Conferenza Garcia: “Dopo la gara con la Juventus ho capito che vinceremo lo scudetto”

Conferenza Garcia: “Dopo la gara con la Juventus ho capito che vinceremo lo scudetto”

C’è stata la sosta dopo una partita particolare. Come si sente dopo questi 10-12 giorni, da uomo di sport?«Il problema è che sono passati troppi giorni senza competizione. Anche per questo abbiamo parlato a lungo di questa ultima gara. Posso rispondere a questa domanda e poi basta, poi se avete…

C’è stata la sosta dopo una partita particolare. Come si sente dopo questi 10-12 giorni, da uomo di sport?
«Il problema è che sono passati troppi giorni senza competizione. Anche per questo abbiamo parlato a lungo di questa ultima gara. Posso rispondere a questa domanda e poi basta, poi se avete domande su quella gara meglio che le cambiate. E’ stata tutt’altro che una sconfitta, sono fiero dei miei giocatori di questa partita: abbiamo dimostrato forza e personalità. Sulla Juve voglio solo dire una cosa sola: è stata una vergogna l’accoglienza in tribuna e in panchina, questa cosa è inaccettabile. Vorrei dire un’altra cosa sul mio capitano: quando parla, deve essere rispettato perché è un grande uomo del calcio. Ha dei valori che sono il bene del calcio, ha avuto un sentimento di ingiustizia legittimo dopo la partita perché i suoi valori sono stati traditi. Bisogna rispettare il capitano quando parla perché lui è un grande del calcio. Ho rivisto la partita, le immagini parlano da sole. Quello che mi ha colpito è che anche il miglior arbitro può soffrire la pressione di una gara così. E basta perché, ripeto, ho visto una Roma forte, ho capito che quest’anno vinceremo lo scudetto»

Domani Destro e Ljajic. Perché sono sempre osservati speciali?
«Per me Mattia e Adem sono importantissimi, come tutti gli altri. Loro in un eriodo di 7 gare hanno giocato spesso, poi c’è u moento in cui stai più in forma e puoi dare di più ma Mattia e Adem hanno segnato gol importanti. Per me non c’è un caso. Poi Mattia è andato in Nazionale ed è una cosa importante far parte di quel gruppo e arriverà il suo momento. poi lui lo dovrà sfruttare».

Ha visto negli occhi dei giocatori la stessa dimostrazione?
«Sì, io sono il capo del branco ma i lupi sono loro. Quando giocano devono avere la consapevolezza della nostra forza ma devono mostrarla in campo, se c’è uno che si allontana da questa via devo prenderlo con me. Forse non vinceremo tutte le partite ma dobbiamo fare in modo di farlo».

 

Paredes è pronto? «Sì, già l’ho detto: è pronto. Abbiamo avuto la fortuna di averlo 15 giorni per lavorare. Leandro migliora ogni giorno, è molto intelligente nell’ascoltare i consigli degli anziani, come Daniele e Seydou Keita. E’ entrato ora nel modo di lavorare e di giocare nostro: può dimostrare la sua importanza nella nostra rosa».

Un mese e mezzo, tanti infortuni muscolari. E’ preoccupato?
«No, per niente. Il circolo vizioso è che quando ci sono tanti infortuni nello stesso settore di gioco, gli altri giocano molto e può succedere quello che è capitato a De Rossi e Keita. Se abbiamo tanti infortunati allo stesso muscolo c’è qualcosa da pensare ma qui una volta è il flessore, una volta il polpaccio e così via…».

L’anno scorso il Chievo fu la decima vittoria consecutiva. Quest’anno che momento è?
«Lo scorso anno arrivavamo da 9 vittorie di fila, abbiamo avuto la voglia di tenere questa striscia. Dobbiamo tornare alla vittoria ora e se faccio un paragone, cosa che non mi piace, è che la rosa è più ampia: abbiamo già visto che ognuno è importante, ognuno può aiutare la squadra. Il livello del gioco della squadra non cambia perché sono tutti bravi e hanno tutti la mia fiducia».

L’hanno stupita le voci contrarie alla moviola in campo?
«Io ho parlato di tecnologia, non di moviola in campo: nel tennis è possibile sapere se la palla è dentro o no, perché nel calcio non si può fare lo stesso per sapere se è rigore o no? Così non si parla per 14 giorni di una partita».

C’è una linea precisa che la Roma deve tenere con l’arbitro?
«Le parole di Maicon non sono contrarie a quelle di Morgan. Maicon ha ragione che anche se succede qualcosa dobbiamo andare avanti, rispettando sempre il direttore di gara. A Manchester abbiamo preso un rigore subito, pareggiando. Come a Torino, non siamo crollati dopo l’incredibile rigore. Dimostra che la squadra è in grado di superare tutti, anzi non tutti ma alcuni, gli episodi che accadono durante una partita».

Perché arriva a dire una cosa così forte come “Vinceremo lo scudetto”?
«Perché ho le mie ragioni ma voi siete molto intelligenti e avete già capito tutto». (ilmessaggero)

Juvenews.eu

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