Juve, a poche ore dal match, Pessotto: brutta notizia

Juve, a poche ore dal match, Pessotto: brutta notizia

”Credo che la Juventus, soprattutto in questo momento, sia un esempio”. A parlare, ai microfoni di ‘Sport 2000’, il programma sportivo di ‘Tv2000′, e’ Gianluca Pessotto, team manager della Primavera della Juventus, a quasi dieci anni dal suo drammatico incidente. “Al di la’ del risultato sportivo, che e’ l’apice, si…

”Credo che la Juventus, soprattutto in questo momento, sia un esempio”. A parlare, ai microfoni di ‘Sport 2000’, il programma sportivo di ‘Tv2000′, e’ Gianluca Pessotto, team manager della Primavera della Juventus, a quasi dieci anni dal suo drammatico incidente. “Al di la’ del risultato sportivo, che e’ l’apice, si leggono tra le righe tanti elogi per il suo percorso: quello che e’ riuscita a fare dal 2006 e’ incredibile – spiega l’ex jolly bianconero e della Nazionale – Lo dico non da juventino, ma avendo lavorato all’interno in questi anni, perche’ una societa’ distrutta e’ riuscita in poco tempo a tornare in vetta in Italia e giocarsi oggi la semifinale di Champions League attraverso un percorso molto difficile, in un momento economico complicato, ed e’ riuscita a progettare lo stadio, il nuovo centro sportivo, il museo, il college, con coraggio.

 

Al di la’ dell’invidia, del rancore, dell’odio, deve essere uno stimolo per tutte le societa’. Senza questa base non puoi competere per vincere, non solo in Italia. L’ambizione deve essere competere in Europa e nel mondo”. Detto di avere il desiderio di incontrare Papa Francesco e di essere sorretto dalla fede, Pessotto commenta cosi’ i cori offensivi, nei suoi riguardi, che spesso si sentono negli stadi: “Provo amarezza nel vedere che tante persone provano a rovinare il calcio, ma alla fine faranno un danno solo a se stessi perche’ la bonta’ delle persone e’ superiore alla cattiveria. La cosa che mi fa sorridere e’ che ho ricevuto piu’ cori contro quando ho smesso di giocare rispetto a quando giocavo. Di questo non riesco a capacitarmi perche’ da giocatore ero apprezzato trasversalmente da tutte le tifoserie, anche nei momenti piu’ difficili della mia carriera. Oggi pensano di colpire la Juventus attaccando me”. repubblica.it

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