Juve, battuta l’Atalanta: -4 a quota 100 punti

Juve, battuta l’Atalanta: -4 a quota 100 punti

TORINO – Forse ci sono state troppe feste domenica sera (lo stesso Storari ha ammesso: “Abbiamo dormito ben poco…”), ma sono abbastanza le motivazioni per raggiungere i famosi cento punti che, dopo la conquista del titolo, sono diventati il nuovo obiettivo del gruppo di Conte. La Juventus non brilla, ma…

TORINO – Forse ci sono state troppe feste domenica sera (lo stesso Storari ha ammesso: “Abbiamo dormito ben poco…”), ma sono abbastanza le motivazioni per raggiungere i famosi cento punti che, dopo la conquista del titolo, sono diventati il nuovo obiettivo del gruppo di Conte. La Juventus non brilla, ma vince, trovando le energie e la voglia per vincere anche la diciottesima vittoria casalinga, allungando l’incredibile striscia. Basta un gol e una partita senza grandissimo agonismo per portarsi a 96 punti, undici in più della Roma che domenica attende la Juventus per lo scontro diretto.

SPIRITO – Era una partita che separava solamente le due feste, quella iniziata domenica sera e quella scattava stanotte, ma la Juventus alla fine è riuscita a imporre la sua determinazione anche questa volta. L’incredibile voglia di vincere che Conte è riuscito a imprimere nello spirito di questo gruppo, sempre più inarrestabile e invincibile quando gioca nel suo stadio. A 96 punti, per raggiungere i 100 servono un pareggio e una vittoria contro Roma e Cagliari, ma bastano due pareggi per battere il record assoluto dell’Inter di 97 punti. Anche se al di là dei record, una delle cose più belle della partite sono i minuti di gioco di Simone Pepe che si riaffaccia tre mesi dopo l’ultima volta e continua a sperare.

 

 

TURNOVER – Antonio Conte opta per un turnover nemmeno troppo accentuato: Storari in porta, Ogbonna in mezzo alla difesa, Peluso e Padoin in mezzo. L’unico reparto stravolto è l’attacco dove iniziano Osvaldo e Giovinco. Entrambi volenterosissimi, ma non del tutto convincenti. Tant’è che alla fine Conte butta dentro Quagliarella (al posto di Giovinco) e Tevez (per Osvaldo), perché fino a un certo punto è il tecnico il più motivato a vincere la partita.


IL JOLLY –
 Il primo tempo scivola con tentativi velleitari, tentativi di giocate spettacolari e un agonismo decisamente al di sotto della media. Per l’Atalanta ci potrebbe stare un rigore (Lichtsteiner su Bonaventura), ma non è serata da contestazioni all’arbitro. Nella ripresa Conte tenta di svegliare la squadra, ma la scossa arriva solo quando al 20′ entra Carlitos Tevez che elettrizza la volontà della Juventus che improvvisamente inizia a pressare l’Atalanta in cerca del gol. Lo sfiora con Quagliarella, con Marchisio e con lo stesso Tevez. Nel finale cresce l’intensità e il gol arriva, anche se l’autore è il più improbabile: il terzo scudetto della gestione Conte viene infatti firmato da Simone Padoin con un tiro da fuori area che prende il palo e poi entra, permettendo al jolly bianconero di esultare facendo il tre con le dita. Tre come i suoi scudetti, “uno in più di Maradona” scherzano sul Web, nella serata della grande festa c’è anche spazio per la goliardia.

tuttosport.com

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