CHIELLINI: ” Alla Juventus a vita “

CHIELLINI: ” Alla Juventus a vita “

Giorgio Chiellini ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport. Ecco le sue parole: “PRONTO PER IL LIVORNO” – “Come sto? Bene, bene. Mi sto riprendendo. Salvo imprevisti, dovrei essere pronto dopo la sosta. Pronto per tornare a casa, a Livorno”. “FIRENZE A PARTE, DIFESA E SQUADRA QUASI PERFETTE” – “La…

Giorgio Chiellini ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport. Ecco le sue parole:

“PRONTO PER IL LIVORNO” –  “Come sto? Bene, bene. Mi sto riprendendo. Salvo imprevisti, dovrei essere pronto dopo la sosta. Pronto per tornare a casa, a Livorno”.

“FIRENZE A PARTE, DIFESA E SQUADRA QUASI PERFETTE” – “La difesa si nuovo solida? Beh, è sempre così. Quando le cose vanno bene la difesa sembra di ferro, quando vanno male sembra che le colpe siano solo là dietro. Io credo semplicemente che nella prima parte della stagione ci siano stati scricchiolii di squadra: quando non gira tutto come si deve prendi gol e quando prendi gol chi sbaglia è sempre o il difensore o il portiere, non si scappa… Comunque dài, a parte il blackout incredibile di Firenze, abbiamo avuto un ruolino di marcia quasi perfetto. Blackout ancora inspiegabile? Sì, lo è e lo rimarrà. Il bello del calcio, per noi il brutto… Ma quel ko ci è servito: a volte solo quando prendi uno schiaffo dato bene ti rendi conto della situazione e non puoi più far finta di niente. Magari prima, con i risultati, riuscivamo a passare sopra certe cose, ma dopo c’è stato un cambio di registro da parte di tutti: s’è vista una squadra con un piglio diverso. Firenze è stata una scintilla per ripartire e tornare a fare quello che abbiamo fatto per due anni. Come il ko con l’Inter della passata stagione? Esatto. Una spintarella per calarsi di nuovo nella realtà. Anche se quella sconfitta era meno incredibile, il paragone può starci. Due partite che ricorderò a lungo… Per un bel pezzo prima di una sfida con la Fiorentina sentiremo parlare della tripletta di Rossi».

“CALENDARIO AGEVOLE? – “Ora avversari meno forti? Vedremo. Ci spettano tre trasferte contro squadre che hanno bisogno di punti e che quando giocano contro di noi in casa danno il 110 per cento. Molto dipenderà dall’approccio che avremo”.

“SENTENZE AFFRETTATE” – Poi sarà possibile iniziare ad esprimere giudizi sui valori del campionato? Già, con calma. Io l’avevo detto che certe sentenze erano un po’ affrettate: “la Roma ha già vinto”, “quell’altra è già retrocessa”. Dopo Natale si avranno le prime, vere indicazioni. Anche se lo scorso anno abbiamo visto che il campionato si decide a marzo-aprile: siamo arrivati allo scontro diretto e c’era ancora la possibilità di ribaltare tutto”.

“BAMBINI NELLE CURVE CHIUSE? LO SPERIAMO!” – “La proposta di accogliere i bambini nelle curve chiuse? Lo speriamo vivamente! Uno stadio pieno di bambini sarebbe una risposta matura a una situazione spiacevole per tutti. Ora, senza stare a giudicare perché non mi compete, sennò si rischierebbe davvero di andare in un campo minato e starci fino a domani… Ma sarebbe una risposta veramente importante. I bambini sono la gioia più grande del mondo, mandarli proprio là dove sono in atto delle punizioni sarebbe davvero un segnale importante del fatto che c’è la volontà di superare certe situazioni. Significherebbe dimostrare che il calcio è avanti. Anche perché in questo caso il calcio diventerebbe solo un mezzo per arrivare a questioni culturali. Mi auguro che questa iniziativa venga cavalcata da tutti e che si faccia in tempo a realizzarla già in Juve-Udinese. Se poi si vede che l’idea funziona, la si può utilizzare anche in Europa. Chiaramente la speranza è di non avere più le curve chiuse, ma se intanto diamo la possibilità ai bambini di venire allo stadio, magari tanti bambini che non avranno mai questa possibilità, creiamo qualcosa di molto bello”.

“LA MIA PRIMA PARTITA A PISA…” – La mia prima partita? Pisa-Milan, avevo sei-sette anni. Non rammento bene l’anno, ma la potete trovare facilmente perché purtroppo il Pisa in serie A non c’è stato tantissimo…. Ma non c’è una forte rivalità tra livornesi e pisani? Vabbè dai, per noi avere la possibilità di vedere le squadre di serie A così vicino casa era un privilegio. Già spostarsi a Firenze, da Livorno, non è la stessa cosa. Meglio Pisa”.

“SUL MIO FUTURO…” – “Se penso a un futuro “alla Leonardo”, tra panchina e scrivania? Non lo so, sinceramente non riesco ancora a vedermi fuori dal campo. Sicuramente mi piacerebbe restare nel mondo del calcio: è la mia vita, la mia passione da quando sono bambino. Vivo 24 ore al giorno il calcio, faccio penare anche la mia ragazza perché sono il primo ad arrivare al centro sportivo e l’ultimo ad andare via. Lo vivo davvero a 360 gradi. Però per un domani non lo so. Allenare è bello, ma la vita dell’allenatore forse non è così idilliaca. Se parlate con il mister o meglio ancora con la moglie del mister e la sua famiglia… Questo mestiere condiziona anche gli altri. Lui ha vissuto una vita come la mia: già a 15 anni ritiri, viaggi, trasferte. Quando s’è fermato? Mai, forse neanche per fare il corso e prendere il patentino. La cosa certa, per ora, è che sto dando tanto per questa società e ho ricevuto tantissimo: se riuscissi a giocare ancora i miei anni qui mi piacerebbe, perché sento la Juventus come una maglia, una famiglia, una seconda pelle. Però so anche che nel calcio non si può mai dire niente, cerco di non fare progetti troppo a lungo termine”.

“VERSO LE 300 PARTITE, STO FACENDO LA STORIA” – Tra 8 partite toccherò quota 300 presenze bianconere e la mia maglia farà bella mostra al J-Museum? Ho fatto i conti: se le giocassi tutte da qui a Natale, la trecentesima sarebbe Juve-Roma. Ma vabbè, a parte quello, può capitare anche più avanti. Innanzitutto spero di star bene: oltre alla squalifica col Real, ho saltato pure il match col Napoli e i due con la Nazionale. Per uno che ama il calcio, Italia-Germania… Meglio non strafare: quando sarà, sarà. Quello delle 300 partite è un traguardo importante: significa che cominci a far parte pienamente della storia della società. Festeggerò con la mia famiglia».

“OGBONNA? CRESCITA IMPORTANTE. AL TORO ERA TROPPO FORTE DEGLI ALTRI” –“Ogbonna? L’età di piena maturità solitamente è dai 28 ai 32 anni per un calciatore in generale e sicuramente in questo ruolo lo è ancora di più. L’esuberanza fisica ti aiuta ma il difensore è aiutato ancora di più dalla testa: il solito discorso della concentrazione. Tornando ad Angelo, credo che stia facendo un percorso di crescita importante. Il grande salto, secondo me, lo poteva fare gia due anni fa prima di scendere in serie B: la sua è stata una scelta importante, giusta o sbagliata non si può dire… Ha preferito proseguire il suo percorso con il Toro e tornare in serie A. Nell’anno della serie B lo vedevo giocare e, con tutto il rispetto, era troppo più forte degli altri, un abisso fisico e tecnico, quasi non si divertiva a giocare. Ha scoperto Cristiano Ronaldo? Vero… Ha già dimostrato di avere tutto per stare a certi livelli. Penso alla sfida col Napoli ad esempio: grande prestazione, nonostante il doppio giallo. Bene per la Juve: abbiamo il futuro dalla nostra parte. C’è sempre bisogno di giocatori forti: l’anno scorso s’è visto, eravamo un po’ stretti. Non ci saranno problemi a giocare tutti partite importanti e arrivare il più in fondo possibile”.

“BOLGIA DI ISTANBUL NON CI CONDIZIONERA'” – “Se ci preoccupa la proverbiale “bolgia di Istanbul”? “Non ho mai visto una curva fare gol, si dice. Noi non saremo condizionati dai fischi e dalle urla, dai boati. Poi, è chiaro, la squadra di casa può trarre giovamento dall’atmosfera e dare il massimo: pensate ad esempio alla differenza tra il Celtic a Glasgow e in trasferta, lo scorso anno. Noi, però, ripeto, non ci lasceremo condizionare. Anche se vorrei sottolineare che prima c’è il Copenaghen: sarà anche fortuna, ma hanno pareggiato con noi, hanno battuto i turchi, hanno a tratti tenuto testa al Real. Ragioniamo di match in match”.

“CONTE BRAVISSIMO PSICOLOGO” – “Conte fine psicologo? Credo che l’aspetto psicologico sia il più difficile per un tecnico. Lui è bravissimo, valuta in base ai momenti, alle persone, alle esigenze. A volte basta uno sguardo, altre volte serve un discorso. C’è un momento che è stato molto importante e che è anche venuto alla cronaca, purtroppo: il discorso che Conte ci fece il primo anno, dopo la partita con il Milan, spronandoci al rush finale («Dovranno sputare sangue se vogliono vincere la volata scudetto!», urlava a Vinovo spiato dalle telecamere»; ndr). Davvero un discorso importantissimo. Venne fuori e Conte sicuramente non ne fu contento… Ma davvero non fece apposta a farsi sentire? Certo. Non ha bisogno di mandarli a parole certi messaggi. Meglio far parlare il campo. Ora quello che deve dire ce lo dice negli spogliatoi o lontano dai microfoni…. E’ uno dei migliori tecnici con cui ho lavorato? Indubbiamente. Non pensavo riuscisse a cambiare così tanto e in così poco tempo”. 

“GLI ANNI DEI SETTIMI POSTI PEGGIO DI CALCIOPOLI” – “Io ho vissuto entrambi gli “anni bui” dei settimi posti, che sono stati molto peggio di Calciopoli e della B. Risollevarsi subito e vincere il campionato da imbattuti rimarrà sempre nella storia della Juve, qualcosa di unico e speciale. Ora la sfida è ancora più difficile: vincere tre scudetti di fila, dal dopoguerra in poi nessuna Juve c’è riuscita. La nostra è la Juventus più forte degli ultimi anni, dell’era Conte diciamo: abbiamo alzato il livello con gli acquisti e con la crescita personale e di squadra. Ora dobbiamo dimostrare sul campo questa crescita”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy