HERNANES – Il Profeta deve scrivere in tre ruoli il vangelo bianconero!

HERNANES – Il Profeta deve scrivere in tre ruoli il vangelo bianconero!

Può agire come regista, mezz’ala o trequartista, ma nell’ultimo anno e mezzo all’Inter è sparito. Ad Allegri il compito di farlo rinascere a Torino, il brasiliano dovrà superare i suoi limiti: troppo discontinuo, anche ai tempi magici della Lazio

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DICHIARAZIONE HERNANES JUVENTUS

TORINO – Lo chiamano il Profeta, ma in realtà è un mago: si fa sparire, entra ed esce da San Siro da invisibile dopo un anno e mezzo. Trasparente e abulico, triste e indolente. Hernanes dovrà dimenticare alla Juve l’esperienza nerazzurra e tornare quello della Lazio. Forse sconvolto dalle critiche, dai 20 milioni del suo cartellino, dalla crisi dell’Inter, ma l’ultima pagina non può essere il vangelo. E’ rimasto inghiottito dal tunnel, il brasiliano, è il momento d’uscire ed esplodere. Talento indiscusso, Hernanes, carattere enigmatico, personalità a momenti. Perché anche nei tre anni e mezzo di Lazio era un pendolo fra divini oracoli e una schizofrenica depressione calcistica. Alternava record e assenze. Alla Juve, a 30 anni, deve superare questi limiti.

ULTIMA CHANCE – Saudade d’Hernanes, è la sua ultima chiamata, dovrà pensarci Allegri a farlo tornare Profeta in Italia. La patria lo ha perso, in Brasile giocava regista: se Max riuscirà a farlo giostrare alla Pirlo, avrà compiuto un miracolo. Il Profeta ama quella posizione, ci giocava al San Paolo, ma in 5 anni di Serie A nessun allenatore è mai riuscito a ripresentarlo lì: da Reja a Petkovic, passando per Mazzarri e Mancini. In conferenza stampa Hernanes s’è detto pronto a giocare sulla trequarti, in biancoceleste si lamentava di quella posizione, nonostante sembrasse la più congeniale. Così Vlado lo avere reinventato mezz’ala, il Profeta era inizialmente rinato in una nuova vita da mediano. Nessun cambio, nessuna staffetta, da giocatore più sostituito della Serie A – con Reja – era diventato insostituibile, s’era riconvertito centrocampista. Aveva ritrovato misure e stimoli, riscoperto la giovinezza come quando vinceva uno scudetto dietro l’altro.

PROBLEMA DI TESTA – Serve una scossa alla testa, l’approdo alla Juve può darglielo. Era un peccato vederlo spaesato, mogio, ancora alla ricerca della sua identità. S’era perso, il Profeta, in un mondo di critiche e rimbrotti, di sfiducia in se stesso. A Milano, la porta, gli sembrava in un altro pianeta. Dimenticate la parabola del Profeta, rialzate l’asticella: “Voglio lottare per la Champions e lo Scudetto”. Riecco le ambizioni atrofizzate negli ultimi mesi. Allegri dovrò risvegliarlo, Hernanes è un ottimo alunno. Studia da anni i movimenti dal calcio con un guru: si chiama Jota Alves e ha addirittura scritto un libro su di lui. Il brasiliano adesso dovrà scrivere – ci si augura – la storia bianconera.

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