Di Vaio: “Con la Juve non serve fare le barricate”

Di Vaio: “Con la Juve non serve fare le barricate”

Tra i giocaori che in passato hanno vestito le maglie di Juventus e Bologna c’è anche Marco Di Vaio, che ha parlato della sfida di domani allo Stadium ai microfoni della testata zerocinquantuno.it. L’attaccante romano ha cominciato l’intervista parlando della sua doppietta realizzata con la maglia dei felsinei in casa…

Tra i giocaori che in passato hanno vestito le maglie di Juventus e Bologna c’è anche Marco Di Vaio, che ha parlato della sfida di domani allo Stadium ai microfoni della testata zerocinquantuno.it. L’attaccante romano ha cominciato l’intervista parlando della sua doppietta realizzata con la maglia dei felsinei in casa dei bianconeri, il 26 febbraio 2011 (Juventus-Bologna 0-2). Ecco le sue considerazioni:

 

Marco, che ricordi hai di quella magica serata? 
“Le squadre arrivarono a quella partita in condizioni completamente diverse: la Juventus stava attraversando la sua stagione più difficile dal ritorno in Seria A, nonostante avesse grandi campioni in rosa, il Bologna invece volava sulle ali dell’entusiasmo, eravamo carichi a mille. Ricordo che avevamo giocato anche tre giorni prima con la Roma e quindi ci fu pochissimo tempo per preparare il match, andammo a Torino con giusto un paio di allenamenti nelle gambe e venne fuori una vittoria incredibile e comunque inaspettata, ma non casuale, perché quello era un gruppo con basi solide e ben allenato da Malesani.”

 

Cosa significa battere la Juventus a casa sua? 
“Per il Bologna vittorie del genere, in casa di una grande, sono soddisfazioni immense in grado di regalarti emozioni uniche e di arricchire un’intera annata. In particolare, la rivalità con la Juventus sotto le Due Torri si respira nell’aria, si percepisce nettamente, ogni partita contro i bianconeri è qualcosa di fuori dal comune, diversa da tutte le altre.”
 
La vostra fu davvero una partita perfetta, sintetizzabile con il gol del raddoppio, un’azione splendida finalizzata alla tua maniera. 
“È vero, l’azione che ha portato al mio secondo gol fu davvero splendida, un contropiede orchestrato alla perfezione, ma del resto avevamo preso grande fiducia dopo essere passati in vantaggio e tutto ci veniva facile, sentivamo di poter fare qualcosa di storico. Ricordo altre occasioni da rete importanti, un salvataggio sulla linea di Portanova, un paio di parate determinanti di Viviano, sembrava impossibile trafiggerci, se anche la partita fosse proseguita sono certo che non sarebbe passato nemmeno uno spillo. Avevamo la carica giusta, ce lo si poteva leggere negli occhi.”
 
E cosa dire dei tifosi, della loro straordinaria accoglienza all’aeroporto Marconi a notte fonda? 
“La festa all’aeroporto fu un po’ il coronamento degli ultimi tre mesi, con i tifosi che ci erano stati sempre vicini nel periodo più difficile, tra stipendi non pagati, cambio di proprietà e avvicendamenti alla presidenza del club. Ma la squadra sul campo dimenticava tutto e andava alla grande, era compatta, e fu proprio quella compattezza che ci salvò dalla retrocessione. Realizzammo un vero e proprio miracolo sportivo e quel trionfo fu la ciliegina sulla torta, un regalo per tutta la gente di Bologna. Intorno a noi c’erano migliaia di persone, qualcosa di stupendo, da brividi.”
 
Venendo al presente, come si può fare a battere questa Juventus, o quantomeno a metterla in difficoltà? 
“Facendo una partita di estrema attenzione e concentrazione, dal primo all’ultimo secondo, senza concedergli nulla, o il minimo possibile. Ci vorrà però anche coraggio, perché limitarsi a fare le barricate non serve, i ragazzi dovranno provare a colpire in contropiede o sfruttare un calcio piazzato, e se dovesse capitare anche solo una mezza occasione non la si dovrà sbagliare. Certe partite puoi prepararle al meglio, curando ogni dettaglio, ma molto spesso nascono e si sviluppano in maniera imprevista e bisogna essere bravi ad adattarsi sul momento, approfittando magari di un episodio, e sperando ovviamente  in una buona dose di fortuna.”
 
Proviamo un po’ a sognare: chi potrebbe essere il Di Vaio del 2014, l’uomo in grado di decidere il match? 
“Mi auguro davvero che possa essere uno degli attaccanti, uno qualsiasi. Sarebbe bello almeno per uno di  loro, in questo momento in cui sono tutti sotto pressione, segnare un gol pesante a Torino, scrivere una pagina memorabile di storia rossoblù e ritrovare fiducia per il finale di stagione.”
 
Conoscere in anticipo i risultati delle dirette concorrenti, in particolare quello della sfida tra Chievo e Sassuolo, può essere un vantaggio? 
“In generale sì, ma chiaramente dipende anche molto dal risultato. Se Sassuolo e Livorno non dovessero vincere sarebbe un’ottima notizia per il Bologna, e permetterebbe ai ragazzi di giocare con la mente un po’ più sgombra, cosa che soprattutto contro una squadra più forte può essere molto importante.”

tuttojuve

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