COMMENTO – La Juventus cade all’ultimo ostacolo. Serve un top player in attacco

COMMENTO – La Juventus cade all’ultimo ostacolo. Serve un top player in attacco

Delusione finale. La Juventus si schianta contro il muro difensivo portoghese e non riesce a segnare quel gol necessario per passare il turno. In finale va il Benfica, che conquista la seconda finale consecutiva in Europa League. La corsa della Juve finisce tra gli applausi dello stadio, interamente colorato di…

Delusione finale. La Juventus si schianta contro il muro difensivo portoghese e non riesce a segnare quel gol necessario per passare il turno. In finale va il Benfica, che conquista la seconda finale consecutiva in Europa League.

 

La corsa della Juve finisce tra gli applausi dello stadio, interamente colorato di bianconero. In avvio il primo brivido, con Rodrigo che calcia a colpo sicuro trovando sulla traiettoria Lichtsteiner. La Juve avverte il pericolo, la squadra lusitana gioca senza troppi timori reverenziali. Ma la replica bianconera non tarda: Asamoah affonda sulla sinistra, Pirlo calcia dal limite trovando la risposta del portiere avversario. Sugli sviluppi del corner successivo, Vidal calcia sopra la traversa. La Juventus aspetta gli avversari nella propria metà campo, i portoghesi fanno girar palla senza frenesia. Sulla sinistra Asamoah spinge con frequenza, dall’altra parte Lichtsteiner non è da meno: la Juve aumenta la pressione. Al 20’ Pirlo cerca Vidal sul secondo palo, il cileno cerca la soluzione al volo senza trovare lo specchio della porta. Llorente fatica a entrare in partita, quando lo fa si mette al servizio di Tevez che in girata calcia sopra la traversa. La sfida è piuttosto nervosa, il gioco è spezzettato, non mancano le proteste nei confronti dell’arbitro inglese Clattenburg che dirige con qualche esitazione. Il cronometro scorre, il Benfica riesce a contenere le scorribande juventine. E di tanto in tanto cerca di riproporre in fase offensiva veloci ripartenze. Al 36’ Llorente ha una buona opportunità, ma calcia su Luisao, poi Vidal sale in cielo e con un colpo di testa cerca il secondo palo, la palla esce di un soffio. La squadra di Conte prova ad aumentare il ritmo, lo Juventus Stadium trascina i propri beniamini senza sosta. Prima dell’intervallo Bonucci colpisce di testa mandando la palla sul secondo palo dove Tevez arriva con un istante di ritardo. Allo scadere Luisao salva sulla linea dopo un colpo di testa di Vidal indirizzato in fondo alla rete. Il Benfica sembra sul punto di cedere, l’intervallo la salva da un destino che sembra segnato: si va negli spogliatoi. Quando si torna in campo, inizia a grandinare. L’aspetto climatico non agevola la situazione. Conte non effettua alcun cambio, giocano gli stessi effettivi. Ma la Juve soffre tremendamente le rimesse in gioco a lunga gittata del Benfica che arrivano direttamente nel cuore dell’area: Rodrigo calcia ancora a colpo sicuro fallendo il bersaglio. Ma i bianconeri ripartono sotto un diluvio martellante che allunga le traiettorie del pallone e complica la vita a tutti. Buffon sradica dai piedi di Rodrigo un pallone rovente, il portoghese non toglie il piede e lo colpisce al braccio sinistro: arriva il giallo per il giocatore del Benfica. Pirlo minaccia il portiere avversario con una punizione all’incrocio, ma l’intervento dell’estremo difensore è tempestivo. La Juve poco dopo reclama per un fallo di mano in area di Markovic che arresta la palla intercettando un colpo di testa di Llorente. Al 67’ il Benfica resta in dieci uomini per l’espulsione di Diego Perez che rimedia il secondo cartellino giallo dopo un intervento su Vidal. Lo stadio si accende come una polveriera, Conte chiede l’aiuto della folla che risponde vigorosamente all’invito del tecnico. Tevez salta due uomini al limite e poi calcia centralmente. Serve qualcosa in più per impensierire il portiere avversario. Conte inserisce Bonucci con Giovinco, si passa al 4-3-3. Poi è la volta di Osvaldo che prende il posto di Llorente, e di Marchisio che va a sostituire Vidal. A dieci minuti dal termine Marchisio apre per Lichtsteiner, l’idea è geniale ma lo svizzero non controlla. Osvaldo segna, ma l’arbitro punisce la posizione irregolare di Pogba, autore di un assist eccellente. La Juventus continua a sperare, il Benfica inizia a tirare i remi in barca. C’è nervosismo, l’arbitro espelle Vucinic e Markovic che sono in panchina. Si perde tempo, troppo tempo. Il cronometro corre, il direttore di gara assegna sei minuti di recupero. Il Benfica resta in nove uomini per l’infortunio di Garay, Tevez ci prova con un destro che il portiere intercetta senza patemi. La Juve carica a testa bassa, ci prova fino alla fine, Caceres stacca di testa, è l’ultimo sussulto. Finisce zero a zero, passa il Benfica. Che delusione! 

(juvenews.eu)

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