COMMENTO – Pareggio senza sorrisi: Inter e Juve, vince la paura

COMMENTO – Pareggio senza sorrisi: Inter e Juve, vince la paura

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(Pubblicato il 18 ottobre 2015)
COMMENTO – Nel passato si leggeva il volo delle aquile, in cerca di segnali dal cielo. Mancini ed Allegri hanno guardato spesso al cielo: hanno chiesto certezze in una stagione strana, nuova. Cieli nuovi e terra nuova: Mancini guarda dall’altra parte Bonucci, che ha fatto esordire con l’Inter, abbraccia Allegri prima del match. Allegri ha detto: se vincessimo non conterebbe nulla. Ma ha schierato quasi tutti i titolarissimi a far da pretoriani alla sua panchina, da Morata (con Zaza), a Marchisio, passando per Pogba. Che fossero infortunati, o meno, tutti in campo, tutti pronti. Per il Derby d’Italia.
MATCH – Subito giallo inevitabile con Marchisio, odore di napalm al mattino del match, l’arbitro Valeri ineccepibile, frena Icardi in contropiede. 2 minuti, e tocca a Felipe Melo: lo senti? E’ aggressività, temperamento, è derby d’Italia, è battaglia. Al 25’ Brozovic salta Cuadrado, palla dietro, braccio di Bonucci attaccato al corpo, nulla di fatto per Valeri. Pochi minuti e Murillo serve Jovetic, Bonucci e Buffon lo murano. La battaglia sale di tono, Brozovic riceve alla mezz’ora da calcio d’angolo: botta fortissima da posizione defilata, Buffon sfiora, traversa. Pressione altissima, Pogba è fuori fase, Jovetic è in palla, Allegri chiede il rosso di Melo. La Juve nel secondo tempo parte meglio, subito botta di Cuadrado alta, che poi replica in 1-2 con Morata velocissimo, e tiro a concludere dalla distanza di Marchisio. Alla ricerca del guizzo perduto: la Juve cerca Cuadrado, l’Inter Jovetic, perché si accenda la luce sopra il campo, e si possa vedere oltre l’ardore guerriero la tattica e l’eleganza, la Juve degli ultimi anni e l’Inter di un lontano triplete. Al 69’ palla gol clamorosa per Khedira: cross dentro per Morata, appoggio su Khedira a 2 passi dalla porta, palo esterno, mani nei capelli, Achille in confronto era meno dolente per Patroclo, scorrono i minuti, il fiato si perde, girandola di cambi, fuori Morata (che non la prende bene) dentro Mandzukic, dentro anche Dybala. Il dubbio rimane, se non fosse l’altra, Napoli-Fiorentina, il vero derby d’Italia. E’ muro contro muro, troppo da perdere in campo, è Egitto contro Ittiti a Qadesh, quando pur di non perdere, tutti dissero di aver vinto, e alla fine, probabilmente, anche loro, pareggiarono. All’88’ Cuadrado prova a risvegliare tutti dal torpore, sprinta, arriva dentro, va sul fondo e mette dentro. Nessuno lo segue, palla in angolo. Nessuno segue più il resto, perché la battaglia si quieta, piano piano, ingloriosamente. Ed il dubbio che alla fine si sia deciso di non farsi troppo male, delle due l’una: per incapacità, stanchezza, apnea, o per paura di diventare grandi. Nel passato si leggeva il volo delle aquile. Se si dovesse leggere il cielo dopo questo derby d’Italia, forse sarebbe vuoto, ed un po’ triste: la Juve sorride mesta, primo pareggio negli scontri diretti, senza prendere gol. L’Inter ha la faccia delle occasioni perdute. Ed è un sorriso triste, se si guarda al cielo, ricordando il passato, se si guarda ad un anno fa. Può la Juventus sorridere per un pareggio?
  
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