Juve-Napoli 3-1: Allegri onora la festa, Benitez dice quasi addio alla Champions

Juve-Napoli 3-1: Allegri onora la festa, Benitez dice quasi addio alla Champions

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, è arrivata la conferma: la Juve delle riserve funziona come quella dei titolari. Dopo l’Inter, cade anche il Napoli e a segno vanno tutte seconde linee: Pereyra, Sturaro e alla fine pure Pepe, il cui ultimo gol risaliva al 2012. Sintomo di una squadra…

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, è arrivata la conferma: la Juve delle riserve funziona come quella dei titolari. Dopo l’Inter, cade anche il Napoli e a segno vanno tutte seconde linee: Pereyra, Sturaro e alla fine pure Pepe, il cui ultimo gol risaliva al 2012. Sintomo di una squadra che ha ancora motivazioni a mille in vista della finale di Champions. Il Napoli invece spreca l’occasione di agganciare la Lazio: ora ha un piede fuori dalla Champions e deve sperare nella vittoria della Roma nel derby per avere ancora una chance.

 

PREMIAZIONE E RICORDO — Sugli spalti c’è stata la festa dei tifosi, che prima hanno visto sfilare i giocatori con la Coppa Italia, poi li hanno applauditi quando sono entrati in campo, ognuno con i propri figli per mano, e infine, al 39° minuto del primo tempo hanno ricordato la tragedia dell’Heysel (anniversario il 29 maggio) con uno striscione (+39, rispetto. Nessuno muore veramente se vive nel cuore di chi resta, per sempre), e tanti cartelli con i nomi delle 39 vittime. Il clou è stato la consegna della Coppa dello scudetto, dopo la vittoria.

DELUSIONE HIGUAIN — Allegri manda in campo una formazione prevedibilmente rimaneggiata, con Morata e Marchisio (assenti per squalifica nella finale di Coppa Italia), Pogba (che dopo l’infortunio deve mettere minuti nelle gambe) e Coman in attacco insieme allo spagnolo. In difesa si rivede Asamoah (non toccava il campo da sei mesi). Benitez invece sceglie l’inedito trio Insigne-Mertens-Callejon a supporto di Higuain e mette ancora una volta Gabbiadini (che quest’anno aveva già segnato allo Stadium con la Samp) in panchina, salvo poi ravvedersi dopo 45 minuti, quando sostituisce un abulico Gonzalo, il peggiore del Napoli.


JUVE IMBATTUTA IN CASA
— La partita dovrebbe farla il Napoli che ha ancora un obiettivo da inseguire (il preliminare di Champions League). Invece è la Juventus a passare in vantaggio dopo 13 minuti, con un destro di Pereyra su palla filtrante di Coman. I bianconeri giocano con la spensieratezza di chi è consapevole della propria superiorità. Anche senza sette titolari riescono a mettere sotto il Napoli, da cui onestamente ci si aspettava qualcosina in più. Il pareggio arriva all’alba del secondo tempo: mani di Asamoah (ingenuo), Buffon ferma Insigne dal dischetto ma David Lopez (più pericoloso di tutti gli attaccanti del Napoli) la mette dentro. Con Gabbiadini (subito al tiro) e poi Hamsik (per Insigne) il Napoli diventa più vivace, ma gli manca quella cattiveria che invece la Juve ha sempre, anche nelle gare che non contano. E che gli permette di raddoppiare con Sturaro (32′, errore di Albiol). Il problema del Napoli è la difesa non all’altezza. Discutibile la gestione all’inglese di Banti, che lascia correre troppo. La Juve chiude i conti con il rigore trasformato da Pepe, appena entrato, e causato da una follia di Britos (testata a Morata con palla lontana: espulso), mantiene l’imbattibilità casalinga in campionato e da domani si godrà i tre giorni di riposo concessi da Allegri, prima di cominciare a preparare la finale di Berlino. Per il Napoli invece sono dolori: non gli resta che tifare Roma. (gazzetta.it)

Juvenews.eu

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