EQUILIBRIO – Allegri ed il coniglio fuori dal cilindro

EQUILIBRIO – Allegri ed il coniglio fuori dal cilindro

allegri conferenza stampa

EQUILIBRIO – Equilibrio, chiede Allegri. Equilibrismo, quello a cui è costretto dalle vicende di mercato, dalle cessioni, dalla volontà dei suoi giocatori. O meglio, dei suoi ex giocatori. Mercato e scelte tecniche, mondi così diversi, come l’illusione che tiene in piedi lo spettacolo del prestigiatore. Che a volte cade, e cade anche il fascino del colpo ad effetto. Anche per via di una gestione che, forse, a volte non è stata dettata dalla parola d’ordine del giorno. Equilibrio: è il momento di fare una ripassatina di quello che l’estate ha concesso e ha tolto.

COMAN – Che qualcuno dovesse partire, era scritto, organico ad un cambiamento di modulo, di mentalità di gioco, di voglia di allontanarsi da un’idea di calcio di qualcun altro. Che dovesse partire Coman, Allegri proprio non riesce a mandarla giù. Che dovesse partire Coman per la sua espressa volontà, ancora meno: “C’è stata la volontà del giocatore di andare, la società ha fatto le sue valutazioni, credo abbia fatto anche una buona operazione. Tra l’altro è un ’96, l’anno scorso ha giocato molto, quindi deve ringraziare la Juventus se ha avuto questa possibilità di andare altrove“. Sassolino nella scarpa levato con veemenza ed ironia, piccolo colpo di bacchetta non per tirare fuori un coniglio dal cilindro, ma per darla sulla mano di chi è voluto andare via, pur facendo fare certamente un’ottima operazione. Di bilancio, non tecnica. “Futuro luminoso”: così la Juventus annunciava Coman. Futuro luminoso, ma alla corte del Pep Guardiola.

LLORENTE- 40 giorni per arrivare a Draxler, molto meno per cedere Llorente al Siviglia. Ed il tono di Allegri cambia, è un pò malinconico il suo addio all’ariete ex Bilbao. Adiòs, ma ancora non si è ben capito chi, tra Zaza e Llorente, fosse il preferito di Allegri. Anzi, se bisogna guardare al campo, Llorente partiva davanti. Una musica triste, è il momento in cui il gioco di prestigio viene svelato, e perde tutto il suo fascino. Niente misteri, ad Allegri Llorente piaceva, e molto: “Llorente ha dato tanto alla Juve e mi dispiace che sia andato via”.

GESTIONE – La gestione dei ritmi di uno spettacolo, di un match, di una stagione, è presupposto fondamentale che conosce chiunque calchi un palco, abbia una platea, si muova davanti una panchina. E la gestione di Coman è stato il punto dolente, che evidentemente ha cominciato a ticchettare nella testa del giocatore, portandolo a chiedere di andare via. E non sono bastate 2 partite ufficiali su 2 da titolare a fargli cambiare idea, e forse è questo che invece ticchetta nelle parole di Allegri: nella scorsa stagione troppo poco campo per lui, pur essendo un ’96. 458′ giocati, 14 spezzoni di partita, qualcosina di più verso la fine. Ma come, un ’96 vuole giocare? Si rifugia in un cliché tutto italiano, e non solo calcistico, il mister. In Germania non la pensano così, ma da anni, e si sta andando a prendere proprio Draxler, uno dei frutti prelibati di questa differente visione del mondo. In cauda venenum: proprio in coda di questo calciomercato dominato dal tormentone Draxler arriva il morso avvelenato di Guardiola su una mela che Allegri preservava e lucidava, in attesa di tirarlo fuori dal cilindro, in atteso di gustarne l’esplosione. Troppa attesa, poco equilibrio forse, ed una conferenza stampa a chiudere una doppia parentesi, quella di Llorente e quella di Coman, così diversa, seppur conclusa quasi nello stesso momento. Ed ora toccherà di nuovo ad Allegri, che predica equilibrio, tirare fuori il coniglio fuori dal cilindro, che sia Draxler, o una Juve nuova di zecca rispetto a quella casalinga della prima giornata. Un nuovo gioco di prestigio, per tornare ad una vecchia abitudine bianconera, la vittoria.

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