JUVE POKER SERVITO – Quarto scudetto di fila, il primo del Conte Max bianconero

JUVE POKER SERVITO – Quarto scudetto di fila, il primo del Conte Max bianconero

Valeri fischia alle 19.49, giocatori e dirigenti bianconeri corrono in campo, si abbracciano, esultano, lanciano in aria Allegri… La Juventus iscrive il suo scudetto numero 31 negli albi ufficiali del calcio italiano, anche se la gran parte della Torino bianconera sventolerà il 33 sulle bandiere per le vie della città:…

Valeri fischia alle 19.49, giocatori e dirigenti bianconeri corrono in campo, si abbracciano, esultano, lanciano in aria Allegri… La Juventus iscrive il suo scudetto numero 31 negli albi ufficiali del calcio italiano, anche se la gran parte della Torino bianconera sventolerà il 33 sulle bandiere per le vie della città: le ferite di Calciopoli, si sa, sono lontane dall’essere sanate. Nessuno, o quasi, sventola nulla di zebrato fuori dal Ferraris, per effetto del provvedimento che ha vietato la trasferta agli juventini. Ma dentro lo stadio è comunque tempo di festa per il primo campionato vinto da Allegri con la Signora, il quarto consecutivo per una squadra che da lungo tempo è dominatrice semi-incontrastata della serie A e che taglia il traguardo con quattro giornate d’anticipo. Al rientro gioioso negli spogliatoi, scorrerà lo champagne e sarà così anche sul pullman che riporterà i pluri-campioni d’Italia a Torino, dove un popolo adorante li aspetta per celebrarli. Sarà un tributo intenso, ma breve: tra tre giorni c’è il Real Madrid, con tutti i sogni che si porta dietro.

 

C’E’ TEVEZ! — Il primo sussulto del pomeriggio arriva a un’ora dall’inizio del match: turnover solo per Pirlo, Chiellini e Morata, tra i titolari c’è Tevez. “Chiudiamola qui”, sembra dire Allegri con la scelta dell’Apache. Sui social network, però, gli juventini rumoreggiano: “Ma come, lo risparmi nel derby e lo schieri dal primo minuto a tre giorni dalla Champions?”. Occhi puntati sull’argentino, dunque, mentre le due squadre si dispongono in campo con un rombo speculare e danno vita a un primo tempo che nasce e muore con due tiracci di Soriano. Tevez va al minimo, si gestisce, mentre Llorente ovviamente aggredisce la partita. Ma dopo 32 minuti equilibrati e bloccati, un paio di passi di tango a centrocampo innescano la carambola giusta, Llorente apre per Lichsteiner che mette sulla testa di Vidal il pallone dell’1-0. Mini-boato juventino dalle parti in cui sono seduti Nedved e Marotta. Ferrero si volta verso la tribuna stampa con l’aria da viperetta sconsolata. Carlitos è sul prato (e più vivace) anche quando inizia la ripresa. Spaventa Viviano con un gran tiro, piazza un cross rasoterra nell’area di una Samp che Mihajlovic vorrebbe aggressiva e che invece sembra avere poca energia nel serbatoio, in questo finale di stagione e in un weekend che potrebbe farla rimbalzare fuori dalla zona Europa League. Buffon, vecchio cuore genoano e quindi inviso a Marassi nelle giornate blucerchiate, è senza lavoro per tutta la prima ora di gioco. Si spaventa appena più tardi, quando Bergessio (subentrato a Rizzo) calcia due volte verso la porta: traiettoria sempre alta, nel secondo caso per un prodigioso recupero di Bonucci in scivolata. La Juve ha spazio per ripartire, nei momenti in cui decide di correre e di non abbassare il ritmo di gara. Tevez spreca il raddoppio con un rasoterra lento e lascia il posto a Morata, Marchisio lo imita nella conclusione poco dopo.

IL TRIONFO — Dentro anche Chiellini, per alzare il muro finale e ricomporre la difesa della Nazionale. Troppo alto per Eto’o e Muriel, troppo solido per una Samp che ci mette il cuore ma non riesce a buttarlo oltre l’ostacolo, per usare una frase fatta. “Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi”, intonano piccoli gruppi di tifosi juventini qua e là per il Ferraris. Allegri li guarda e sorride: il primo sorriso di giornata, il primo di una lunga serie da qui a mezzanotte. Poi di nuovo facce concentrate: lo spettacolo deve ancora cominciare, diceva una canzone. (gazzetta.it)

Juvenews.eu

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