Claudio Marchisio torna in cabina di regia: “Mi trovo sempre più a mio agio”

Claudio Marchisio torna in cabina di regia: “Mi trovo sempre più a mio agio”

TORINO – Per risolvere la situazione, Marsellus Wallace chiama il suo fidato amico Winston Wolf (Harvey Keitel). Che si presenta a Vincent, Jules e Jimmie: «Sono il signor Wolf. Risolvo problemi». E in ugual maniera, per risolvere la situazione, le situazioni, Massimiliano Allegri chiama il suo fidato giocatore, Claudio Marchisio.…

TORINO – Per risolvere la situazione, Marsellus Wallace chiama il suo fidato amico Winston Wolf (Harvey Keitel). Che si presenta a Vincent, Jules e Jimmie: «Sono il signor Wolf. Risolvo problemi». E in ugual maniera, per risolvere la situazione, le situazioni, Massimiliano Allegri chiama il suo fidato giocatore, Claudio Marchisio. Che a questo punto, volendo, potrebbe presentarsi così: «Sono il Principino, risolvo problemi».

 

EVOLUZIONE – Già, una Pulp Fiction a tinte bianconere, insomma. In cui il buon Marchisio gioca il ruolo di jolly. Un jolly di qualità, sott’inteso. Serve una mezz’ala? Siam qui apposta. C’è bisogno d’un trequartista? Pronti. Un esterno (con Del Neri, illo tempore…)? Obbedisco. Un regista? Idem come sopra. E avanti così. Il centrocampista bianconero si sta davvero rivelando un valore aggiunto, per la Juventus. E, nello specifico, in questa stagione, sta portando a compimento la sua piena maturazione quale elemento fondamentale, uomo spogliatoio, leader in campo e fuori.

IN REGIA – Per le prossime settimane, nello specifico, Marchisio si appresta a (ri)accomodarsi in cabina di regia, coprendo il vuoto che – in attesa di piena guarigione: 20 giorni circa – lascerà Andrea Pirlo. E’ già accaduto in passato, ad inizio stagione, quando l’ex milanista è stato costretto ai box dall’infortunio subito all’anca durante il trofeo Tim. Allegri, nell’occasione, non ha avuto dubbi: «Il vice Pirlo, lì a centrocampo davanti alla difesa, è Marchisio». E da parte sua, il centrocampista cresciuto nel vivaio bianconero, ha dimostrato che il tecnico aveva ragione e ha risposto alle aspettative in grande stile. Ovviamente, non ha cercato di scimmiottare Pirlo, ha invece saggiamente scelto di interpretare il ruolo a modo suo, in base alle sue specifiche caratteristiche: ritmo più alto, meno lanci lunghi ma più passaggi in rapida sequenza. Filosofia completamente diversa, insomma: con uno si punta sull’invenzione geniale all’improvviso, con l’altro sulla coralità di manovra. Fermo restando, comunque, che pure Marchisio, a volte, non disdegna il tentativo del lancio in profondità, con risultati più che positivi. In comune tra i due, poi, c’è l’attitudine a conquistare palloni “d’intelligenza”, grazie al senso della posizione più che grazie al contrasto. Proprio quello che Allegri predilige: perché è con i palloni rubati d’astuzia che si può ripartire sfruttando il mal posizionamento dei rivali.(tuttosport.com)

 

Juvenews.eu

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