Juve-Roma da scudetto. È la sfida tra due mondi

Juve-Roma da scudetto. È la sfida tra due mondi

ROMA -A noi due, ora. Juve e Roma, Conte e Garcia, Tevez e Totti. E poi, se volete: la dinastia più antica del nostro calcio (gli Agnelli) e il padrone venuto dall’America (mister Pallotta); l’uomo mercato in giacca e cravatta che ha rilanciato i bianconeri (Marotta) e il direttore sportivo…

ROMA –A noi due, ora. Juve e Roma, Conte e Garcia, Tevez e Totti. E poi, se volete: la dinastia più antica del nostro calcio (gli Agnelli) e il padrone venuto dall’America (mister Pallotta); l’uomo mercato in giacca e cravatta che ha rilanciato i bianconeri (Marotta) e il direttore sportivo che sbuffa fumo e scova talenti (Sabatini); i portieri mondiali (Buffon e De Sanctis) e anche i registi mondiali (Pirlo e De Rossi, se Andrea recupera). Due mondi, due filosofie, due idee di calcio e non solo. Sì, a noi due: Torino, 5 gennaio, 20.45. Scocca l’ora dello scudetto.

Juve e Roma ci arrivano con un poker ciascuna tra le mani, chiuso contro Atalanta e Catania. Diverso lo spessore delle avversarie: segnare 4 gol a Bergamo è stata l’impresa di una squadra devastante, farne altrettanti all’ultima in classifica quasi una passeggiata. Ma questo, tra due settimane, conterà niente. Peseranno altri fattori e non va sottovalutato il proverbiale panettone, ovvero: chi gestirà meglio la sosta di Natale? Sembra un dettaglio ma non lo è, con i sudamericani che probabilmente si faranno un paio di trasvolate.

Già, ma il 5 gennaio si assegnerà lo scudetto? No, però l’eventuale vittoria della Juve scaverà un solco difficile da colmare (8 punti), così come il successo della Roma darebbe un vantaggio psicologico straordinario ai giallorossi. Le altre sembrano fuori dai giochi, anche se il Napoli resta fortissimo benché a meno 10 dalla vetta e la Fiorentina fa innamorare (però è a meno 13). Il nostro campionato, insomma, è diventato una specie di duopolio, come quest’anno non accade nemmeno in Spagna o in Portogallo, cioè là dove di solito contano solo due squadre.

Nel giorno che ci lancia verso uno Juve-Roma d’altri tempi, il derby di Milano fa quasi da contorno. Com’è giusto che sia: scontro di botte e nervi, nobilitato da un gol fantastico che sembra capitato per sbaglio in questa partita. Ma alla fine conta il risultato, così la magia di Palacio fa godere l’Inter e il debuttante Thohir e sprofondare il Milan. E anche Allegri. La Lazio, intanto, esonera Petkovic, un anno fa mago, oggi apprendista stregone. Qualche pasticcio l’ha combinato, ma la società l’ha quantomeno aiutato a sbagliare. Quasi certo il ritorno di Reja: raddrizzare la stagione è impossibile, però qualcosa – soprattutto nelle coppe – si può rimediare.

(fonte corrieredellosport.it)

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