De Jong: “La Juve primo vero esame. Ma lo sarà anche per loro”

De Jong: “La Juve primo vero esame. Ma lo sarà anche per loro”

TORINO – Nigel De Jong ha inquadrato la sfida con la Juventus ai microfoni del quotidiano “Il Giornale”. “Ora faccio anche gol? Io provo sempre, quando è possibile. Ma al primo posto, nella mia graduatoria, c’è l’interesse della squadra. Soltanto dopo vengono i miei gol. Go col Parma non era…

TORINO – Nigel De Jong ha inquadrato la sfida con la Juventus ai microfoni del quotidiano “Il Giornale”. “Ora faccio anche gol? Io provo sempre, quando è possibile. Ma al primo posto, nella mia graduatoria, c’è l’interesse della squadra. Soltanto dopo vengono i miei gol. Go col Parma non era un gol qualsiasi? Forse perché eravamo in 10 contro11 in quelmomento preciso della partita. Sono andato in contrasto su Cassano e gli ho portato via la palla, ho visto che alle sue spalle c’era il deserto e allora mi sono detto: “dai Nigel, vai!”». Gli altri reduci del mondiale hanno accusato qualche pausa e io no? Perché il mondiale semmai mi ha dato la carica. E sono arrivato in ritiro che ero già bello pronto per ricominciare.

 

Quando rinnoverò? Io ho voglia di restare al Milan e ho ripetuto che voglio chiudere qui la mia carriera. Il Milan è un club con una storia e una tradizione straordinarie, se non può arrivare primo deve lottare per classificarsi tra i primi tre posti. Lo so che è difficile, lo so che ci sono tante squadre forti e organizzate come noi, ma dobbiamo provarci. A che punto è la trattativa? So che la società ha contattato il mio agente, hanno un appuntamento per la prossima settimana. Inzaghi? È diverso, molto diverso dagli altri allenatori che ho avuto in carriera. Per certi versi può essere accostato al giovane Van Gaal. Esprime tanta energia, continua a parlare, a martellare, pensa ancora da giocatore. Sabato missione impossibile con la Juve? No. Ma solo se saremo scortati dalla grande fiducia che è arrivata nel gruppo dopo le prime due partite e da una straordinaria fede nei nostri mezzi. La Juve ha sempre vinto lo scudetto negli ultimi tre anni: non dobbiamo scoprirla. In Champions ha vinto e convinto. Per avere delle chances di successo dobbiamo cominciare a lottare dal primo minuto. Sarà il primo vero esame del nuovo Milan? Certo.Malo sarà anche per loro. Un rivale che vorrei togliere ad Allegri? Sì ed è Tevez. Io ho conosciuto bene Carlitos a Manchester ed è un vero guerriero, è una pedina essenziale della Juve attuale. In giro c’è chi parla di Scudetto? State calmi, siamo solo alla seconda partita. Il Milan degli olandesi è irraggiungibile? Altri tempi, altri giocatori. Noi dobbiamo credere in questo Milan e possiamo fare bene se manteniamo lo spirito delle prime settimane. Tanti gol e difesa ballerina? Se volete gioco io in difesa! È una battuta, naturalmente. Non so come si risolve questo problema. Dico solo che adesso abbiamo qualche giorno per preparare al meglio la sfida con la Juve. È forse colpa del sistema di gioco con le tre punte? A me piace il 4-3-3 perché offre sempre profondità al nostro gioco, poi sulle formule tattiche io non discuto molto, non mi appassiona l’argomento. Menez è una sorpresa? È impressionante. Quando gli ho visto fare il secondo gol a Parma, correndo lateralmente rispetto alla porta, e colpendo col tacco, ho pensato: mamma mia! Allegri sabato non sarà accolto da amico a San Siro? Non lo so e non mi interessa granché: questo è un argomento solo per voi giornalisti. Quello che conta è il risultato finale e i 3 punti da guadagnare contro la Juve, qualora ci dovesse riuscire”. (TMW)

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