Il ruggito della vecchia signora

Il ruggito della vecchia signora

L’inizio non è da Juve: in campo scende la sorella brutta e stanca della vecchia signora. Antonio Conte si sgola, ma sembra tutto inutile. Il Cagliari passeggia a casa propria e, al ventesimo, mette tutti a tacere con il gol di Pinilla. “Juve, ti segno due gol”: queste le parole…

L’inizio non è da Juve: in campo scende la sorella brutta e stanca della vecchia signora. Antonio Conte si sgola, ma sembra tutto inutile. Il Cagliari passeggia a casa propria e, al ventesimo, mette tutti a tacere con il gol di Pinilla. “Juve, ti segno due gol”: queste le parole dell’attaccante isolano poche ore prima del match, forse sottovalutate dai bianconeri che, pochi minuti dopo rischiano la caduta rovinosa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Davide Astori regala l’illusione del raddoppio ai suoi tifosi e gli uomini di Conte capiscono di dover iniziare a giocare con trasporto per evitare che la minaccia di Mauricio Pinilla possa avverarsi. Si torna alla mentalità da campione d’Italia che non può permettersi di cadere con il Cagliari mentre la Roma vince: gol di Llorente. Al trentesimo arriva il salvagente del re leone che sacrifica la sua criniera per spingere in porta il cross di Lichtsteiner. Gli ultimi minuti del primo tempo sono una corsa contro il tempo per accaparrarsi il vantaggio prima del duplice fischio finale ed andare negli spogliatoi con maggiore serenità. Invece nulla più che qualche brivido. 

Il secondo tempo è una copia del primo e ci vuole la sostituzione: Marchisio al posto di Pirlo. Il principino suona la carica, risveglia tutti e trova il gol. Ma il suo complice non è un compagno di squadra, anzi, il portierino cagliaritano che si ritrova in porta per puro caso. Cellino, anche questo campionato, ha deciso di mettere da parte l’estremo difensore titolare e, Agazzi, è vittima della punizione che fu inflitta a Marchetti. Poi, se Avramov si fa anche male, l’inesperto Adan fa ciò che può. E così la Juventus prende coraggio, torna in sè e mette Fernando Llorente in condizione di portare a casa quella doppietta che tanto sognava Mauricio Pinilla. Per il portierino cagliaritano è una parabola discendente, un pò come le rovinose interrogazioni scolastiche in cui, dopo un pò, ci si arrendeva. Lui alza bandiera e regala il quarto gol ai piedi di Lichtsteiner. Il Cagliari fa un’ottima partita ma l’espulsione di Pinilla è emblematica: giocare bene ma subire quattro gol è causa di forte nervosismo. L’attaccante lascia il Cagliari in dieci e la Juve ringrazia. Bella partita di entrambe le squadre nonostante il risultato faccia credere altro.

juventus.eu

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