Juve, l’Europa porta soldi 63 milioni per il mercato

Juve, l’Europa porta soldi 63 milioni per il mercato

TORINO – La delusione, per tutta una serie di ragioni, è tale che sarà complicato metabolizzarla. Ma l’Europa (League e non solo), a parte la cocente eliminazione, porta con sé comunque ricadute positive, tali da poter risollevare in qualche maniera l’animo dei tifosi e solleticarne l’orgoglio peraltro mai sopito. Già,…

TORINO – La delusione, per tutta una serie di ragioni, è tale che sarà complicato metabolizzarla. Ma l’Europa (League e non solo), a parte la cocente eliminazione, porta con sé comunque ricadute positive, tali da poter risollevare in qualche maniera l’animo dei tifosi e solleticarne l’orgoglio peraltro mai sopito. Già, perché la stagione europea che si è conclusa giovedì sera allo Stadium va analizzata anche in questo senso e i numeri, calcolati sulla base dell’effetto che la stessa Champions ha provocato sui cuori bianconeri, sono a dir poco rigeneranti. Vero, c’è un saldo negativo da appianare, come recita l’ultimo bilancio legato all’annata 2012-13: -15,9 milioni, 80 in meno rispetto alla situazione catastrofica ereditata due anni prima. E dunque la cifra complessiva che la Juve incasserà dopo aver – evidentemente – festeggiato a dovere il terzo scudetto consecutivo, servirà anche a coprire il buco che non è più voragine, ma esiste ancora. 

 

NUMERI La cifra, appunto. Sessantatré milioni, che diventano 87 se si considerano i ricavi complessivi dell’annata (campionato e coppa Italia compresi): è la quota in arrivo fra entrate stagionali dai botteghini (intorno ai 37.321 milioni) e gli oltre 50 milioni che la Juventus avrà dai premi Uefa suddivisi fra le due competizioni. Rispetto a un anno fa, quando la marcia dei campioni d’Italia si arrestò ai quarti di Champions per merito del Bayern Monaco (fermo restando che la quota relativa all’incasso dalla vendita dei biglietti è grosso modo la stessa), c’è un gap di 15 milioni in relazione a quanto il solo organismo europeo gira alla società bianconera. La distanza deriva da molteplici fattori, visto che il club del presidente Andrea Agnelli ha incassato meno dall’ex Coppa Campioni (tenuto conto del fatto che quest’anno i bianconeri si sono “limitati” al girone di qualificazione alla fase a eliminazione diretta). Il motivo? Perché la quota del market pool (la torta da spartirsi fra diritti televisivi e altre variabili, come la posizione occupata nel campionato precedente la stagione in considerazione) si è fatta meno consistente: la scorsa annata Juve e Milan, uniche squadre ammesse ai gironi, si spartirono il bottino (i bianconeri incassarono anche più del Bayern campione), quest’anno invece la presenza ulteriore del Napoli ha ridotto l’ammontare distribuito ai club italiani. L’Europa League che si è aggiunta nella stagione bianconera in corso d’opera ha consentito di “racimolare” 7 milioni in più, una quota notevole se si considera che rispetto alla Champions i premi partita sono molto meno “intriganti”. Un esempio? Chi passa ai quarti dell’ex Coppa Uefa prende 450 mila euro, mentre in Champions becca 3,9 milioni: otto volte la posta. Certo, se i campioni d’Italia avessero eliminato il Benfica, si sarebbero garantiti 4 milioni in più, 6 in caso di trionfo il 14 maggio allo Stadium: praticamente l’ingaggio di Carlitos Tevez.

tuttosport

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