Due note stonate nel trionfo Juventus: sono Vidal e Llorente

Due note stonate nel trionfo Juventus: sono Vidal e Llorente

Una cavalcata entusiasmante, gli avversari spazzati via uno dopo l’altro e che con il passare delle giornate si sono sciolti come neve al sole. Anche la prima Juventus targata Allegri ha confermato quanto emerso nell’era Conte: Buffon e compagni non hanno rivali in Serie A. Un gruppo mai sazio, al…

Una cavalcata entusiasmante, gli avversari spazzati via uno dopo l’altro e che con il passare delle giornate si sono sciolti come neve al sole. Anche la prima Juventus targata Allegri ha confermato quanto emerso nell’era Conte: Buffon e compagni non hanno rivali in Serie A. Un gruppo mai sazio, al quale l’appetito viene mangiando, è alla base del quarto scudetto consecutivo, mai successo nella storia juventina. Difficile trovare qualcosa da criticare, un po’ come cercare un ago in un pagliaio, ma un paio di nei (uno più grosso dell’altro) è possibile individuarli anche nella squadra campione d’Italia.

Induscussi protagonisti della cavalcata record con Antonio Conte, Fernando Llorente e Arturo Vidal non si sono espressi sui livelli di eccellenza della passata stagione. In particolare lo spagnolo ha vissuto una stagione ben al di sotto delle aspettative, soffrendo non poco la concorrenza del connazionale Alvaro Morata che, con il passare delle settimane, lo ha piano piano superato nelle gerarchie e si è guadagnato il posto accanto a Carlos Tevez. Mentre con Conte Llorente era partito in sordina a causa di un netto ritardo di condizione (è arrivato a Torino dopo in pratica un anno di inattività) per poi esplodere nel corso della stagione, quest’anno con Allegri ha fatto il percorso inverso, andando pian piano spegnendosi. 

Spulciando i dati Opta, salta subito all’occhio la differenza realizzativa: 16 goal totali in campionato l’anno scorso, appena 5 quest’anno dopo 31 giornate. Notevole anche la differenza negli assist (5 contro 1) e la precisione delle conclusioni: con Conte il 64,15% dei tiri sono finiti nello specchio (il 30,19% trasformati in goal), contro il 48,39% di questa stagione con appena il 16,13% di realizzazione. Mai una lamentela e nemmeno una parola fuori posto ma, a meno di un finale di stagione da sogno, il suo futuro a Torino sembra ormai segnato.

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