BUFFON: “Ci sono anche le 37 di B”

BUFFON: “Ci sono anche le 37 di B”

TORINO – Grande traguardo per il capitano della Juventus. Gigi Buffon raggiunge le 500 presenza in SerieA. Dopo la vittoria contro il Livorno si presenta davanti alle telecamere di SKY e dichiara:Era il 19 novembre 1995. Costacurta ha detto che lui, da avversario, quel giorno capì subito che eri mostruoso…

TORINO – Grande traguardo per il capitano della Juventus. Gigi Buffon raggiunge le 500 presenza in SerieA. Dopo la vittoria contro il Livorno si presenta davanti alle telecamere di SKY e dichiara:

Era il 19 novembre 1995. Costacurta ha detto che lui, da avversario, quel giorno capì subito che eri mostruoso per le parate. Ti ricordi quel giorno?

“Sicuramente, è un ricordo indelebile. E’ stato il primo mattoncino, ne sono arrivati 499 più i 37 della B ai quali sono legato”.

Cosa ti fa più piacere oggi? Il record, la vittoria numero 5 consecutiva o la quinta gara senza gol subiti?

“Son tutti dati che fanno piacere. Dopo la vagonata di gol presi a Firenze servivano partite così, ci stiamo esprimendo molto bene limitando le distrazioni. In vista della Champions League tutto questo è un ottimo viatico”.

Contro il Milan ricordiamo due uscite attaccando la palla, una su Baggio straordinaria…

“Coraggiose e figlie del non aver nulla da perdere quelle parate. Il Buffon di allora non aveva nulla da perdere, con il tempo hai più da difendere ciò che hai conquistato sul campo. Poi le nuove regole, in partita, fanno rischiare ora tali interventi il rigore. Ripropongo ancora tali interventi in allenamento, ma in partita il gioco non vale la candela”.

Quanto conta questo record?

“Conta. Quando inizi la carriera come ho fatto io cerchi di dimostrare al mondo calcistico di esserci e voler essere protagonista, non volevo essere una meteora o un portiere normale. Aiuta poi tanto la testa e una vita regolare fuori dal campo”.

Sei ancora il più forte portiere del mondo, assieme a Neuer?

“Devo dimostrarlo. L’ho fatto per tanti anni e sicuramente mi sento più forte. Ho acquisto certezze in carriera, quando sono bello concentrato sul match difficilmente sbaglio approccio e gara. Però devi dimostrare sempre, quando non hai più voglia è meglio smettere, così preservi quanto di buono hai fatto”.

Non pensi più al Pallone d’Oro?

“Non mi sento il più forte, lo devo dimostrare sempre. C’è sempre il nuovo che avanza, tra giovani e stranieri emergenti. Alla mia età non puoi concederti il lusso di toppare partite, sennò poi scattano allarmi ben più forti di quando ero ragazzo. Per il Pallone d’Oro manca troppo, andrò avanti e qualcosina dovrò fare. Lo spazio per qualche trofeo c’è, se non sarà personale andrà benissimo lo stesso”.

Come sei cambiato da ragazzo ad oggi?

“Mi affacciai alla A da adolescente, qualche pelo e brufoletto. Ora ho la barba bianca, però bisogna essere riflessivi anche se quella pazzia che mi ha consentito di arrivare ad essere quello che sono e la voglio ancora mostrare”.

juvenews.eu

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