Bergomi ora capisce: “Giocando con la Juventus avevo sensazioni strane, poi Calciopoli…”

Bergomi ora capisce: “Giocando con la Juventus avevo sensazioni strane, poi Calciopoli…”

Javier Zanetti, Beppe Meazza, l’avvocato Prisco, Giacinto Fachetti, i Moratti. Alcuni dei simboli immortali dell’Inter, quelli che resteranno stampati nella storia nerazzurra nei secoli dei secoli. Certo non può mancare Beppe Bergomi, zio, decano, vent’anni con quella maglia. Bergomi ha lasciato l’Inter nel 1999 dopo aver vinto in Italia e…

Javier Zanetti, Beppe Meazza, l’avvocato Prisco, Giacinto Fachetti, i Moratti. Alcuni dei simboli immortali dell’Inter, quelli che resteranno stampati nella storia nerazzurra nei secoli dei secoli. Certo non può mancare Beppe Bergomi, zio, decano, vent’anni con quella maglia.

Bergomi ha lasciato l’Inter nel 1999 dopo aver vinto in Italia e in Europa, dopo aver conquistato il Mondiale grazie alle prestazioni in nerazzurro. Lasciata la Beneamata ha intrapreso la carrira da commentatore e opioninista televisivo, sia per le gare della sua ex squadra, sia per il calcio in generale.

 

 

Il Milan ai milanisti, l’Inter agli interisti? In parte, senza lo Zio. Per ora no, ma in futuro chissà: “Mi piacerebbe moltissimo tornare, solo il povero Giacinto Facchetti ci ha provato. Adesso non ci sono le condizioni, faccio un lavoro che mi piace e, se dovessi entrare, vorrei ricoprire un ruolo importante”.

Detta le sue condizioni, Bergomi, riguardo ad un possibile ritorno all’Inter, sicuramente non vicino come qualcno vorrebbe. Intanto, intervistato da ‘4-4-2’, parla di passato, riguardo ad un vecchio argomento: “Con i rossoneri, ho sempre vissuto le partite partendo alla pari, anche quando c’erano gli olandesi. Con la Juventus, invece, avevo sensazioni strane, poi è venuta fuori Calciopoli, ma allora non capivo”.

E giù attacco alla vecchia rivale Juventus, quella con cui ha duellato per vent’anni, fino alla stagione 1998/1999, passando per quella precedente, il fallo di Iuliano e via dicendo. Una questione infinita che ha sempre fatto sospettare Bergomi.

Riguardo al presente Bergomi chiede chiarezza alla nuova Inter: “Serve. La squadra ha iniziato ad andare in difficoltà quando c’è stato il cambio in dirigenza. La situazione societaria è anomala, ci sono due presidenti, perché Moratti è ancora presente, mentre Thohir c’è e non c’è. Questa squadra non è pronta per arrivare in alto, ma deve giocare come a inizio stagione”.

Per ora l’Inter ha ottenuto una sola vittoria nel primo mese e mezzo del 2014. Sbanda a destra e a manca, fuori dalla Coppa Italia, in lotta per un posto in Europa League. Una squadra diversa da quella di Bergomi, a caccia della rinascita e del cambio rotta. (Goal.com)

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