CALCIOPOLI – Pairetto:’Mai avuta sim di Moggi’

CALCIOPOLI – Pairetto:’Mai avuta sim di Moggi’

NAPOLI – I sorteggi non erano truccati, non ha mai subito condizionamenti dai dirigenti delle società né esercitato pressioni sugli arbitri, e non ha mai ricevuto schede sim segrete dall’allora dg della Juve Luciano Moggi. Questa, in sintesi, l’autodifesa dell’ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto, affidata alle dichiarazioni spontanee rese oggi…

NAPOLI – I sorteggi non erano truccati, non ha mai subito condizionamenti dai dirigenti delle società né esercitato pressioni sugli arbitri, e non ha mai ricevuto schede sim segrete dall’allora dg della Juve Luciano Moggi. Questa, in sintesi, l’autodifesa dell’ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto, affidata alle dichiarazioni spontanee rese oggi in aula, davanti ai giudici della sesta sezione della Corte di Appello, nel corso del processo di secondo grado di Calciopoli. L’udienza era interamente dedicata alle dichiarazioni facoltative degli imputati, ma Pairetto è stato l’unico ad avvalersene (tra gli altri, Moggi ha rinunciato e Diego Della valle ha fatto sapere che si presenterà alla prossima udienza, il 15 ottobre).

«SORTEGGI NON FALSABILI» – Pairetto ha affermato che i sorteggi “erano impossibili da falsare” e si è soffermato sulle procedure, che prevedevano la presenza di un notaio mentre alle operazioni partecipavano anche giornalisti, sempre diversi in occasione di ogni sorteggio. Ha riconosciuto che le palline erano ammaccate ma – ha precisato – lo erano tutte allo stesso modo e pertanto era impossibile riconoscerle. Quanto alla composizione delle “griglie” (in cui inserire i nomi degli arbitri da estrarre), Pairetto ha detto che a causa del sistema delle preclusioni le scelte dei direttori di gara da inserire erano “quasi obbligate”.

 

 

RAPPORTI CON I DIRIGENTI – Pairetto ha poi detto che i designatori avevano rapporti con i dirigenti di pressoché tutte le squadre (“persone con le quali colloquiavamo regolarmente“) e che era la stessa Federazione ad invitarli ad avere tali contatti “per smorzare gli animi infervorati” a causa delle continue polemiche provocate dalle decisioni arbitrali. “Tutti ci davano consigli. Facchetti disse a Bergamo di inserire tre nomi in un sorteggio in vista di Juve-Inter, ma questo perché aveva solo la volontà di avere il miglior arbitro in quel momento. Non vi era nulla di anormale o drammatico. La Federazione non vietava di avere rapporti con i dirigenti allo scopo di smorzare le tensioni”. “Tutti gli arbitri – ha poi aggiunto – hanno detto che noi non li abbiamo mai condizionati”.

NESSUNA PUNIZIONE PER GLI ARBITRI – Pairetto ha anche negato che venissero puniti gli arbitri che sbagliavano a sfavore della Juve e premiati quelli che danneggiavano le avversarie dei bianconeri. Quanto alle cene con i dirigenti juventini Luciano Moggi e Antonio Giraudo ha spiegato che tra loro vi era un’amicizie di vecchia data, e nel caso di Giraudo addirittura antecedente al suo impegno nel mondo del calcio. “Non ho mai ricevuto da Moggi schede telefoniche straniere”, ha concluso sottolineando che per la sua attività ha adoperato sicuramente sim telefoniche di paesi esteri, ma di non aver mai ricevuto schede dall’ex dirigente juventino.

(fonte:tuttosport.com)

Juvenews.eu

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