AVVERSARIE – Viaggio nel Girone infernale della Juventus

AVVERSARIE – Viaggio nel Girone infernale della Juventus

champions RABBIA MEDIASET

AVVERSARIE – Dante si troverebbe benissimo: la Juventus pesca un girone d’inferno in Champions League, dopo la finale conquistata e persa nella scorsa edizione. Il City degli Sceicchi, il Siviglia degli Ex e lo sprint teutonico del Borussia Mönchengladbach. E se inferno dovrà essere, allora, un po’ alla Virgilio, cerchiamo di guidarvi all’interno del gruppo D, la bolgia che accoglierà i campioni d’Italia.

MANCHESTER CITY – Ha appena messo sul piatto una vagonata di sterline offerte, per ora rifiutare, per De Bruyne, come da qualche anno a questa parte è diventata prassi per lo squadrone degli Sceicchi, i prediletti dei fratelli Gallagher, in arte gli Oasis. Mansur bin Zayd Al Nahyan, segnatevi questo nome, ammesso che non ne siate a conoscenza, perché è il volto immacolato della fortuna inaspettata dei Citizens. E’ lui che, dal 1 settembre 2008 è il presidente del Manchester City. Controlla l’International Petroleum Investment Company, un fondo d’investimento che allunga i suoi tentacoli in tutto il mondo. E’ il fratellasto del presidente degli Emirati Arabi, Khalifa bin Zayd Al Nahyan. Coltiva dollari, e li raccoglie come se piovessero. Ha fatto diventare il City una corazzata, staccando un assegno complessivo di 480 milioni di euro fino ad ora, riportando il suo club a conquistare la Premier League nel 2011/12, l’ultima volta nel 67/68 con finale al cardiopalma e rete decisiva al 94′ del Kun Aguero. Bis nel 2013/14, il City quest’anno fa 3 su 3, con tanto di tris al Chelsea di Mourinho e testa della classifica, merito, come sempre, di acquisti incredibili: Sterling dal Liverpool, per una cifra intorno ai 68 milioni di euro, ed ha appena offerto per De Bruyne, un passato al Chelsea, 74 milioni di euro. Il difensore centrale Otamendi è costato “poco”: solo 45 milioni. Tra le avversarie, è sicuramente la più affascinante, tra fair play finanziario più morbido, sceicchi e petroldollari. Velocità, tecnica raffinata, potenza fisica: la squadra di Manuel Pellegrini ha tutto per puntare alla preda più ambita, la Champions League, dove non ha mai brillato.  Nella scorsa stagione i ragazzi di Pellegrini hanno abdicato nei confronti del Chelsea di Mourinho.

SIVIGLIA – A volte ritornano, non solo le ex: anche gli attaccanti. Come avversari poi, lo spauracchio è sempre lo stesso, la maledizione del calciomercato per eccellenza: il gol dell’ex. Un piccolo brivido al pensiero, ed un sorriso all’idea di rivederli, deve aver pervaso la schiena dei dirigenti bianconeri: Ciro Immobile, scaricato al Borussia prima, in Spagna poi, proprio dalla Vecchia Signora, senza avergli dato la possibilità di provare a Torino il suo valore, con vesti stracciate dei benpensanti subito ad urlare al giovane fenomeno in fuga all’estero. Lo aspetta il francese Gameiro là davanti: l’ultimo tassello offensivo per mister Unai Emery, reduce da un pareggio a reti bianche con il Malaga, è proprio Fernando Llorente, liberato a zero per mere ragioni di ingaggio, bilancio, cash. Nella scorsa stagione quinta piazza in classifica, a 2 punti dall’Atletico Madrid, terza in classifica. Il 4-2-3-1 talentuoso di Emery rende il Siviglia squadra dura e frizzante, dal 2005 4 Europa League in bacheca (o meglio, 2 Coppa Uefa e 2 Europa League): ora potrebbe essere il momento della Champions League per i Sevillistas. In squadra mix di esperienza e gioventù meravigliosa: Denis Suarez ed Immobile, Llorente, Reyes e Banega. Non solo: non sottovalutare mai Konoplyanka, vera e propria freccia agli ordini di Emery. 

BORUSSIA M. – Incubo dei puristi della pronuncia perfetta e pulita del lessico straniero, il Borussia Mönchengladbach “per somma di risultati, continuità di rendimento e spettacolarità, il Borussia Mönchengladbach è stato forse la squadra europea più ammirata nell’arco di un decennio“, secondo l’Enciclopedia del Calcio Mondiale.  Insieme al Borussia Dortmund vanta 2 stelle sulla maglia: ognuna è stata conferita dopo la conquista di 5 Bundesliga, seconda solo, per pedigree, al Bayern Monaco. Conosce il suo massimo splendore negli anni ’70, poi il declino. E’ tornata nella massima serie tedesca nel 2000, deve alla Lazio l’ultima eliminazione ad opera di un’italiana, quando l’allora squadra di Favre viene eliminata in virtù di un secco 2-0 all’Olimpico, dopo il 3-3 dell’andata. Nell’ultima stagione il Borussia si è piazzato al terzo posto, davanti al Leverkusen che ieri ha eliminato proprio la Lazio ai preliminari. L’allenatore dei Puledri è sempre, lo conoscono i tifosi biancocelesti, lo svizzero Lucien Favre, nel suo ordinato 4-4-2 occhio al brasiliano Raffael, 12 reti nella scorsa stagione. Il bomber Kruse è passato al Wolfsburg, giovani e talentuosi sono Thorgan Hazard, fratello minore di Eden del Chelsea, ed Herrmann, autore dell’unica rete fino ad ora in campionato, contro il Mainz. Avvio-shock per il Borussia quest’anno: 2 sconfitte, contro Mainz (1-2) e Borussia Dortmund (4-0). Non ci stanno a fare da squadra materasso, faranno di tutto per mettere in difficoltà le più quotate avversarie. Dante si troverebbe a suo agio: ora sarà solo il campo a dire se, a dicembre, sarà la Juventus fuori dall’inferno, a riveder le stelle. E fuori, in che senso: dopo averlo superato, per ascendere nuovamente al paradiso della Finale, o per ripiombare nella selva scura dell’Europa League, nel mezzo del cammin della stagione.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy