Gabbiadini: “Voglio giocare con Pirlo”

Gabbiadini: “Voglio giocare con Pirlo”

BOGLIASCO – Tre anni nelle giovanili dell’Atalanta, l’esordio in serie A con la maglia nerazzurra il 14 marzo 2010, quando Manolo Gabbiadini aveva appena 18 anni e 4 mesi. Da quel giorno la sua carriera è stata in rapida ascesa, tanto che la Juve 2 anni dopo decise di acquistare…

BOGLIASCO – Tre anni nelle giovanili dell’Atalanta, l’esordio in serie A con la maglia nerazzurra il 14 marzo 2010, quando Manolo Gabbiadini aveva appena 18 anni e 4 mesi. Da quel giorno la sua carriera è stata in rapida ascesa, tanto che la Juve 2 anni dopo decise di acquistare metà del cartellino. L’altra metà oggi è di proprietà della Samp che si coccola il suo gioiello, già a quota 8 gol in questa stagione. Per l’attaccante blucerchiato sarà una settimana particolare: la rete contro il Livorno del definitivo 4-2, la sfida alla sua ex squadra domenica a Bergamo e non solo.

Gabbiadini, dove si trova?
«All’aeroporto, ho appena fatto il check-in. Devo andare a Roma per lo stage della Nazionale».

Altra piacevole sorpresa, anche se questa non è la sua prima convocazione.
«A dire il vero non è stata una sorpresa, perché un po’ me lo aspettavo. Sapevo che Prandelli voleva valutare anche i giovani e ovviamente ci speravo».

Si è montato la testa?
«Nemmeno per idea. Devo solo pensare a fare bene in questi tre giorni e non a cose che potrebbero rimanere un sogno, come il Brasile. Tre mesi non mi bastano per compiere tutta la strada che devo ancora fare, così come probabilmente sarò giovane anche per i prossimi Europei. Però questo è il mio obiettivo, non lo nego. Devo lavorare molto e la speranza c’è sempre. Ma sono uno che tiene i piedi per terra».

Prima della gara con la Juventus, proprietaria per metà del suo cartellino, aveva detto che non sarebbe stato particolarmente emozionato. Domenica con l’Atalanta?
«Lo sarò, eccome. A Bergamo sono cresciuto e lì ho tanti cari amici. Già molti mi hanno scritto domenica sera: si complimentavano per il gol con il Livorno e mi chiedevano di non fare scherzi nella prossima partita. Io invece gli ho detto che segnerò perché abbiamo bisogno di punti».

Chi o cosa ricorda con maggior piacere di quel periodo?
«Gianluigi Savoldi, che ora purtroppo non c’è più. Fu il mio allenatore quando avevo 12-13 anni e mi ha insegnato molto».

In prima squadra fu tutto più difficile.
«Il primo anno feci poche presenze, poi due anni dopo entrai una ventina di volte, ma a partita in corso. Dovevamo recuperare la penalizzazione e ovviamente per farlo si puntava sui più esperti».

Dove può arrivare la Sampdoria?
«Difficile dirlo ma dopo aver ottenuto la quota salvezza non dobbiamo fermarci. E ha ragione Mihajlovic quando dice che sente parlare troppo di Verona, Parma, Torino. Noi andiamo avanti in silenzio, a fari spenti, ma a fine stagione parleranno tutti della Sampdoria. Almeno lo spero».

Sta per raggiungere il ritiro azzurro. C’è un giocatore della Nazionale con cui vorrebbe giocare un giorno, magari anche in azzurro?
«Pirlo».

Oggi qual’è il suo obiettivo?
«Ho fatto otto gol, mancano undici gare. Sicuramente superare la doppia cifra. Per me sarebbe la prima volta».

 

FONTE: TUTTOSPORT

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