EXTRA – Addio a Agbonavbare. Il portiere nigeriano diventato facchino per aiutare i figli

EXTRA – Addio a Agbonavbare. Il portiere nigeriano diventato facchino per aiutare i figli

Wilfred Agbonavbare non ce l’ha fatta. Se n’è andato a 48 anni, portato via dalla stessa malattia cha uccise anche la moglie: il cancro. Lo piange la Nigeria, lo piange Madrid, dove ormai viveva da tempo, lo piange l’intero mondo del calcio, perché la sua storia aveva commosso tutti. Sabato…

Wilfred Agbonavbare non ce l’ha fatta. Se n’è andato a 48 anni, portato via dalla stessa malattia cha uccise anche la moglie: il cancro. Lo piange la Nigeria, lo piange Madrid, dove ormai viveva da tempo, lo piange l’intero mondo del calcio, perché la sua storia aveva commosso tutti. Sabato al Calderon, prima di Atletico-Rayo Vallecano, le due squadre erano scese in campo sostenendo uno striscione con la scritta “Fuerza Wilfred”. Era ricoverato da qualche giorno all’ospedale di Alcalà de Henares, alle porte della capitale, e lì ha chiuso per l’ultima volta gli occhi.

 

LA STORIA — Agbonavbare è stato un portiere di discreto livello entrando nel cuore dei tifosi del Rayo Vallecano, dove ha giocato tra il 1990 e il 1996 conquistando, grazie anche alle sue parate, la promozione in Liga. Con la Nigeria ha vinto una coppa d’Africa nel 1994 partecipando nello stesso anno anche al Mondiale: era la riserva di Rufai quando Baggio segnò il gol che eliminò gli africani agli ottavi di Usa ’94. Prima ancora ispirò Elio e le storie tese, il celebre gruppo musicale italiano nella loro Nessuno allo stadio: “Se Agbonavbare difenderà la propria porta nei mondiali di calcio americani – era il verso – forse la Nigeria vincerà questi famosi campionati di calcio mondiali americani”. Curioso che siano stati proprio gli azzurri a spezzarne il sogno.

L’AIUTO — La canzone strappa un sorriso, la sua storia recente molto meno: l’anno scorso Agbonavbare partecipò a “El Jefe infiltrado” (il capo infiltrato), format poi traghettato anche in Italia. Faceva il facchino all’aeroporto di Barajas perché viveva da solo a Madrid dopo la morte della moglie e gli servivano soldi da mandare ai figli in Nigeria. Appresa la sua malattia, recentemente l’ha aiutato anche Carmen Martinez, la donna anziana del quartiere Vallecas che il Rayo si precipitò ad aiutare. “Ho avuto un sacco di soldi (21 mila euro, n.d.r.) – ha detto la donna – non mi servono. So che c’è un ragazzo che sta male, vorrei che migliorasse e ho pregato per lui”. Il “ragazzo”, appunto, era Wilfred Agbonavbare e la donna voleva pagare le spese di viaggio ai figli affinché potessero dargli l’ultimo saluto. Ma Wilfred è morto prima che arrivassero. (gazzetta.it)

Juvenews.eu

 

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