ESCLUSIVA, IDRIS: “Grazie Dio per avermi fatto biancoNERO”

ESCLUSIVA, IDRIS: “Grazie Dio per avermi fatto biancoNERO”

di SIMONE IPPOLITITORINO – Una bella chiaccherata a tutto tondo con Edrissa Sanneh, meglio conosciuto come Idris. Dal calcio, al razzismo, passando per la storia bianconera, quella del passato, del presente, ma anche del futuro. Ecco le sue parole in esclusiva ai nostri microfoni di Juvenews.eu: “Questa Juventus mi piace…

di SIMONE IPPOLITI

TORINO – Una bella chiaccherata a tutto tondo con Edrissa Sanneh, meglio conosciuto come Idris. Dal calcio, al razzismo, passando per la storia bianconera, quella del passato, del presente, ma anche del futuro. Ecco le sue parole in esclusiva ai nostri microfoni di Juvenews.eu: “Questa Juventus mi piace molto. E’ una squadra che ragiona, fa girare bene il pallone, a centrocampo si riflette anche grazie alla qualità di Andrea Pirlo. Allegri è un toscano atipitico, molto posato, lasciamolo lavorare. Al suo arrivo non ero scettico e poi io, sono uno di quelli che pensa esclusivamente alla Juventus. La Juve è la Juve. E’ un club con una grande storia, non sarà mai una società normale.”

 

E a proposito di figure dirigenziali, oggi ricorre il dodicesimo anniversario dalla scomparsa dell’Avv. Agnelli e poi per il futuro un ritorno di Del Piero?: “Avevo un bel rapporto con l’Avvocato, ci sentivamo, specialmente quando la Juventus giocava al Delle Alpi. Posso dire che gli rimanevo simpatico. Del Piero? Mi piacerebbe un suo ritorno alla Juventus. Se lo merita e avrebbe tutte le qualità per fare il dirigente. Ha il carisma e l’intelligenza per rappresentare diplomaticamente la società sia in Italia che a livello internazionale. Mi ricordo anche il giorno in cui arrivò insieme al portoghese Paolo Sousa. Andai io personalmente a prenderli a Venezia…”

L’Italia e il problema del razzismo. Idris racconta la sua esperienza da quando è arrivato a 21 anni, era il 1972: “Mi sono sempre sentito uguale a “voi”. Non mi considero un nero. Mai un complesso di inferiorità o di superiorità. Penso che oggi ci sia più razzismo, ma non solo per il colore della pelle. Il razzismo si innesca anche quando c’è competività, concorrenza, un razzismo di classe anche nel campo economico – finanziario. E’ assurdo – prosegue Idris – che un Paese ricco come l’Africa sia stato vittima negli anni: colonizzato, defraudato dai suoi beni. Ma perchè deve essere considerato come un continente errante? Perchè deve essere il più povero del mondo? Senza l’Africa, il mondo non sarebbe nulla. Bisogna avere rispetto per il continente africano”.

Tornando al calcio, in questi ultimi giorni è stato accostato nuovamente il nome di Mario Balotelli alla Juventus: “Lui alla Juve? Anche subito…Ho parlato di Balotelli già in passato. Lo conosco molto bene, da quando era ragazzo. Molti erano invidiosi del suo talento, poi nel corso della sua vita, si è trovato a crescere in ambienti diversi che di sicuro che non gli hanno fatto bene. Gli servirebbe un aiuto e poi un insegnamento stile bastone e carota…”

Sono passati 9 anni dall’addio di Idris alla trasmissione “Quelli che il calcio”: “Ringrazio la Rai per quello che mi ha dato. Ho ancora il piacere pero’ di intervenire telefonicamente alla trasmissione quando la Juventus gioca di pomeriggio. Sono contento del mio percorso, della vita che ho avuto, della mia famiglia e  di essere nato in Senegal. Ringrazio Dio di avermi fatto nero e juventino”.

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