempo e mi presi delle belle soddisfazioni. Poi ricordo che, al termine di un Juve-Inter, scambiai la maglia con Javier Zanetti e me la ritrovai tra le mani asciutta. Pensavo mi avesse dato una maglia nuova, invece era quella usata in partita: giocatori come lui e come Pavel Nedved avevano una prestanza fisica e una potenza muscolare che consentiva loro di non sudare sotto sforzo. Una cosa incredibile”. (goal.com)

Juvenews.eu

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy