Ecco il libro di Pirlo: ‘Penso quindi gioco’

Ecco il libro di Pirlo: ‘Penso quindi gioco’

Il “cervello” della Juventus ci racconta la sua storia: “Penso quindi gioco”, si intitola così l’ autobiografia che Andrea Pirlo ha scritto con la collaborazione di Alessandro Alciato, giornalista di Sky Sport, e che sarà edita da Mondadori. L’ edizione odierna del quotidiano “La Gazzetta dello Sport” riporta alcune anticipazioni:…

Il “cervello” della Juventus ci racconta la sua storia: “Penso quindi gioco“, si intitola così l’ autobiografia che Andrea Pirlo ha scritto con la collaborazione di Alessandro Alciato, giornalista di Sky Sport, e che sarà edita da Mondadori. L’ edizione odierna del quotidiano “La Gazzetta dello Sport” riporta alcune anticipazioni: dall’ addio al Milan (“Andrea, il nostro allenatore Allegri pensa che se resti non potrai più giocare davanti alla difesa. E la politica della società è cambiata: a chi ha più di trent’ anni proponiamo il rinnovo contrattuale solo per dodici mesi”), ai contatti con Inter (“sarebbe stato un affronto che i tifosi del Milan non avrebbero meritato”) e Roma (“nessuno aveva visto l’ ipotetico presidente Thomas Di Benedetto e il trio dirigenziale di cui si parlava, Pallotta-Ruane-D’Amore, mi faceva pensare al trio di autori di una canzone del Festival di Sanremo”), fino alla decisione di approdare in bianconero.

Il centrocampista bianconero e della Nazionale si sofferma a lungo su Antonio Conte: “Gli è bastato un discorso, con tante parole semplici, per conquistare me e tutta la Juventus, pianeta su cui siamo sbarcati insieme. Il primo giorno di ritiro, in montagna, a Bardonecchia, ha convocato la squadra in palestra e si è presentato. Aveva già il veleno addosso. Si muoveva bene ad alta quota, perché le vipere sono fatte così. «In questa squadra, cari ragazzi, si viene da due settimi posti consecutivi in campionato. Roba da pazzi. Agghiacciante. Io non sono qui per questo, è ora di smetterla di fare schifo». Sul campo di Vinovo, in allenamento, spesso vinciamo, per il semplice motivo che giochiamo contro nessuno. Non ci sono gli avversari, dal lunedì al venerdì non esistono. Ci obbliga ad affrontare partitelle undici contro zero, spingendoci a ripetere per quarantacinque minuti gli stessi movimenti, fino a quando non vede che riescono bene, fino alla nausea. Ecco perché poi trionfiamo anche undici contro undici. Se Arrigo Sacchi era un genio, allora lui cos’è? Mi aspettavo uno bravo, ma non così bravo. Pensavo a un allenatore con tanta grinta e altrettanto carisma, invece ho scoperto che anche tatticamente e tecnicamente ha da insegnare a molti suoi colleghi”.

Pirlo descrive anche la maniacalità con cui Conte prepara le partite e la grinta che manifesta durante l’ intervallo se qualcosa non funziona come dovrebbe: “Tornassi indietro, solo una cosa non rifarei: scegliere il posto vicino a Buffon dentro il nostro spogliatoio allo Juventus Stadium, esattamente davanti alla porta d’ingresso. È il punto più pericoloso di tutta Torino, soprattutto tra il primo e il secondo tempo delle partite. Nell’intervallo Conte entra e, anche quando stiamo vincendo, lancia contro il muro – e quindi contro il mio angolino – tutto quello che trova, quasi sempre delle bottigliette di plastica, piene d’acqua. Frizzante. Molto frizzante. Diventa una bestia. Non si accontenta mai, c’è sempre un dettaglio che non gli va a genio, vede in anticipo ciò che può succedere nei successivi quarantacinque minuti”.

Juvenews.eu

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