Conte: “Sognare la Champions? Bisogna svegliarsi”.

Conte: “Sognare la Champions? Bisogna svegliarsi”.

“In battaglia si va per vincere senza guardare in faccia a nessuno. Quando vai in battaglia non ci sono ne’ simpatie ne’ antipatie”: Antonio Conte, considerato il piu’ antipatico e vincente tra i tecnici italiani, si confessa ai microfoni di RaiSport. “Io antipatico? “Bisogna distinguere l’Antonio privato dal professionista. Chi…

“In battaglia si va per vincere senza guardare in faccia a nessuno. Quando vai in battaglia non ci sono ne’ simpatie ne’ antipatie”: Antonio Conte, considerato il piu’ antipatico e vincente tra i tecnici italiani, si confessa ai microfoni di RaiSport.

 

“Io antipatico? “Bisogna distinguere l’Antonio privato dal professionista. Chi mi conosce sa che mi piace la compagnia”. Oggi Conte e’ a detta dei suoi stessi colleghi il miglior allenatore italiano. Ma lui non ci sta. “Per me i migliori sono Carlo Ancelotti, Guardiola e Mourinho”. Nello stesso tempo, riconosce che tra i compiti richiesti ad un tecnico, il piu’ difficile e’ quello di trovare partita dopo partita gli elementi giusti per motivare i giocatori. “Io dico sempre che nella mia carriera ho vinto tanto, ma ho anche perso, finali importanti che hanno lasciato dentro di me una ferita profonda. Cerco di far capire ai miei giocatori la differenza tra vincere e non vincere. Deve essere chiaro, non e’ che se non vinci ora comunque vincerai poi la prossima volta”. Per questo lui studia ogni dettaglio di ogni partita, in modo quasi ossessivo, e a ogni gara in panchina finisce per sgolarsi al punto da perdere la voce. “A me quella parola, ‘perdere’, non piace, faccio tutto quello che e’ possibile per cercare di ottenere il meglio da un mio calciatore”. E’ da qui che nasce il suo slogan preferito: “Chi vince fa la storia, gli altri al massimo la possono leggere”. Ed e’ da qui che si sente di dare questo consiglio al futuro tecnico del Milan, Filippo Inzaghi: “Lo conosco, ho avuto il piacere di giocare con lui, ma anche lui ha avuto il piacere di giocare con me. Io correvo per lui e lui segnava…Ha grande entusiasmo, e’ un perfezionista e conosce l’ambiente come le sue tasche. pero’ fare il calciatore e’ una cosa, fare l’allenatore un’altra. Devi gestire ex compagni come e’ capitato a me con Buffon e Del Piero, e non e’ semplice. Devi studiare psicologia”. – John Elkann ha detto, a proposito di Champions, che “bisogna sognare le cose prima di realizzarle. Di Champions mi auguro di vincerne tante, ho una carriera davanti, ho un percorso da fare e ci stiamo lavorando. Sognare? L’importante e’ svegliarsi e vedere la realtà, bisogna stare tutti sul pezzo e capire che vincere non e’ facile”. (fonte Ansa)

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