Buffon: “Juve sempre colpevole? Come il maggiordomo”

Buffon: “Juve sempre colpevole? Come il maggiordomo”

TORINO – “Avanti così, a tavoletta”. Gigi Buffon aumenta ulteriormente i giri del motore bianconero, per seminare eventuali rilassamenti o imborghesimenti. “Sto molto bene fisicamente e moralmente, le vittorie aiutano. Da una decina di giornate abbiamo intrapreso un percorso molto importante. La scorsa stagione, a cavallo tra Natale e il…

TORINO – “Avanti così, a tavoletta”. Gigi Buffon aumenta ulteriormente i giri del motore bianconero, per seminare eventuali rilassamenti o imborghesimenti. “Sto molto bene fisicamente e moralmente, le vittorie aiutano. Da una decina di giornate abbiamo intrapreso un percorso molto importante. La scorsa stagione, a cavallo tra Natale e il nuovo anno, avevamo una decina di punti vantaggio sulla seconda, in tutto gennaio facemmo 4-5 punti e il Napoli praticamente ci raggiunse. Forti di quell’esperienza, teniamo ben saldo il piede affondato sulla tavoletta”.

“LA JUVE COME IL MAGGIORDOMO, SEMPRE COLPEVOLE” – Pronta anche la risposta a chi non accetta la contabilità bianconera che impone 31 scudetti vinti sul campo: “Il fatto che ancora oggi siamo in molti a insinuare il dubbio sulle nostre vittorie – prosegue il portiere bianconero – è un qualcosa che sotto certi aspetti mi fa piacere, perché significa che la Juve ha ricominciato a vincere e continua a spaventare gli avversari. Come ho già detto, quello è l’alibi di chi non vince, la migliore giustificazione da dare ai propri tifosi. La Juve ha un po’ il ruolo del maggiordomo nei gialli. Di chi è la colpa? Sempre sua. E tutto questo, adesso che ho quasi 36 anni, non mi tocca, anzi mi rende orgoglioso”.

“L’EUROPA LEAGUE SI ASSEGNA A TORINO? FORSE E’ DESTINO…”– A proposito di nemici, il numero uno della Juventus si gode la sua personale rivincita su chi lo aveva anzitempo dato per finito (“nei miei confronti c’è stato un eccesso di critiche, che però mi sono servite da stimolo”), ringrazia chi ha sempre creduto in lui (“sostenendomi anche dopo l’errore che commisi due anni fa contro il Lecce, in un momento delicato per me e per la Juve”) e rilancia: “Mi avvio verso i 36 anni, ma non sono per nulla appagato. Ho sempre voglia di una sfida nuova”. L’Europa League, ad esempio: “Quando partecipo a una competizione ho sempre in mente di vincerla. L’ex Coppa Uefa ci darebbe una grande convinzione e uno spessore internazionale. La finale sarà a Torino e se dovesse succedere qualcosa di importante allora vorrà dire che era destino”.

“MONDIALE 2022 D’INVERNO? NO, RISPETTIAMO LA TRADIZIONE” – Intervistato da Cristina Chiabotto su JTV, Buffon mostra una certa deferenza nei confronti della fascia di capitano: “Una volta non avrei mai creduto di poterla portare. Essere punto di riferimento per la gente e per i compagni è un qualcosa di così grande che alcune volte non ci voglio neanche pensare, per evitare di intimorirmi”. Poi, indossata idealmente la fascia di capitano azzurro, Buffon dice la sua sulla proposta di giocare il Mondiale del 2022 a dicembre, d’inverno: “Non mi piace per niente, è un’ipotesi poco romantica. Il Mondiale ha bisogno di luce, colore, tifo ed entusiasmo. E’ bello restare aggrappati a certe tradizioni”.

BONUCCI: “NON MI VEDO CON UN’ALTRA MAGLIA” – Leonardo Bonucci ha le idee chiare: “Non mi vedo con un’altra maglia e sarebbe un onore chiudere qui la mia carriera: nel 2014 voglio essere ingordo, voglio vincere lo scudetto e fare un grande Mondiale”. La Juve ritorverà la Roma in Coppa Italia, ma ora il difensore è concentrato sul campionato: “Dobbiamo pensare alla sfida con il Cagliari. Affronteremo una squadra che ha voglia di rivalsa e brava in contropiede con giocatori veloci come Ibarbo Sau e Cossu. Servirà una grande Juve”. Al San’Elia Bonucci è legato in maniera particolare, visto che nello stadio cagliaritano esordì in serie A, il 14 maggio 2006: “Era l’ultima stagione con l’Inter ed entrai nel finale al posto di Solari. Giocai pochi minuti da terzino destro e ogni pallone che arrivava mi procurava un brivido. Sono ricordi bellissimi”. Parte del merito della sua crescita va anche a Conte, “un perfezionista che cura anche i minimi dettagli e che mi ha aiutato moltissimo a migliorare, anche solo nella postura del corpo”. Uno dei punti di forza di Conte è la mentalità vincente e la capacità di trasmetterla ai propri giocatori. “Non dobbiamo mai fare calcoli, perché il nostro obiettivo minimo dev’essere uno soltanto. Vincere”.

C’E’ LA CODA PER POGBA – Oltre al Psg, che ha già avuto occasione di esternare il suo gradimento per Pogba, radiomercato annuncia il ritorno di fiamma del Real Madrid e la new entry di un’altra pretendente dall’euro facile come il Bayern Monaco. In corso Galileo Ferraris dichiarano di non aver ricevuto ancora alcuna offerta ufficiale per il polpo Paul (idem per Giovinco, che i rumours vogliono nel mirino dell’Arsenal a caccia di un’alternativa all’infortunato Walcott) e intanto si preparano a incontrare l’agente Raiola. La settimana prossima le parti dovrebbero definire il rinnovo del contratto fino al 2018, con ingaggio che schizzerà da 1,5 a circa 4 milioni più bonus: più che una blindatura a prova di qualsiasi nemico, il miglior modo per capitalizzare al massimo dal possibile trasferimento.

IDEA MATUIDI – Nell’occasione il club bianconero chiederà informazioni sul centrocampista francese di origini angolane Matuidi, in scadenza con il Psg, giocatore della pregiata scuderia di Raiola, individuato per l’eventuale dopo-Pogba. “Paul via? Solo chiacchiere”, ha dichiarato l’ad Marotta a Tuttosport, correggendo in parte il tiro del presidente Agnelli, che lo scorso ottobre aveva sollevato più di un dubbio sulla possibilità di riuscire a trattenere un simile giocatore. Molto dipenderà anche dalla volontà dello stesso Pogba, che avrebbe confessato ad amici e parenti di volersi fermare a Torino fino al 2015. Di sicuro, in caso di separazione, la Juve proverà a scatenare un’asta internazionale. La base di partenza verrebbe fissata a 50 milioni (tutta plusvalenza), con la possibilità di arrivare intorno ai 70, milione più milione meno, una cifra molto vicina ai 150 miliardi di lire incassati nel 2001 dalla Signora cedendo un altro francese, Zidane, il giocatore allora più pagato al mondo anche come ingaggio (24 miliardi di lire a stagione, 6 in più di Batistuta). Ai tempi il capitale servì a puntellare la difesa e il centrocampo, con due totem come Buffon e Thuram e la “pila umana” Nedved.

SHERWOOD BLOCCA LAMELA: “NON PARTIRÀ, SI DEVE AMBIENTARE” – Oggi, invece, le spese più grandi verrebbero dirottate in attacco (per Mandzukic servono almeno 20 milioni) e sugli esterni, dove le prime scelte rispondono ai nomi di Di Maria, Cuadrado, Nani e Cerci. Alla lista si aggiungerà il nome di Lamela, a meno che a Marotta non riesca l’ennesima impresa, uno scambio di prestiti che porterebbe “El Coco” a Vinovo e Vucinic al Tottenham. L’idea non piace al pubblico di White Hart Lane e nemmeno al tecnico degli Spurs Sherwood, il quale ha smentito la partenza in prestito dell’argentino: “Crediamo in lui, conosciamo il suo talento. Ha solo bisogno di un po’ di tempo per conoscere meglio il nostro campionato, la nostra lingua”. Intanto la Juve è vicina a un altro giovane dalle uova d’oro, Marc-Oliver Kempf, 19 anni a giorni, difensore centrale dell’Eintracht Francoforte e nel giro dell’under 19 tedesca. Accordo raggiunto tra i club per 5 milioni (500 mila per il prestito, più 4,5 milioni per il riscatto), manca il via libera del giocatore che però vorrebbe finire la stagione in Germania.

(fonte repubblica.it)

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