CONTE: “UNA PARTITA COME LE ALTRE”

CONTE: “UNA PARTITA COME LE ALTRE”

TORINO – Consueta conferenza stampa della vigiali di ogni match. Mister Conte si presenta, come al solito, in sala conferenze per rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Andiamo subito diretti. I simboli della Roma, De Rossi e Totti, hanno detto che anche questa Juventus ogni tanto riceve qualche aiutino. Vorrei…

TORINO – Consueta conferenza stampa della vigiali di ogni match. Mister Conte si presenta, come al solito, in sala conferenze per rispondere alle domande dei giornalisti presenti.

Andiamo subito diretti. I simboli della Roma, De Rossi e Totti, hanno detto che anche questa Juventus ogni tanto riceve qualche aiutino. Vorrei un tuo commento.
“Ma sai, già potrei obiettare sull’anche… (ride, ndr). Guarda, la prendo sul ridere perchè è giusto che quando ci sono chiacchiere da bar, da tifosi, bisogna prenderla sul ridere e prenderla in maniera molto serena. Io dico che non ci sono dele risposte da dare a chi fa queste affermazioni. Anzi, io insegno ai calciatori, a chi lavora con me, a chi mi frequente, che le risposte vanno date sempre sul campo, perchè il campo rende giustizia sempre a tutto e a tutti. E dico che in due anni e mezzo il campo ha reso giustizia alla squadra più forte, in maniera anche molto netta e clamorosa alcune volte”.

Questa risposta è identica a quella che ha dato poco fa Garcia. Ha detto: “Io non parlo di queste cose, c’è un grande arbitro e quindi vincerà la squadra migliore”. Ha detto che la Roma giocherà per vincere. Lei si aspetta una Roma così o più attenta?
“Sicuramente ci saranno in campo due squadre che vorranno vincere. La Juventus da una parte e la Roma dall’altra. Quindi è inevitabile che ci saranno delle strategie tattiche, utilizzate sia dalla Juventus che dalla Roma, e che le parole se le porterà via il vento. Poi ci saranno i fatti, si dovrà vedere sul campo chi avrà più voglia di vincere, chi avrà adottato la tattica migliore per vincere. Ripeto, il campo è sempre quello che parla, le chiacchiere stanno a zero e servono solo ad alimentare polemiche e a creare delle situazioni che non hanno niente a che fare col calcio. Stiamo cercando di cambiare questo calcio, però mi sembra che non si voglia fare, perchè ogni partita è accompagnata sempre da qualche polemica e sembra che la poemica sia più importante della partita. Questo è il calcio in Italia, oggi. La polemica sembra più importante della partita, ecco”.

La Roma per molti è una sorpresa, ma tu l’avevi indicata tra le protagoniste a inizio stagione. Cosa ti aveva fatto pensare questo? Poi se ci puoi dire delle condizioni di Pirlo e Tevez, se sono alla pari con i compagni.
“Se uno fa una riflessione attenta, si rende conto che il percorso della Juventus e della Roma è molto simile:  la Juventus ha iniziato tre anni fa con me, e la Roma con Luis Enrique. In tre anni noi abbiamo vinto due Scudetti, due Supercoppe e adesso siamo in testa alla classifica, quindi penso che abbiamo bruciato veramente le tappe. La Roma ha avuto più sfortuna, forse meno bravura nel mercato, nella scelta degli uomini per questa ristrutturazione, ma non dimentichiamo che la Roma in questi ultimi tre anni è forse la squadra che ha fatto maggiori investimenti, ha cambiato se non sbaglio, il primo anno undici giocatori con Luisi Enrique, il secondo anno nove e il terzo anno ancora dieci-undici, a testimonianza che c’è un progetto serio, che non è facile. Perchè qui alla Juventus oggi parliamo di una squadra che viene da due Scudetti e si dimentica da dove si arriva. Oggi tutto viene semplificato alla Juventus, sembra che la Juventus sia da tanti anni sulla cresta dell’onda: ma non è così, sono solo due anni che siamo tornati a vincere, non sbagliando praticamente niente”.

Tevez e Pirlo?
“Ho tre pensieri in testa, tre situazioni da valutare: Pirlo, Barzagli e lo stesso Carlos. Le valuterò insieme ai giocatori, insieme al mio occhio e poi prenderò la giusta decisione, sapendo di essere molto sereno, perchè, ripeto, ho un gruppo di ragazzi straordinario, che si mettono sempre a disposizione”.

Cosa le è piaciuto di Garcia? Quali sono i punti di forza della Roma?
“Mi ha stupito il fatto che si è calato perfettamente in una realtà come quella di Roma. Mi ero accorto che era una persona molto scaltra e che aveva in testa quello che doveva fare. Si è calato in un ambiste in maniera naturale. Poi ha trovato una squadra che veniva da stagioni da dimenticare, una coppa persa contro la Lazio e quindi aveva grande voglia di mettere cattiveria sul campo, in più grande ha qualità sul campo aumentata da tutti i giocatori arrivati in estate. Il punto forte della Roma è la convinzione in quello che fa, poi se sei imbattuto per 15 partite niente è impossibile. Noi il primo anno avevamo davanti squadre importanti come il Milan di Ibra, l’Inter del triplette, il Napoli dei tre tenori. Oggi davanti c’è la Juve e dobbiamo essere bravi a mantenere la posizione sapendo che dietro ci vogliono raggiungere”.

Garcia ha portato qualcosa di nuovo? Quale impatto può avere una vostra vittoria sul campionato?
“Il calcio italiano non è vecchio, è un calcio in cui ci sono gli allenatori tra i più bravi in assoluto. Il calcio italiano a causa della crisi economica si sta privando dei campioni, chiariamo questo fatto. Non c’era bisogno di portare novità. In Italia ci sono delle grandissime idee di calcio e le stiamo sviluppando. Questa è una partita che vale 3 punti, così come quella contro il Napoi o il Milan o il Sassuolo. Dico sempre che se vinciamo con la Roma dobbiamo poi vincere con il Cagliari, altrimenti non abbiamo fatto nulla. Vincendo andiamo a 8 punti che è una distanza importante, ma può farci illudere se perdiamo la concentrazione e la voglia che abbiamo ora. Non dimentichiamo che eravamo 5 punti sotto, ora siamo 5 punti sopra. La stessa cosa la possono fare loro”.

juvenews.eu

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