Cambiasso punge la Juve

Cambiasso punge la Juve

Estebam Cambiasso ha parlato a Repubblica del calcio italiano: “Inutile girarci intorno: il livello del gioco dipende dai calciatori, e i più bravi hanno due qualità principali: la tecnica superiore e la capacità di leggere il gioco. Senza di loro il livello si abbassa. L’intensità agonistica invece qui ci sarà…

Estebam Cambiasso ha parlato a Repubblica del calcio italiano: “Inutile girarci intorno: il livello del gioco dipende dai calciatori, e i più bravi hanno due qualità principali: la tecnica superiore e la capacità di leggere il gioco. Senza di loro il livello si abbassa. L’intensità agonistica invece qui ci sarà sempre: te la dà la gente, in Italia conta solo vincere e del divertimento non frega niente a nessuno, è una mentalità radicata. Ci sarà un perché se Machiavelli è nato qui, no? Comunque la sofferenza economica non è un fatto di oggi. Da quanto un club italiano non porta via a una rivale straniera il suo miglior elemento? Almeno dal 1997, Ronaldo all’Inter dal Barça. Tuttora la Juve non potrebbe avvicinarsi al migliore del Real, mentre il Real può pensare tranquillamente, che so, a Pogba. Ma ricordiamoci che l’Inter del Triplete nacque con gente che i grandi club non volevano più: il Real negli anni mollò me, Samuel e Sneijder; il Barcellona, Eto’o; il Bayern, Lucio… Certe dinamiche sono in atto da tempo, solo che adesso se ne parla perché non arrivano più i risultati.

 

 

E badi bene: da straniero non mi permetterei di parlare così, lo faccio perché mi sento davvero italiano. I cicli finiscono, è la vita. Poi avverto in giro questa necessità di far smettere quelli che hanno vinto tutto con l’Inter e vabbè… Dicono che sia per i costi. Ma quando leggo che l’Inter risparmierà coi nostri contratti cosa vuol dire, che il prossimo anno qui ci saranno 15 giocatori? Se ne escono 8 ne devi prendere altri 8, no? Allora dov’è il risparmio? Per ora non ho sentito nessuno della nuova proprietà e nemmeno altri club. L’unica certezza è che continuerò a giocare, perché le risposte che ho dal mio corpo mi rassicurano. In dieci anni ho giocato quasi sempre oltre 40 gare all’anno: forse è per questo che c’è chi è stanco di me, vedono la mia faccia da tanto… Pensano che io sia molto più vecchio di Pirlo o Xavi ma mica è vero, e in giro per l’Europa è pieno di 33enni come me, o più anziani. All’Inter ne abbiamo già preso uno di 32 anni (Vidic, ndr)…È un problema concettuale: non si riesce a capire che questo è un gioco e c’è chi lo gioca bene e chi male, e non lo decide la carta di identità. Uno di 19 anni o di 33 non ti fa perdere o vincere a prescindere, sennò tutti giocherebbero coi 28enni. Poi è chiaro che le partite si soffrono, mica finiscono al 40’ sul 3-0 per te: si giocassero senza soffrire, Pirlo potrebbe continuare fino a 70 anni”. 

(Tuttojuve.com)

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