Ferrero: “La Juve prima era Vecchia Signora che aiutava tutti, ora pensa a se stessa”

Ferrero: “La Juve prima era Vecchia Signora che aiutava tutti, ora pensa a se stessa”

Il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ha rilasciato una lunga intervista a Ugo Trani de “Il Messaggero”: “Ho scelto la Sampdoria perché mi è sembrata la società più sana. Mi avevano offerto il Bologna. E la Salernitana prima che la prendesse Lotito. E ho lavorato tanto per acquistare la Magica…

Il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ha rilasciato una lunga intervista a Ugo Trani de “Il Messaggero”: “Ho scelto la Sampdoria perché mi è sembrata la società più sana. Mi avevano offerto il Bologna. E la Salernitana prima che la prendesse Lotito. E ho lavorato tanto per acquistare la Magica prima dello sbarco di Albertone. Dell’americano a Roma. Infastidito dallo spettacolo nelle assemblee della Lega? Nessuno, lì dentro, guarda allo sviluppo di questo sport. Chiamatela Slega. Perché lì ognuno pensa a se stesso. Senza le riforme e gli stadi, il nostro calcio non ha senso. Pensate che alcuni impianti nemmeno hanno le uscite di sicurezza. Io, invece, ho convinto Lotito ad aprire lunedì le porte ai tifosi non fidelizzati della Samp. Intini, presidente dell’Osservatorio, è d’accordo e lo ringrazio. Faremo un appello, insieme con la Lazio, prima della partita. Sarà la festa della romanità. I presidenti del calcio italiano litigano solo su questioni economiche? Lo raccontano a voi. Ma chi ha i soldi tra i miei colleghi? Vedo solo quelli di cioccolata. La Juve e la Roma sono contro tutti? No. Solo il club giallorosso contro Lotito. La società degli Agnelli prima era la Vecchia Signora che aiutava gli altri, magari acquistando giocatori. Ora non può più farlo.

 

Deve solo pensare a se stessa. Favorevole alla moviola? Io ne sento parlare ogni volta che c’è un episodio contestato. Ogni sei mesi sento dire che è il caso di introdurla, ma poi nessuno decide. E’ questo il nostro problema. Tante parole e pochi fatti. Basta. E’ umano sbagliare e ci sta che l’arbitro, chiamato a far rispettare le regole possa commettere errori. Non deve, però, farne troppi. Meglio un uomo vigile che una macchina vigile. Rapporto con gli altri presidenti? Dovete chiedere a loro se gli sono simpatico. Io non conosco nè l’odio nè l’antipatia. Credo che qualcuno sia invidioso della mia popolarità, perché finisco spesso in prima pagina e loro, da trent’anni nel calcio, niente. Altri, per la verità, rosicano di brutto. Mi definiscono fortunato, pensate un po’. E invece… Ho aspettato otto mesi prima di chiudere con Garrone. Ho faticato quasi un anno. Volevo rendermi bene conto di che cosa trovavo. Quando sono arrivato alla Sampdoria avevo ottantaquattro tesserati e adesso sono scesi a quaranta. Spero, dopo il mercato di gennaio, di restare con trenta. Male che va il bilancio sarà negativo di tre milioni. Ma se mi va bene, metto il segno più in meno di un anno. E ci sono poi colleghi che fanno battute sul mio personaggio. Mi sarei aspettato altro da loro. Nessuno mi ha difeso quando sono stato deferito. Io volevo solo essere grato a quanto fatto da Moratti nel calcio. E quella su Thohir era solo una battuta. Se il presidente dell’Inter fosse nato a Nizza e io avessi detto cacciate quel francese non sarei stato punito. Nessuno in Lega ha aperto bocca, se ne sono fregati. Come fanno quando accade qualcosa che non li riguarda in prima persona. Non vedo l’ora di essere giudicato. Si chiama corte d’appello, ma ho già scontato un mese. Altre norme da cambiare. Lotito perdonato per l’offesa a Marotta? Che idea mi sono fatto della giustizia sportiva Aspetto metà gennaio. Io sono buono, ma non devono farmi arrabbiare perché divento cattivissimo. Claudio sta da più anni di me nel calcio e ne capisce più di me. Mettiamola così. E’ un grande lavoratore, ma deve onorare il mandato che ha ricevuto da tutti noi. Pensasse a fare le riforme, sennò lo mandiamo a casa. Intanto voglio arrivare terzo davanti alla sua Lazio. Non ho nemmeno un amico tra i presidenti? Giampaolo Pozzo. Dice di lavorare due ore e invece sono quaranta. Ha capito tutto. Mi piace anche il figlio Gino. A lui dedico un detto: con poco si campa, con niente si muore. Mi riferisco a Muriel che sta per passare dall’Udinese alla Sampdoria? Fermi: io di mercato non mi occupo. Nemmeno posso, per il deferimento. Alle trattative pensa Osti. Che rapporto ho con De Laurentiis? Buono. Aurelio è un profeta. Ha passione. Ma ultimamente ha un po’ mollato. Vorrebbe dieci squadre in Europa e diminuire il numero di quelle iscritte al campionato. Asciugando il torneo. E aprendo agli stranieri, senza contare più gli extracomunitari. Io la penso come lui, siamo due mosche grigie. Il nostro calcio non è in sintonia con quello di Tavecchio? Io voglio tornare a quello di quando ero bambino. La gente deva andare allo stadio, a divertirsi. Basta accendere la televisione e vedere che cosa accade in Premier. Noi siamo ancora alle due camere e cucina. Mi hanno preso in giro perché volevo costruire il nuovo stadio davanti al mare. Ora spenderò dieci milioni per rifare Marassi, mi sta seguendo nel progetto pure Preziosi. Il mio calcio è per i tifosi. Che mi hanno capito. Non solo quelli della Samp. Ho brindato a Capodanno a Firenze con quelli viola”. (Tuttojuve.com)

Juvenews.eu

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