COMMENTO – Cazzotto giallorosso, Juve mai così ko: inutile l’assalto finale

COMMENTO – Cazzotto giallorosso, Juve mai così ko: inutile l’assalto finale

L'attaccante bosniaco

COMMENTO – Calcio e cazzotti, Roma-Juve sarà sempre così dal primo istante. Ma i bianconeri vanno subito ko: stradominio giallorosso, viene quasi da tapparsi gli occhi. Guai però a mettersi i prosciutti, non è ancora troppo tardi, in 24 ore bisogna per forza fare qualcosa sul mercato. Sfumato Draxler, serve comunque qualità a una squadra che, orfana di Pirlo, Tevez e degli infortunati, ha poche idee e nemmeno così pratiche: sterili lanci lunghi, poche triangolazioni, tanta sofferenza. Perché la Roma pressa già prima del fischio di Rizzoli, Pogba giocherella neanche fosse già sulle Ramblas e Mandzukic è un faro lì davanti non illuminato dalla luce di Dybala. Chiellini e Bonucci sono costretti agli straordinari e a rincorrere le frecce giallorosse Yago Falque e Salah. Dove non arriva poi Buffon, per fortuna c’è l’incrocio a fermare Pjanic a giro. Fatica a impostare, la Juve: Padoin è un omino Duracell, ma le batterie non bastano senza piedi e Dna bianconero.

MAGIA LETALE – Nella ripresa, Juve subito sotto assedio. Poi un principio di reazione, prima con una ripartenza, poi con una svirgolata di Caceres. Un’illusione, perché sugli sviluppi di un’azione convulsa, Pjanic calcia debole, Buffon blocca a terra. E’ il preambolo – di mezzo Dzeko fermato – alla magia del fantasista bosniaco, che pennella una punizione all’incrocio. Tutti immobili, Allegri compreso. E lo stesso Dybala, che ha l’occasione d’imitarlo dal limite, ma il suo giro finisce alle stelle. Alle stalle la Vecchia Signora. Così sembrano rovine bianconere, voragini create dagli addii e da una grinta scomparsa. Non manca infatti solo la manovra, ma anche la voglia di vincere. E’ questo il dato più preoccupante del ko, dopo quello alla prima con l’Udinese.

SPAZIENTITO POGBA – Male anche la seconda. Insopportabile l’atteggiamento del fenomeno Paul, spazientito persino dai passaggi dei compagni. Non saranno pure del suo stesso livello, ma anche Pogba deve onorare ben diversamente quel numero 10 sulle spalle. Vola a mezz’aria il francese pur di riacciuffare il pari, ma sente forse troppo il peso della maglia. E’ invece il solito gatto, Buffon, s’allunga per evitare il peggio su Nainggolan. Prima che Allegri in ritardo decida di tornare alla difesa a quattro: il 3-5-2 di Conte – spettatore in tribuna all’Olimpico – era ben altra roba, ma l’ex rossonero non ha neanche il tempo di rifarsi che viene espulso scioccamente Evra. Tutto facile per la Roma, che segna con Dzeko. Sul finale qualche goccia di sudore giallorossa dopo il tapin di Dybala, su assist di Pereyra. La Juve si sveglia troppo tardi, Szczesny fa un miracolo al gong sull’indomabile Bonucci. In agonia, almeno c’è un conato d’orgoglio di quattro minuti. Non può essere “supplementare”.

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