Juve e Conte: aria di crisi

Juve e Conte: aria di crisi

TORINO – Sul sito del quotidiano economico, il Sole24ore si parla di possibile crisi tra Conte e la Juventus: “Pensi alla Juventus straripante delle ultime due stagioni, vincente e convincente in Italia e in Europa, e non puoi che ricordare l’impatto rivoluzionario che il tecnico Antonio Conte ha avuto fuori…

TORINO – Sul sito del quotidiano economico, il Sole24ore si parla di possibile crisi tra Conte e la Juventus: “Pensi alla Juventus straripante delle ultime due stagioni, vincente e convincente in Italia e in Europa, e non puoi che ricordare l’impatto rivoluzionario che il tecnico Antonio Conte ha avuto fuori e dentro il campo. L’ex centrocampista bianconero ha ereditato una squadra colma di difetti e di limiti e l’ha trasformata in un’armata quasi imbattibile. Grazie ad alcuni investimenti azzeccati sul mercato, certo, ma anche a un metodo di lavoro che prevede come dogma invalicabile la dedizione alla causa, primo e imprescindibile valore fondante del nuovo progetto Juve. Con Conte, lo sanno bene i giocatori che lo conoscono da vicino, le pause durante l’allenamento sono rare come la neve ad agosto. Si corre e si suda finché si può, finché ce n’è. Che le cose procedano male o bene. Dal martedì alla vigilia della partita, se in settimana non è previsto l’impegno in Champions League. Questo è il metodo Conte. Questo è il marchio di fabbrica di un allenatore che non si accontenta mai e che non perde l’occasione per ribadire la propria autonomia. Anche a costo di fare arrossire i vertici del suo club.

L’ultima stoccata risale a ieri pomeriggio, in piena Toscana. Conte è stato invitato a Viareggio per ritirare il premio che la città dedica ogni anno dal 1985 ai grandi personaggi dello sport nazionale. Era un momento di festa, una parentesi ludica fine a se stessa ritagliata nella pausa del campionato. E in più, passaggio non di poco conto, la Juventus è in salute, gioca bene e le quattro vittorie di fila in Serie A, Napoli compreso, hanno rasserenato un ambiente che temeva di correre ai ripari già a gennaio per risolvere problemi che avrebbero potuto condizionare pesantemente la stagione. Insomma, tutto bene, anzi, di più. Eppure, lui, Conte, ha lanciato un paio di dichiarazioni che probabilmente non avranno rallegrato la giornata del presidente Andrea Agnelli. Così, tanto per gradire.

La prima: «Oggi il premio non lo riceve la Juve, ma Antonio Conte come allenatore, anche se lo spirito è sempre lo stesso». La seconda: «L’ha detto lui, non io», riferendosi a un tifoso che poco prima gli aveva urlato: «Antonio, resta con noi, non te ne andare». Vero, due indizi non fanno quasi mai una prova quando si parla di calcio, tuttavia va registrato per dovere di cronaca il nuovo allungo del tecnico che secondo alcuni addetti ai lavori avrebbe già avuto nei mesi scorsi qualche battibecco con gli uomini di mercato del club, Beppe Marotta su tutti.

Le ragioni del contendere? Il consueto tira e molla tra chi dirige la squadra in campo e chi cura la regia dell’insieme prestando attenzione a far quadrare i conti. Non è un mistero che Conte voglia fare il salto di qualità in Europa. Per spostare l’asticella sempre un po’ più alto e raggiungere traguardi che fino a un paio d’anni fa erano considerati assolutamente fuori dalla portata del club bianconero. In sintesi, Conte vuole contare su campioni già affermati o prossimi a diventarlo. In Champions, non ci si improvvisa quasi mai e spesso hanno la meglio le squadre che propongono assi da prima pagina. Peccato che al mercato del pallone i giocatori in questione costino tantissimo, troppo per le casse della Juventus. Da qui, i presunti contrasti tra il tecnico e la società. Dissidi, è bene dirlo, che Conte e Marotta hanno sempre negato. Almeno, pubblicamente.

Se stiamo insieme ci sarà un perché. Conte è legato alla Juventus da un contratto che andrà in scadenza nel giugno del 2015 e a oggi le possibilità che lasci la guida della squadra bianconera con un anno di anticipo rispetto al tabellino di marcia sono prossime allo zero. Ciò nonostante, l’ipotesi non è comunque da escludere del tutto. Se la Juventus dovesse arrivare a fine dicembre con il vento in poppa sia in campionato sia in Champions, è lecito pensare che Conte busserà alla porta di Marotta per chiedergli almeno un paio di giocatori di spessore per completare l’opera e puntare dritti alla gloria. E se, come è probabile, il direttore generale dell’area sportiva Juve dovesse mettere i paletti sulle operazioni in entrata per ragioni di cassa, beh, allora sì che potrebbero prendere forma scenari inattesi e, per certi versi, deflagranti. In questo contesto di possibile incertezza va inserito l’ormai certo addio di Cesare Prandelli alla Nazionale alla fine dei mondiali brasiliani. La Federcalcio starebbe ancora valutando il nome del suo sostituto sulla panchina azzurra. E Conte è sull’elenco dei preferiti, su questo non si sono dubbi. Conte ct dell’Italia e Prandelli tecnico della Juve? Improbabile, difficile, quasi inverosimile. Eppure, possibile”.

juvenews.eu

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