JUVE, Marotta: “Osvaldo ci piace. Vucinic va rispettato”

JUVE, Marotta: “Osvaldo ci piace. Vucinic va rispettato”

Marotta si è poi fermato ai microfoni dei cronisti per alcune domande sul mercato. Inevitabile l’argomento all’ordine del giorno, riguardante l’eventuale arrivo di Osvaldo: “Leggiamo le agenzie che ci arrivano di ora in ora. Ci tengo a sottolineare con orgoglio che in questo mercato non dobbiamo riparare nulla. Osvaldo è…

Marotta si è poi fermato ai microfoni dei cronisti per alcune domande sul mercato. Inevitabile l’argomento all’ordine del giorno, riguardante l’eventuale arrivo di Osvaldo:  “Leggiamo le agenzie che ci arrivano di ora in ora. Ci tengo a sottolineare con orgoglio che in questo mercato non dobbiamo riparare nulla. Osvaldo è un’opportunità, non solo per la Juventus, ma anche per altri club: è un buon giocatore, un Nazionale che probabilmente andrà ai Mondiali. Non nascondo che ci interessa, ma non è ancora fatto nulla. Vucinic? E’ uscito un po’ malconcio da quell’intrigo di mercato, perché aveva accettato quel trasferimento: oggi va rispettato, deve decidere lui il suo futuro. Siamo rispettosi nei suoi confronti per quello che ha fatto in questi anni con noi, ha delle buone opportunità e sta a lui decidere. Se l’Inter dovesse rifarsi avanti? Non so, in questo momento preferisco non considerare questa ipotesi”.

TORINO – L’amministratore delegato bianconero riceve oggi a Milano il TMW Award come miglior dirigente sportivo dell’ultima stagione. Ecco le sue parole, riportate dal sito tuttomercatoweb.com: “Vi ringrazio per questo importante premio, io da piccolo avevo come sogno nel cassetto quello di diventare dirigente. Fin da piccolo andavo a vedere gli allenamenti del Varese. Poi, come capita nella vita, ho avuto l’opportunità di entrare giovanissimo nello staff del Varese. Quello era un calcio molto diverso, c’era maggiore familiarità rispetto ad oggi. I grandi imprenditori della città avevano a cuore le sorti della squadra. Io che sono appassionato di almanacchi del calcio e all’inizio i ds erano tutti ex calciatori. Poi queste figure sono diventate sempre più complesse e oggi il mondo del calcio ha attinto molto dalle altre aziende perché è diventata anche un’azienda di business. Personalmente, ho fatto il corso di direttore sportivo nel 1981, io e Marino eravamo due ragazzini. Sono onorato di esser giunto fino alla Juventus, la mia fortuna è stata quella di scegliere sempre collaboratori molto bravi. Oggi ne ho tanti, il più importante è Fabio Paratici che è un ds molto bravo”.

A chi dedica questo premio?

“Al di là dei genitori credo che il riconoscimento vada ad alcuni presidenti che mi hanno dato la possibilità di crescere al loro fianco. Il primo è Colantuoni, allora presidente del Varese. Con Fascetti ci chiese di lavorare in prima squadra quando eravamo in Primavera e io accettai subito. Quello fu un anno fortunato perché vincemmo il campionato Poi ne ho avuti altri, tra cui Zamparini con cui ho lavorato cinque anni e molto bene. Poi Ruggieri dell’Atalanta, Garrone e Agnelli, che è il più giovane”.

Screzi come quelli tra voi e l’Inter per la vicenda Vucinic-Guarin non dovrebbero succedere…

“Questi screzi sono sempre successi. Nel caso specifico ce la siamo presa perché sono stati coinvolti anche i due giocatori”.

Cosa può dirci del mercato della Juventus?

“Noi non dovevamo fare cose importanti, il gruppo è stato costruito negli anni. Come sempre capita, ci sono giocatori che giocano meno e vogliono maggiore spazio. Se ci saranno delle opportunità da qui a domani le coglieremo. Vucinic resta? Si, se il giocatore accetta il trasferimento può partire, altrimenti resta con noi. In due anni ha fatto 29 gol ed è stato molto importante per la Juventus”.

Voi fate sempre molto attenzione anche ai giovani…

“Noi guardiamo ai giovani come dovrebbero guardarli tutti i club. Il settore giovanile è il fiore all’occhiello di un club e noi stiamo cercando di valorizzarlo ancora di più. Noi monitoriamo tanti giovani, ma anche lì c’è tanta concorrenza. Qui, però, è più facile tesserare i giovani perché alla Juventus vengono volentieri, come è accaduto per Doris”.

Juvenews.eu

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