EDITORIALE – La vecchia guardia espugna Marassi

EDITORIALE – La vecchia guardia espugna Marassi

(Di Francesco repice radiocronista RAI) La panchina della Juventus a Marassi ha ingaggiato 90 minuti di battaglia verbale con il pubblico di fede genoana alle sue spalle. Pavel Nedveed ha fatto altrettanto in tribuna d’onore, abbandonata prima e ‘riconquistata’ poi in un clima che andava facendosi torrido nonostante la serata…

(Di Francesco repice radiocronista RAI) La panchina della Juventus a Marassi ha ingaggiato 90 minuti di battaglia verbale con il pubblico di fede genoana alle sue spalle. Pavel Nedveed ha fatto altrettanto in tribuna d’onore, abbandonata prima e ‘riconquistata’ poi in un clima che andava facendosi torrido nonostante la serata marzolina. Partita di intensità britannica sporcata, forse, dai troppi interventi arbitrali sui quali si sono moltiplicate, come di consueto, le interpretazioni più bizzarre. Detto questo, la Juventus al Luigi Ferrari è stata più squadra che mai, contro 11 grifoni assatanati che l’hanno costretta ad un notevolissimo spreco di energie fisiche e mentali. Il resto lo hanno fatto due fenomeni: Gigi Buffon ha festeggiato come meglio non avrebbe potuto le 476 presenze in bianconero e l’aggancio al ‘mito’ Dino Zoff; Andrea Pirlo ha nuovamente dimostrato la differenza che passa tra i giocatori normali e gli ‘eletti’ che cambiano le sorti di una partita con un gesto tecnico che si eleva al rango di opera d’arte.

 

 

“Avete già celebrato la nostra eliminazione, quindi se usciremo dalla Coppa il nostro scotto mediatico lo avremo già pagato”. Conte si sta già preparando ai 90 minuti del Franchi. Soprattutto sta preparando la squadra ad un altro appuntamento di quelli che caratterizzano una stagione nel bene o nel male. “Io tutta questa sofferenza non l’ho vista nel secondo tempo a Marassi” ha poi aggiunto cercando di non esaltare più di tanto la prova del Genoa come al contrario aveva fatto con i suoi tifosi negli attimi finali di una partita che gli ha dato tantissime risposte sul carattere indomabile della sua Juventus. E il carattere si sa, è la nota distintiva dei bianconeri. Una dote immensa. Che però da sola non fa vincere le partite. Per quello ci vogliono i campioni. Buffon e Pirlo, appunto.

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