Ex Juve, Giaccherini: “Quando mi vendettero, Conte si arrabbiò tantissimo”

Ex Juve, Giaccherini: “Quando mi vendettero, Conte si arrabbiò tantissimo”

Le parole dell’ex centrocampista bianconero

Giaccherini

TORINO – In un’intervista rilasciata ai microfoni de Il Corriere della Sera, Emanuele Giaccherini ha svelato qualche aneddoto che lo riguarda, parlando poi anche di Conte, della sua esperienza in Nazionale e dell’Europeo che si appresta ad affrontare. “Quando la Juve mi vendette in Premier, Conte si arrabbiò molto. Mi riteneva importante: sono contento di avergli dato tanto e spero di farlo ancora. Da «contiano» di ferro, godo di vantaggi? No, lui non guarda in faccia nessuno. L’importante è fare quello che dice e dare sempre il massimo. Conte tira fuori più del 100% da qualsiasi giocatore, riuscendo a valorizzare quello che ha a disposizione. Sottovalutato? Mi piace esserlo, quello che faccio risalta di più. Ma in Italia quelli sottostimati sono tanti. Proprio Conte alla Juve mi ribattezzò Giaccherinho, per sottolineare che gli stranieri da noi hanno più importanza degli italiani. E’ un male. Il nostro calcio ha bisogno di una sterzata. Bisogna chiudere le frontiere nel pallone e fare qualcosa per i nostri giovani”.

Poi sull’Italia. “Anche l’Italia è sottovalutata? Meglio, così possiamo stupire. Francia, Germania, Spagna o Belgio hanno più qualità. Ma nelle partite secche tutto può succedere. Se mi sorprende l’involuzione di Balotelli? In giusta misura: Mario ha tanti colpi, ma se c’è da far fatica non è il top. Gli manca la voglia di lottare e di migliorarsi sempre: se avesse metà della fame che ha Zaza… Che avversario mi piacerebbe affrontare? La Francia, che gioca in casa: vincere sarebbe ancora più bello. Tra le stelle del torneo? Ronaldo. Ma spero che anche nell’Italia ci possa essere una grande sorpresa. Chi può essere? La nostra forza sarà la fase difensiva. Ma abbiamo giovani di talento, come Insigne e Bernardeschi. Poi se Pellé o Eder fanno 5 gol va benissi- mo. L’importante è che tutti diano tutto quello che possono dare. E anche di più”.

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