EXTRA – Addio Udo Lattek, tecnico-record: vinse le 3 coppe europee con 3 club diversi

EXTRA – Addio Udo Lattek, tecnico-record: vinse le 3 coppe europee con 3 club diversi

Aveva appena compiuto 80 anni e la stampa tedesca aveva studiato tutti i modi possibili per celebrare la sua carriera ricchissima di trionfi, tra cui 8 campionati in Germania. Diciannove giorni dopo aver tagliato anche questo traguardo, Udo Lattek, leggenda del calcio, è morto a Colonia, la città che aveva…

Aveva appena compiuto 80 anni e la stampa tedesca aveva studiato tutti i modi possibili per celebrare la sua carriera ricchissima di trionfi, tra cui 8 campionati in Germania. Diciannove giorni dopo aver tagliato anche questo traguardo, Udo Lattek, leggenda del calcio, è morto a Colonia, la città che aveva scelto per convivere col morbo di Parkinson e bere ancora qualche birra in santa pace (“ogni grande allenatore ha sempre apprezzato un buon boccale”, ripeteva).

ATTACCANTE — Sulla panchina del Colonia era stato per una sola partita, nel ’91, curiosamente per dirigere la squadra nel match contro il Bayern, il club che l’ha reso celebre e che ha guidato più volte di tutti, 299. Nato nel ’35 a Boze (città che ora è in territorio polacco, mentre all’epoca era Bosemb, Est Prussia), negli anni Cinquanta e Sessanta fu un discreto attaccante. Bravo soprattutto nel gioco aereo, raggiunse l’apice nell’Osnabruck, prima di dedicarsi alla panchina e diventare uno degli uomini più vincenti di sempre nel calcio tedesco.

 

AL BAYERN — E’ a Monaco che Lattek inizia a collezionare trionfi in serie. Franz Beckenbauer, allora stella indiscussa del Bayern, “sponsorizza” il suo arrivo in Baviera, nonostante lo scetticismo di chi sosteneva che Udo non avesse abbastanza esperienza. Ma con Gerd Müller e Sepp Maier in rosa, più l’aggiunta di Paul Breitner e Uli Hoeness, la squadra di Lattek vince una Coppa di Germania, tre campionati e la sua prima Coppa dei Campioni (nel ’74, dopo una doppia finale con l’Atletico Madrid). Più motivatore che tattico, va via da Monaco nel ’75, ma è solo un arrivederci: tornerà nel 1983 e resterà altri quattro anni, impreziosendo la bacheca del club con altri tre vittorie in Bundesliga e due coppe nazionali.

RECORD — In mezzo, Borussia Moenchengladbach (dal ’75 al ’79, due campionati e una Coppa Uefa vinti), Borussia Dortmund (fino all’81, senza acuti) e Barcellona (fino al 1983). Coi blaugrana (contando su Maradona, con cui finì ai ferri corti, e Schuster in rosa), oltre alla Coppa di Lega e alla Coppa del Re, conquista anche la Coppa delle Coppe, completando una tripletta europea riuscita solo a Giovanni Trapattoni. Ma nessuno, a parte lui, ci è riuscito alla guida di tre club diversi. Chiuse la carriera nella Ruhr, con Schalke 04 e di nuovo Borussia Dortmund, evitando la retrocessione ai gialloneri. Ma i suoi 15 trofei (sommando i nazionali agli internazionali) erano già arrivati e resteranno nella memoria. Come il suo tipico maglione blu: magari non all’ultima moda, ma caratteristico. (gazzetta.it)

Juvenews.eu

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