In Champions tutta un’altra musica…Juve favorita?! Occhio al contropiede del Monaco

In Champions tutta un’altra musica…Juve favorita?! Occhio al contropiede del Monaco

Il Parma non farà il Monaco, ma la Juventus l’ha combinata grossa. Ci sta che l’ultima batta la prima, non però a un prezzo così stracciato: tre tiri subiti. Il gol di José Mauri, classe 1996, è stato un atto di giustizia. Con tutto il rispetto – e al netto…

Il Parma non farà il Monaco, ma la Juventus l’ha combinata  grossa. Ci sta che l’ultima batta la prima, non però a un prezzo così stracciato: tre tiri subiti. Il gol di José Mauri, classe 1996, è stato un atto di giustizia. Con tutto il rispetto – e al netto di tutte le attenuanti: turnover, Europa in testa, energie mirate – non si può giocare tanto male. Inoltre: se la Juventus, martedì, aveva rimontato ed eliminato la Fiorentina dalla Coppa Italia, il Parma, mercoledì, aveva liquidato l’Udinese in un recupero di campionato. Naturalmente, gli spacciatori di Triplete hanno fustigato le rotazioni osannate, viceversa, a Firenze. E’ sempre così, dopo. In queste circostanze, si parla di episodio. Vero. E di carenza di stimoli. Vero anche questo. Resta la sconfitta, clamorosissima. Dagli effetti sfuggenti. Mancano otto giornate, e i vantaggi rimangono cospicui: 12 punti sulla Lazio, 13 sulla Roma, scavalcata dai cugini. Il calendario incalza: domani Juventus-Monaco, sabato Juventus-Lazio. Buon appetito. 

 

La Champions è una ghigliottina. Le certezze di Allegri hanno bisogno di verifiche calde.L’allenatore recupererà Tevez e Bonucci, Buffon ed Evra. Schiererà subito Morata, e non più l’ombra dell’ombra di Llorente. L’unico dubbio, non proprio leggero, riguarda l’impiego di Pirlo, fermo ai box dall’andata con il Borussia. Non una scelta comoda.     

E comunque, attenzione al Monaco. Nella fase a gironi, conquistò la vetta del gruppo C: 1-0 e 1-0 al Bayer Leverkusen, 0-0 e 2-0 allo Zenit San Pietroburgo; 0-0 e 0-1 con il Benfica. Per i topi d’archivio: una sola sconfitta e un solo gol al passivo. Negli ottavi, bye bye Arsenal: 3-1 a Londra, 0-2 in casa. Un romanzo.

 

Ecco. Non si tratta di mettere le mani avanti. Al sorteggio dei quarti, con gli squali che nuotavano nelle vicinanze, la Juventus fu felicissima di aver pescato il Monaco; e il Monaco, contentissimo di essere stato abbinato alla Juventus. I francesi sono in palla. Hanno vinto facile a Caen (3-0), praticano una transizione rapida, essenziale. A metà campo, le rotelle che dettano i tempi sono Moutinho e Toulalan (acciaccato). Il dribbling di Ferreira Carrasco, il tritolo di Martial e il fiuto di quella vecchia volpe di Berbatov innescano, spesso, contropiede letali: i «gunners» ne rimasero fulminati.

Kondogbia è un po’ il Pogba del Principato. Ara il territorio, non disdegna il dribbling e neppure il tiro. I limiti del Monaco sono concentrati nella fase difensiva, se e quando l’avversario alza il ritmo e fa dello spazio, della palla, i riferimenti più efficaci. Allegri, sempre orfano di Pogba, dovrà buttare via le ceneri di Parma. Governare il pronostico non è facile, specialmente a livello internazionale. Sembrava che la pienezza del 3-0 di Dortmund avesse liberato la stagione della Juventus: abbasso il complesso dell’euro, sotto con una mentalità nuova, spavalda. L’importante è non esagerare: fino alla goleada fiorentina, gli elogi crepitavano come pallottole. Dalla lezione del Tardini, una grande squadra non può che imparare. E ripartire. (eurosport.)

Juvenews.eu

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