Il Tempo attacca Conte: “Parla bene ma razzola male”

Il Tempo attacca Conte: “Parla bene ma razzola male”

Così Massimo Ciccognani dalle pagine de “Il Tempo” su Antonio Conte: “Una polemica al vetriolo, frasi pesanti, attacchi durissimi. Ma la querelle Garcia-Conte si arricchisce di un nuovo, importante episodio che chiama in causa proprio il tecnico bianconero. E meno male che internet c’è, perché, come dicevano gli antichi, verba…

Così Massimo Ciccognani dalle pagine de “Il Tempo” su Antonio Conte:

“Una polemica al vetriolo, frasi pesanti, attacchi durissimi. Ma la querelle Garcia-Conte si arricchisce di un nuovo, importante episodio che chiama in causa proprio il tecnico bianconero. E meno male che internet c’è, perché, come dicevano gli antichi, verba volant, scripta manent. Conte che dà del provinciale a Garcia che invoca il massimo impegno per chi affronta queste ultime domeniche di campionato. La risposta di Conte è durissima, parla di frasi da bar dello sport, di provincialismo. Eppure è proprio Antonio Conte che una situazione del genere l’ha vissuta nella stagione 2006/07 quando era alla guida dell’Arezzo in serie B e ha conosciuto l’amarezza della retrocessione all’ultima giornata per un risultato imprevisto. I toscani infatti, pur vincendo a Treviso per 3-1, non evitarono la retrocessione in C1 per la clamorosa sconfitta interna della Juventus contro lo Spezia (3-2) che si assicurò lo spareggio con il Verona. E a fine gara apriti cielo. Conte un fiume in piena. «C’è profonda delusione e amarezza – le parole del tecnico dell’Arezzo nella sala stampa di Treviso (10 giugno 2007) – Rispetto tanto i tifosi bianconeri ma rispetto poco la Juve e i suoi giocatori. Quanto accaduto mi fa capire cose che già sapevo. Nel calcio si parla tanto. Sembrava che i cattivi fossero fuori (con chiaro riferimento a Calciopoli, ndr) e che ci fosse un calcio pulito. Infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito». Proprio lui, Conte, che oggi sbandiera la sua juventinità con le sue urla, con la sua voce roca che più si addice al più acceso degli ultras di curva, proprio lui che attacca la Juve. Da non credere. Ma quando Conte parla di rispetto dovrebbe per primo interrogarsi se lui ha portato rispetto al club che attualmente lo ospita e gli paga lo stipendio. Dovrebbe ricordarsi dell’attacco a Marotta dopo la cessione di Giaccherini, quando lo stesso Marotta è stato l’artefice della splendida campagna acquisti bianconera ingaggiando gli unici due top player in circolazione a costi irrisori (Llorente e Tevez). E poi l’attacco a Capello che aveva difeso l’uscita della Juve dalla Champions dicendo che il campionato italiano è poco allenante. Ma Conte non lo ha capito l’assist e ha replicato stizzito dicendo che di Capello ricorda solo i due scudetti revocati. Brutto scivolone che alla Juve hanno gradito poco visto che allo Stadium si rivendicano con forza quei due titoli cancellati da Calciopoli. E poi la mancanza di rispetto verso quel collega che recentemente in sala stampa gli ha chiesto se la differenza tr a Juve e Roma non l’abbiano fatta gli errori arbitrali. Risposta? Non c’è stata perché Conte si è limitato a dire: «La domanda non mi piace e pertanto non rispondo», dimenticando che è tornato a parlare dopo un mese di assenza dando colpa alla voce ma forse per qualche ignota paura. Questo è Antonio Conte. A Torino in molti lo sanno, altri fanno finta di niente. Vuoi vedere che ha ragione Garcia quando dice che Conte è troppo nervoso?”. (Tuttojuve.com)

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