EXTRA JUVE – Turismo? Ci pensa Del Piero

EXTRA JUVE – Turismo? Ci pensa Del Piero

PADOVA — In montagna «ci sono stati pochi giorni buoni e la redditività si sta azzerando». A Cortina quasi nessuno «si ferma a dormire negli alberghi, non c’era pienone nemmeno a Ferragosto ». A Jesolo «tutto sommato è andata bene ». Ma Jesolo aveva Del Piero, e di questi tempi…

PADOVA — In montagna «ci sono stati pochi giorni buoni e la redditività si sta azzerando». A Cortina quasi nessuno «si ferma a dormire negli alberghi, non c’era pienone nemmeno a Ferragosto ». A Jesolo «tutto sommato è andata bene ». Ma Jesolo aveva Del Piero, e di questi tempi si è detto tutto. Sì perché l’estate 2013 del turismo Veneto è stata l’ennesima con il segno «meno», stretta nella morsa di una crisi che dal 2008 non ne vuole sapere di mollare e di un meteo inclemente. Se in più ci si mette la cronica mancanza di programmazione, ovvero di eventi e di scarso sostegno dalla politica—come tuonano le principali associazioni di categoria—il gioco è pressoché fatto. E all’orizzonte il cielo di settembre è ancora più fosco. A salvarsi, ancora una volta, potrebbe essere Jesolo, soprattutto se l’amministrazione comunale riuscirà a firmare il contratto con l’organizzazione di Miss Italia, guarda caso un altro evento che, come il calcio, tocca la «pancia» degli italiani. E che potrebbe finire sul network di La 7, con ovvi ritorni d’immagine per la più grande cittadina turistica del litorale: «Eppure maggio e giugno sono stati un disastro – sottolinea Massimiliano Schiavon, presidente degli albergatori di Jesolo -, più che altro per il maltempo. Luglio ci ha sorpreso e agosto, che ci preoccupava, ci ha fatto sorridere».

 

 

 

Ed eccolo l’asso capace di sparigliare le carte: Alessandro Del Piero. «Del Piero è stato qualcosa di strepitoso – continua Schiavon -. All’inizio non ci eravamo bene resi conto della portata dell’evento, pian piano che si avvicinavano le date del ritiro, ci è esploso nelle mani qualcosa di super. È stato senza dubbio l’evento dell’anno. C’erano clienti storici indecisi se venire, che hanno confermato la prenotazione appena hanno saputo della presenza di Alex». Se ce ne fosse bisogno, se la parola del numero uno dell’AssoAlbergatori di Jesolo non bastasse, è sufficiente guardare i numeri per vedere l’effetto Del Piero: l’ex numero 10 juventino ha portato una media di mille tifosi ad ogni allenamento (ed erano anche due al giorno tra il 2 e il 22 agosto), ha firmato 14mila autografi, ha di fatto infiammato cuori che poi hanno soggiornato a Jesolo, permettendogli di respirare a pieni polmoni. «Serve fare tesoro dell’esperienza – spiega Schiavon – e reinvestire gli introiti, come il miliardo e 900mila euro di tassa di soggiorno che dovrebbe entrare nelle casse di Jesolo». Più che strutture, serve una spinta decisa alla promozione e all’organizzazione degli eventi.

«È necessario ripensare il turismo – attacca Marco Michielli di Confturismo Veneto – non si può andare avanti con prezzi sotto la soglia minima, bisogna intervenire per tornare ad essere competitivi sul mercato prima che il turismo, un gigante dalle ossa rotte, smetta di respirare da solo». Ed ecco l’attacco ad un’altra sanguisuga del turismo italiano: gli «Olta», le On Line Travel Agency con sede fiscale all’estero che, proponendo su internet prezzi stracciati, si intascano fino al 20% dell’incasso. «Booking o Expedia vanno contenuti – è l’entrata a gamba tesa di Michielli – quei soldi sono soldi che escono dal mercato italiano e vanno ad arricchire stati esteri. Detto questo noi abbiamo le nostre colpe, con un vuoto nelle politiche del Turismo e con una pubblicità sul web pressoché inesistente, o peggio, fatta malissimo». Dal mare alla montagna, la situazione è identica: «C’è stato un forte calo della domanda – fa notare Gildo Trevisan, presidente degli albergatori di Belluno -. Non siamo per nulla soddisfatti, abbiamo lavorato bene pochi giorni, ma questo non basta. C’è stato un forte calo della redditività. E se poi si continua a prenotare con i siti esteri, ecco che i soldi se ne vanno da un’altra parte e la nostra industria si ferma». Il nervosismo tra le Dolomiti, è doppio, perché il commissariamento della Provincia di Belluno blocca ogni decisione dell’ente turismo. E Cortina? Le cose non migliorano, nemmeno nella Regina delle Dolomiti: «I turisti ci sono, ma sono tutti pendolari – risponde Gherardo Manaigo – pochi si fermano a dormire». Cosa non va? «I controlli che spaventano i clienti».

corriere.it

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