COMMENTO – Una Juventus superba trionfa anche a Udine: Giovinco-Llorente, game-over in 26 minuti

COMMENTO – Una Juventus superba trionfa anche a Udine: Giovinco-Llorente, game-over in 26 minuti

Strapotere Juventus. Tre punti pesantissimi, che sanno di sudore, fatica e gloria. La squadra di Conte passa anche a Udine archiviando la partita nel primo tempo. Giovinco sblocca, Llorente chiude il discorso dopo ventise minuti: per gli uomini di Guidolin non c’è scampo. Il sogno sta per lasciare spazio ai…

Strapotere Juventus. Tre punti pesantissimi, che sanno di sudore, fatica e gloria. La squadra di Conte passa anche a Udine archiviando la partita nel primo tempo. Giovinco sblocca, Llorente chiude il discorso dopo ventise minuti: per gli uomini di Guidolin non c’è scampo.

 

Il sogno sta per lasciare spazio ai festeggiamenti, lo champagne è già in fresco, ma la stagione è ancora lunga, c’è ancora l’Europa League. Il campionato, quello è chiuso. Perché non è mai stato aperto. Troppo più forte la Juve. Troppo più organizzata, troppo più cattiva, più affamata, più squadra. La partita del Friuli non ha avuto storia. Di Natale al 4’ calcia a rete su punizione, ma spara a salve tirando sopra la traversa. La partenza della Juventus è cauta, l’approccio della formazione di Conte è tatticamente accorto. Lichtsteiner crea scompiglio in area con un paio di incursioni, poi i Campioni d’Italia trovano il vantaggio con una giocata straordinaria di Giovinco che prende la palla sulla destra, si accentra, e infila Scuffet con un tiro mancino che si infila a fil di palo. Dieci minuti dopo la Formica atomica ci prova ancora, con un destro che Scuffet manda in angolo. Sul tiro dalla bandierina la Juve raddoppia: uno schema studiato a tavolino, con Llorente rapido a ribadire in rete dopo un suo stesso errore a colpo sicuro al quale Scuffet aveva posto rimedio. Juventus due, Udinese zero. Dominio assoluto. Pogba è il sultano del mediana, Pirlo un tiranno che detta legge senza fare sconti, Marchisio un cannibale mascherato da architetto di centrocampo. Per l’Udinese non c’è scampo, per la Roma non ci sono speranze: il tecnico romanista Garcia avrà pure riportato la cattedrale al centro del villaggio, ma non basta neppure raccogliersi in preghiera per frenare una Juventus senza limiti. Poco dopo la mezz’ora Llorente sfiora il terzo gol con un colpo di testa che esce sopra la traversa dopo un angolo telecomandato di Pirlo. Il primo tempo scivola via senza sussulti, Buffon è spettatore non pagante, se si escludono un paio di uscite a terra, roba di ordinaria amministrazione. Nella ripresa la partita vive una fase di stallo: la Juve non ha alcun interesse ad attaccare ancora, l’Udinese fatica a trovare spazio nella metà campo avversaria. La squadra di Conte è come un pugile con la guardia alzata, lucido e feroce, ma già pago del risultato ottenuto. Al 24’ Chiellini arriva fino all’area avversaria, poi serve il pallone a Giovinco che colpisce il palo con un destro calibrato. Conte richiama in panchina Lichtsteiner, Giovinco e Llorente, la Juve tira i remi in barca. C’è ancora il tempo per un contropiede vanificato da Osvaldo, e per una parata di Buffon su un tiro in diagonale di Domizzi, e un palo di Muriel nel recupero. La Juve vince ancora, e conquista tre punti pesantissimi: lo champagne è in ghiaccio, fra poco sarà tempo di bollicine.     

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