Calciopoli, Trofino: “Moggi si difendeva da Milan e Inter”

Calciopoli, Trofino: “Moggi si difendeva da Milan e Inter”

TORINO – E’ iniziata l’ultima udienza del Processo d’appello di Calciopoli a Napoli. Si è appena concluso l’arringa dell’avvocato difensore di Moggi, Paolo Trofino che si è occupato dell’accusa di associazione a delinquere. Trofino ha spiegato come l’associazione non aveva senso, essendo la Juventus più forte e di come Moggi…

TORINO – E’ iniziata l’ultima udienza del Processo d’appello di Calciopoli a Napoli. Si è appena concluso l’arringa dell’avvocato difensore di Moggi, Paolo Trofino che si è occupato dell’accusa di associazione a delinquere. Trofino ha spiegato come l’associazione non aveva senso, essendo la Juventus più forte e di come Moggi si stesse difendendo da due colossi, da una parte il Milan che con Mediaset e Meani (che secondo Trofino ha telefonate molto più inciriminanti e gravi di Moggi) dall’altra l’Inter che spiava la Juve attraverso Telecom. Ecco il perché delle schede svizzere. Significativo il passaggio in cui Trofino fa notare che su migliaia di telefonata intercettate di Moggi, lui – che era il re del mercato – non parli mai, MAI, di mercato. Le schede svizzere, spiega Trofino, servivano per il mercato. Trofino ha poi illustrato come gli incontri e le cene avessero risvolti politici e come Bergamo nei suoi colloqui con la Fazi dimostri di essere totalmente estraneo all’eventuale associazione. Ora ha preso la parola Prioreschi che sta illustrando la nuova intercettazione Racalbuto-Meani. Il pg ha rinunciato alla replica, per cui la corte andrà subito in camera di consiglio. La sentenza è attesa per il pomeriggio.

Ore 11.15 INIZIA L’INTERVENTO DI TROFINO
L’intervento dell’avvocato Trofino, legale di Moggi, si incentra sull’accusa di “associazione a delinquere”. Il legale napoletano ha spiegato: “Ho tre documenti da cui prendere spunto: la sentenza di primo grado e le due dell’abbreviato. Sono state scritte da magistrati capaci e diligenti. Ognuna di queste però ha un difetto, per così dire, genetico. De Gregorio, nel primo rito abbreviato, ha basato la sua motivazione sul sorteggio truccato e questo è stato confutato pienamente dalla Casoria, nel primo giudizio con rito ordinario. Quella di Stanziola, nell’appello dell’abbreviato, nicchia molto sul punto del sorteggio edà comunque una credenziale alla non attendilità del sorteggio e si rifugia sulla interpretazione delle telefonate, ma attenzione perché vi è una mancanza di collegamento tra le varie telefonate. Per ascoltare tutte le telefonate ci vorrebbero tre anni e nove mesi lavorando otto ore al giorno, compresi i sabati e le domeniche. Lo stesso Narducci diceva all’inizio della relazione che per capire questo processo bisognava sentire tutte le telefonate. Tutte e tre le sentenze si sono occupate dei momenti in cui si sarebbero formate la prove del processo: le riunioni, le schede e le telefonate. Telefonate che, tuttavia, non sono state ascoltate tutte…”

MEANI
Continua Trofino: “Andiamo all’origine? Per quale motivo questa associazione, questa organizzazione è stata messa in piedi? Per fare vincere il campionato alla Juventus. Ma se la stessa sentenza certifica che il campionato non era alterato… e non era la Juventus, a detta di tutti, la squadra più forte del torneo e aveva un’organizzazione societaria superiore? E allora a cosa serviva quell’associazione? E se fosse esistita che danno avrebbe creato? Moggi difendeva la sua società dal colosso Mediaset che poteva sfruttare quattro canali tv a aveva anche un… “ministro per gli affari arbitrali”, Meani. MEani parlava con tutti e parlava di tutto: dando indicazioni e suggerimenti, cosa che Moggi non ha mai fatto. E’ lui che indica Rodomonti ai designatori il 9 febbraio, è lui che dice sempre ai designatori: vanno bene quei tre, il presidente è d’accordo, li puoi mettere… E’ lui che parla con De Santis, ridendo delle disgrazie della Juventus e dicendo: vai a fare Fiorentina-Milan e non ammonire i diffidati del Milan perché alla prossima c’è Milan-Juve!”.

GLI SPIONI DI TELECOM
“Moggi doveva difendersi anche da Telecom, sulla quale c’è anche una storia giudiziaria che ha dimostrato come era effettivamente spiato illegalmente e queste sono le uniche ragioni della esistenza delle schede straniere. Ero presente all’interrogatorio e Moggi ha detto proprio queste cose che vi sto dicendo, ma queste dichiarazioni non le ho trovate negli atti! È una cosa gravissima! La storia ci ha detto di spie dappertutto. Tavaroli lo ha detto chiaramente. Tutto comincia perché Moggi si deve difendere e deve difendere la Juve da questi due colossi, da Meani e Tavaroli, e Moggi con un paio di schedine da 50 euro pensava di difendersi. Io parlo a giudici che sanno. Esiste una giurisprundenza della cassazione che dice che quando ci si trova in presenza di una intercettazione che racconta un fatto chiaro e non vi sono motivi per ritenere che gli interlocutori possono essere indotti a mentire per altre ragioni siamo di fronte alla prova diretta? Ebbene. Leggendo quello che era il resoconto sulla prova dei giudici dell’appello dell’abbreviato mi sono reso conto che esisteva agli atti una prova diretta della innocenza di Bergamo e Mazzini. Leggevo la motivazione dell’assoluzione di Lanese, presidente AIA. Scrivono i giudici che Lanese voleva far diventare l’AIA una componente federale e per fare ciò decise di contattare i dirigenti delle società. Per la difesa, la carica di presidente AIA non dava compiti tecnici ma solo amministrativi. È proprio quello che noi sostenevamo nel primo grado: la presenza di Lanese agli incontri era del tutto inutile. Lanese non aveva, per la sentenza, alcun controllo sui designatori e quindi lo assolve perché aveva una carica senza alcun titolo esecutivo. Quindi l’associazione messa in piedi da questo diavolo di Moggi non aveva motivo di essere. Qui gli associati vengono via uno dopo l’altro come grappoli d’uva e quelli che restano sono degradati. Questa sentenza provoca un effetto: se le riunioni dell’associazione servono a far vincere il campionato e Lanese non aveva motivo di essere presente, si crea un vulnus della prova perché le riunioni sono la base della prova. Lanese non c’era, ma c’è un effetto indotto: la logica dice che se Lanese non aveva ruolo, non poteva dare nessun contributo. Evidentemente questi si riunivano per altri motivi: di federazione, politici ma non quelli attribuiti all’associazione!”

LE CENE
“Ma passiamo anche alle famose cene nelle case degli associati: erano le case loro: di Moggi, di Giraudo e Pairetto, che avevano un rapporto personale! Non si vedevano in incognito, in una grotta. Voi mi dovete dimostrare che quelle persone non si potevano incontrare, che quelle riunioni erano finalizzate a compiere reati! L’incontro di Colle Salvetti del 21 maggio 2005 ha una importanza straordinaria perché ci da la prova diretta dell’innocenza. Quel giorno il campionato si è già concluso per la Juve. Ci abbiamo messo tre ore per tirare fuori dalla bocca di Auricchio che a quel punto la juve aveva già vinto lo scudetto con la partita Palermo-Milan 3-3. E sapete cosa dice il PM? Si sono visti perché dovevano ancora parlare o pagare il prezzo a Bergamo. Quella riunione è un monumento all’inesistenza dell’associazione. Dovete leggere delle telefonate dei giorni precedenti all’incontro, tra Bergamo e la Fazi. Calcolate che i colloqui tra i due sono una miniera d’oro per il processo perché tra loro c’è un rapporto molto stretto. Parlano di cose che sanno, si chiamano 3 volte al giorno e Bergamo spesso fa dei report. Ce n’è una prima tra Bergamo e Mazzini: “…io però vorrei fare una cena importante, non per l’apparecchiatura… ma per le cose che gli devo dire, tu bisogna che mi dai una mano eh? Mazzini risponde che va bene. Bergamo aggiunge poi: vieni è importante, porta anche tua moglie. Ma prima di ciò Bergamo chiama Giraudo, chiedendo se può far venire alla cena anche Mazzini. Cioè Bergamo che era un associato chiede ad un altro associato se può venire un altro associato ancora? Chiede l’autorizzazione! Ma la serie prosegue con una Bergamo-Fazi, dove quest’ultima detta a Bergamo la strategia di come dire le cose. Bergamo ha bisogno della presenza di Mazzini e la Fazi gli suggerisce quello che deve dire, alla cena dei vertici degli organzzatori della banda dei criminali! Bergamo deve fare una cena per chiedere la sua riconferma: ma l’associazione aveva anche come oggetto la vittoria delle Juve? E quindi, a risultato ottenuto, egli può andare alla riunione per dire: avete avuto quanto chiesto, adesso ricompensatemi! E invece si affanna a preparare la cena, chiede alla Fazi come dire, chiede se può venire Mazzini che deve dargli una mano! Questa è la prova che non esiste l’associazione! Questa è anche la prova che Mazzini non fa parte dell’associazione, se Bbergamo deve chiedere l’autorizzazione per farlo partecipare alla cena! Quindi Mazzini e Bergamo sono fuori: sono rimasti in due a ballare l’Hully Gully!”

LE SCHEDE SVIZZERE
“Il fatto che Moggi utilizzasse le schede per il motivo che vi ho detto è dato anche dal fatto che non c’è una sola telefonata in cui Moggi parla del mercato! Il budget di una squadra di serie A è la cosa più importante, ma la cosa che non si sa è che la cattiva strategia dell’acquisto o della vendita possono cambiare una società da così a così. Moggi è riconosciuto da tutti come il migliore nel fare il mercato. Nella sua vita ha fatto cose strabilianti in entrate e in uscita. Ebbene, com’è possibile che in 171mila telefonate non ce n’è una sola in cui si parli di mercato? Se me ne trovate una, mi tolgo la toga e vi dico che è colpevole! Si doveva difendere dallo spionaggio. È vero o no che tutti i telefoni della Juve erano emssi sotto controllo? È vero o no che quando si interessava ad un giocatore sullo stesso piombavano altre società? C’è una ragione: la scheda riservata non ha il valore di una pistola che serve solo per uccidere qualcuno. La scheda riservata perde quindi di valore. I giudici del primo grado hanno detto che se ci sono solo le schede c’è associazione, ed è così anche se ci sono solo gli incontri. Ma quando Moggi acquistava le schede, i soldi gli venivano dati dalla Juventus! Sono soldi fuori bilancio perché erano i soldi dei gadget. Devo sottolinearvi questo: se voglio creare un’associazione di questo livello, metto in piedi una linea privata telefonica e mando Bertolini a comprare le schede con i soldi della Juve? Nella Juventus tutti sapevano delle schede, e del motivo per cui erano state comprate! Quindi: riunioni, schede. Non voglio tornare sul Di Laroni, sono avvocato del fatto. Prendiamo Bertini che riceve una ventina di telefonate: abbiamo costituito un’associazione a tavolino e abbiamo detto che la Juve deve vincere; ma Bertini? Perché fa parte dell’associazione? È un arbitro giovane di belle speranze: che cosa ha avuto in cambio? Guardate la classifica dei guadagni! Bertini è penultimo! Ed è una carattersitica costante degli associati! E come si spiega che prima della partita un arbitro associato che sa già quello che deve fare deve ricevere queste telefonate? È uno stupido? Non direi, l’ho conosciuto. E allora? Qual è la logica? Se so che cosa fare perché devo essere contattato 20 volte prima della partita? Dite che chiamava Moggi? Ok, ma nemmeno Moggi è uno stupido perché chiamare continuamente? E sapete poi come si conclude quella partita? Con un pareggio!”.

BERGAMO E’ MILANISTA! E LO DICE…
“Si può anche sostenere che Bergamo parli con tutti, anche con il presidente dell’Inter o del Milan e che quando parla lo fa per compiacere tutti. Ma anche questo è un errore compiuto nelle sentenze. Quando Bergamo parla con la Fazi è un momento straordinario di genuinità. Ascoltatele! Nessuno di loro poteva immaginare che il telefono fosse intercettato! Quando la Fazi maledice la Juve è una prova diretta! Non esalta il Milan, sua squadra del cuore, ma maledice la Juve! Com’è possibile? Bergamo è milanista, lo dichiara lui con una genuinità straordinaria. Oltre alle espressioni di cordoglio per il Milan, a cui Bergamo partecipa, c’è un’altra prova: è possibile che Bergamo, oltre ad essere tifoso milanista, chiami Meani, si senta con Meani e da associato si renda protagonista della famosa telefonata con Carraro? E della successiva telefonata con Rodomonti? Leggetela! Io voglio dimostrare che Bergamo non fa parte di un’associazione perché l’associazione non esiste. Lanese, Mazzini e Pairetto non ci sono più. C’è solo Bergamo a far parte di un’associazione che non c’è. ‘Sei arrivato dove sei arrivato, pensa a chi sta dietro’, gli dice prima di Inter-Juventus! Questa è una estorsione, ve lo dico io! Rodomonti non espelle Toldo ultimo uomo, e Collina il giorno dopo parla con Pairetto dicendo ha sbagliato. Rodomonti per far piacere a Carraro e alla sua elezione fa pareggiare quella gara all’Inter e chiude il cerchio non di una prova logica ma di una prova diretta. Ma veramente devo ancora discutere se Bergamo sia associato? Devo ancora discutere della esistenza stessa di un’associazione! Ma di che parliamo? Questa indagine è una pura invenzione!”

MOGGI E TORTORA…
Moggi ha potuto mettere in atto atteggiamenti deontologicamente scorretti, ma non ha mai messo in piedi alcuna associazione in favore della Juve!La famosa telefonata della grigliata: sapete come comincia? Con: hai studiato? A parte il fatto che Bergamo le griglie le faceva con tutti, ma quel “hai studiato” non significa che c’era un accordo tra i due. Discutere le griglie non serviva a niente, dare rilievo a quella telefonata è ininfluente, perché deve sapere la corte che per formare le griglie si doveva tenere da conto delle preclusioni. L’hai studiato si riferiva esattamente a quello. Tutto si è incentrato su questo: si è detto che Moggi indicava Rodomonti: falso!Ultimo argomento: avete a disposizione le telefonate dei nostri concorrenti. Avete il loro ministro degli affari arbitrali che fa delle telefonate da brivido. Con Trefoloni ci parli tu, altrimenti gli tagliamo la testa. Questo è l’atteggiamento arrogante che attribuite a Moggi? E questo cos’è? Tutti sono concordi nel dire che la Juventus non è mai stata favorita, quindi è venuto meno anche l’oggetto sociale.  Credo che abbiate materiale a sufficienza per pronunciare una sentenza di assoluzione. Non faccio paragoni tra Moggi e Tortora. Ma ricordo che i giudici passano alla storia quando si assumono responsabilità. I giudici di cui parleremo sono quelli che non faranno passare l’ingiustizia sulla base della quale è stato condannato Luciano Moggi! (si ringrazia Francesco “Frales” per il prezioso contributo dall’aula).

(fonte tuttosport.com)

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