Il bilancio dei tre nuovi acquisti

Il bilancio dei tre nuovi acquisti

TORINO – Quarantasei punti in diciassette gare, solo cinque in meno rispetto all’en-plein: questa Juventus 3.0 sembra non voler lasciare nemmeno le briciole alle altre squadre italiane. La macchina, che già l’anno scorso sembrava perfetta, sta cannibalizzando il campionato con numeri disumani: merito anche degli acquisti messi a segno da…

TORINO – Quarantasei punti in diciassette gare, solo cinque in meno rispetto all’en-plein: questa Juventus 3.0 sembra non voler lasciare nemmeno le briciole alle altre squadre italiane. La macchina, che già l’anno scorso sembrava perfetta, sta cannibalizzando il campionato con numeri disumani: merito anche degli acquisti messi a segno da Beppe Marotta nel corso dell’estate. Carlitos Tevez ha avuto un impatto devastante con la Serie A: cinque gol nelle prime sei gare disputate, poi un leggero momento di flessione (dovuto anche ai tanti impegni) e il ritorno ad altissimi livelli negli ultimi impegni del 2013. 11 reti in campionato in 17 apparizioni, più il gol nella Supercoppa Italiana dello scorso agosto contro la Lazio. L’Apache ha alzato il livello dell’attacco, reparto che negli ultimi due anni aveva sentito spesso e volentieri la mancanza di un bomber di razza.

Uno che di gol ne sa qualcosa è Fernando Llorente: poco utilizzato in avvio di stagione (veniva da un anno di quasi inattività all’Athletic Bilbao), ad ottobre già qualcuno ipotizzava un suo addio a gennaio; lo spagnolo, invece, grazie al duro lavoro quotidiano e al suo spessore tecnico si è guadagnato un posto da titolare fisso a suon di reti e di ottime prestazioni. Prezioso nel gioco aereo, ma non solo: il “Re Leone” sa giocare il pallone anche con i piedi, sa far salire la squadra difendendo la sfera e, soprattutto, fa sentire la sua presenza nell’area di rigore avversaria. Il ventottenne di Pamplona è a quota 5 gol in campionato, 7 se consideriamo anche i due contro il Real Madrid. Ormai, insieme a Tevez, il ragazzo arrivato a parametro zero è diventato pedina fondamentale nell’undici titolare di Antonio Conte.

Chi, invece, ha avuto meno spazio è Angelo Ogbonna: il difensore di Cassino, arrivato dopo quasi dieci anni al Torino, deve imparare a lottare per obiettivi diversi dalla salvezza. L’età, però, è dalla sua parte, e i mezzi non gli mancano: il venticinquenne di origini nigeriane sa disimpegnarsi bene sia come centrale nella difesa a tre, sia come terzino in quella a quatto. Dopo qualche gara in cui ha pagato forse lo scotto dell’emozione di trovarsi su palcoscenici importanti, l’ex granata ha cominciato ad ingranare e si è rivelato prezioso in più di una circostanza. La Juventus crede molto in lui, come dimostrano i 13 milioni spesi per acquistarlo: i primi passi sono incoraggianti; continuando così, dovrebbe garantirsi uno spazio sempre maggiore e l’opportunità di prendere parte alla spedizione italiana per i prossimi Mondiali brasiliani.

Juvenews.eu

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