EXTRA – Agnelli boccia Tavecchio: “Non è una figura autorevole per la presidenza della Figc”

EXTRA – Agnelli boccia Tavecchio: “Non è una figura autorevole per la presidenza della Figc”

“Mi sento in imbarazzo a parlare delle riforme di cui necessita il calcio italiano – afferma il presidente della Juventus Andre Agnelli alla Camera dei Deputati – perché sono 3-4 anni che richiamo questo tema. Al momento si sta affrontando una crisi politica del calcio italiano, Riforme semplici, saranno di…

“Mi sento in imbarazzo a parlare delle riforme di cui necessita il calcio italiano – afferma il presidente della Juventus Andre Agnelli alla Camera dei Deputati – perché sono 3-4 anni che richiamo questo tema. Al momento si sta affrontando una crisi politica del calcio italiano, Riforme semplici, saranno di difficile realizzazione”.

 

“La prima cosa di cui ha bisogno il calcio italiano sono gli impianti sportivi. Lo stadio della Juve da solo serve a poco per rendere il calcio italiano competitivo nei confronti con le altre Leghe degli altri Paesi. Un applauso all’Udinese e al Sassuolo che qualcosa in questa direzione stanno facendo. Ma fare impianti sportivi non significa fare speculazione edilizia, non è questa la strada da seguire anche se qualcuno persegue questo obiettivo. Poi serve una governance diversa, sarebbe essenziale. Critichiamo la legge Melandri, la legge Melandri è giusta per dimensione e forma. Va riconosciuta la specificità di alcuni sport. Le freccette non possono essere paragonate al calcio. La tutela dei marchi è un altro argomento da trattare, da legiferare. Sarebbe importante, perché siamo il paese della contraffazione, le società sportive ne soffrono parecchio perché ogni anno vengono sottratte loro risorse importantissime. Siamo nel pieno di una crisi politica. E’ vero che il gesto del presidente federale Abete e di Prandelli sembra in apparenza corretto, ma li smarca da tutto nel momento peggiore, nel momento del bisogno. Prandelli si è già felicemente sposato coi turchi dove la pressione fiscale è molto più leggera. Farsi da parte nel momento del bisogno non è il gesto di cui aveva bisogno il calcio in questo momento. Avevamo già previsto un’Assemblea per l’11 agosto per fare le modifiche statutarie. Tramutare un’assemblea organizzativa in un’assemblea elettiva è da incoscienti. Il grosso del dibattito non è su che cosa c’è da fare, la gente è molto più interessata a conoscere chi guiderà questo cambiamento radicale. C’è bisogno di un intervento profondo e riformista. Serve una programmazione a medio lungo periodo. Non ci serve un bridge, un periodo di interregno. Non deve essere un passaggio di transazione, dev’essere un periodo di modifiche radicali. L’identikit è quello di una persona che abbia capacita e visione di medio-lungo periodo. Io porto degli esempi: a livello internazionale, quello che mi fa effetto è che abbiamo la direzione di due grandi ex: Platini e Rumenigge. La loro autorevolezza è riconosciuta. Un francese, un po’ più visionario, un tedesco, più strutturato. Ma quando questi due entrano in una stanza in cui si parla di calcio, la gente schizza in piedi. Faccio fatica a riconoscere questa stessa autorevolezza a Carlo Tavecchio. La Juve ha cambiato radicalmente la propria diligence: noi abbiamo trovato Nedved, che è un Pavel Nedved diverso rispetto a quattro anni fa. Potrebbe fare il presidente della federazione ceca, fra otto-dodici anni potrebbe fare anche il presidente dell’Uefa. Abbiamo pochi giorni, non ringrazio Abete per averci lasciati soli nel momento di bisogno, auspico che ci sia quanto più consenso su una persona che abbia una spinta riformista. Il calcio ha bisogno di un cambiamento radicale e profondo”. E’ difficile trovare quello che si cerca, ma si sa bene cosa non si vuole. Sappiamo con chi non vogliamo andare. Profilo del nuovo presidente federale? Sicuramente quello di un ex calciatore”. (Juvenews.eu)

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