IMPORTANTE: Thuram, un calcio al razzismo!!

IMPORTANTE: Thuram, un calcio al razzismo!!

Torino- Intervistato dal quotidiano la Repubblica, Thuram, ex bianconero ha rilasciato delle importanti e definitive dichiarazioni contro il razzismo. Thuram oltre ad essere stato un grande campione in campo, si è dimostrato un grande uomo fuori. Abbiamo deciso di rendergli omaggio riportando una sintesi della sua intervista. Grazie Thuram! “Neri…

Torino- Intervistato dal quotidiano la Repubblica, Thuram, ex bianconero ha rilasciato delle importanti e definitive dichiarazioni contro il razzismo.

Thuram oltre ad essere stato un grande campione in campo, si è dimostrato un grande uomo fuori.

Abbiamo deciso di rendergli omaggio riportando una sintesi della sua intervista.

Grazie Thuram!

“Neri non si nasce, si diventa. Quando qualcuno ti sbatte in faccia uno stereotipo. (…)I pregiudizi nascono ovunque, da cose che non si conoscono, ma che magari si ascoltano in famiglia, in chiesa, tra amici. bisogna riflettere sul passato per capire l’oggi. Non cambi gli altri se prima non hai cambiato te stesso. Perchè c’è un sistema politico che divide in gruppi e ci campa: noi e loro, loro non sono come noi, ma subalterni. E la stessa discriminazione la soffre la donna. Bisogna educare le nuove generazioni, cambiare il modo di vedere, non esistono per nascita esseri superiori. Ma devi aver voglia di studiare e conoscere. Negli stadi italiani ci sono degli stupidi sì. Una minoranza che grida offese. Ma lo stadio è una fetta della società, la riflette, non la crea. Io ho più paura di chi lavora dentro il sistema. Come Blaquart, dt della nazionale francese, che voleva imporre delle quote etniche, per limitare la presenza dei giocatori neri. Chi mostra banane allo stadio è dannoso, ma non pericoloso. Si rivela per quello che è: gente preistorica, disperata, rimasta indietro, infastidita e invidiosa che un ragazzo come Balotelli sia giovane, bravo, ricco. E molto forte. Bene ha fatto il Milan a lasciare il campo dopo gli insulti a Boateng. a togliersi la maglia per primo però non dovrebbe essere il giocatore nero, ma i suoi compagni. Loro dovrebbe reagire e dire: signori miei, questi cori ci offendono, non rispecchiano i nostri valori, noi così non giochiamo. Bisogna lottare, non fare finta di niente. A parma, in una partita contro il Milan, sento cantare “Ibrahim Ba mangia banane a casa di Weah“. Dico ai miei compagni: devo andarci a parlare. Lascia perdere, è la risposta. ma la sera non riesco a dormire, mi manca l’aria, quella frase mi picchia in testa, così vado a discutere con la curva. La domenica successiva i tifosi rispondono con lo striscione “Thuram rispettaci”. Invece di riflettere su quello che avevano detto, si erano sentiti offesi loro. 

(…)Mia madre ci ha mantenuti facendo la domestica, non si è mai lamentata, e mi ha insegnato che è importante avere un altro sguardo. forse per questo alla Juve non me ne andavo subito, ma osservavo il gran lavoro che faceva Romeo, il custode. 

Da piccolo volevo fare il prete, poi ho cambiato idea quando ho saputo che non potevano sposarsi. ho chiamato il mio primogenito Markus in onore del leader giamaicano Garvey e il mio secondo Khephren, perchè i faraoni avevano la pelle scura. 

Nel 2008 sono stato al funerale di Aimè Cesar poeta e politico della Martinica. Scriveva che si può continuare a dipingere di bianco i tronchi degli alberi, ma le radici restano nere. Mi sono avvicinato alla bara e gli ho detto: “Può andarsene in pace, perchè ha educato un’intera generazione”.

 

Grazie Lillian!

 

juvenews.eu

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy