Ancelotti: “Siamo allenatori non commercialisti”

Ancelotti: “Siamo allenatori non commercialisti”

TORINO – Carlo Ancelotti dà un consiglio da vecchio saggio del calcio europeo: “Benitez e Conte, lasciate perdere i fatturati e pensate ad allenare. Abbiamo la fortuna di essere allenatore e non commercialisti: lasciate questo lavoro ai presidenti”. In collegamento da Madrid, il tecnico del Real ha chiacchierato a lungo…

TORINO – Carlo Ancelotti dà un consiglio da vecchio saggio del calcio europeo: “Benitez e Conte, lasciate perdere i fatturati e pensate ad allenare. Abbiamo la fortuna di essere allenatore e non commercialisti: lasciate questo lavoro ai presidenti”. In collegamento da Madrid, il tecnico del Real ha chiacchierato a lungo nella trasmissione Radio Anch’io lo Sport di Rai Radio 1: “Il calcio italiano vive un momento particolare, ma rimane dal punto di vista tecnico competitivo, ma sappiamo dove devono essere fatti i passi avanti. Infrastrutture e voglia di andare allo stadio, ma ci sono squadre italiane che stanno giocando molto bene e il calcio italiano è da sempre più pratico di quello spagnolo. E’ questione di cicli…”.
 
LIGA – “Siamo terzi un po’ staccati dopo due battute d’arresto contro Barça e Siviglia, ma il campionato resta un obiettivo. E’ chiaro che la “decima” Champions è il vero sogno di tutta Madrid. In questo momento il campionato spagnolo è interessante perché ci sono anche squadre come Bilbao o Saragozza che restano molto competitive. E quindi il finale è interessante”
 
REAL – “Il Real è la squadra più forte che ho mai allenato? Come rosa sì, molto molto completa: campioni, giovani, giocatori d’esperienza. Spesso mi hanno chiesto dei costi dei giocatori: io sono un allenatore non un commercialista: i fatturati lasciamoli ai presidenti, noi pensiamo a tattica e giocatori. L’Atletico è una squadra italiana. Con Simeone è una squadra italiana”.
 
BALE E RONALDO – “I campioni che alleno hanno ancora il mito del calcio italiano, perché sono cresciuti quando i nostri club dominavano… Non avrebbero preclusioni a giocare da noi, certo i soldi…”
 
MILAN – “Il Milan è in crisi perché non ha potuto più spendere come prima. Diventa difficile restare competitivi se non puoi investire. Sarà un anno di transizione: auguroi a Seedorf tutto il meglio possibile. Seedorf ha la conoscienza e la capacità per essere un buon allenatore. Gli manca l’esperienza, ma nessuno ce l’ha all’inizio, non l’avevo neanche io. Serve la voglia di fare”.
 
JUVE – “Non credo che i risultati della Juventus in Europa non credTORINO – Carlo Ancelotti dà un consiglio da vecchio saggio del calcio europeo: “Benitez e Conte, lasciate perdere i fatturati e pensate ad allenare. Abbiamo la fortuna di essere allenatore e non commercialisti: lasciate questo lavoro ai presidenti”. In collegamento da Madrid, il tecnico del Real ha chiacchierato a lungo nella trasmissione Radio Anch’io lo Sport di Rai Radio 1: “Il calcio italiano vive un momento particolare, ma rimane dal punto di vista tecnico competitivo, ma sappiamo dove devono essere fatti i passi avanti. Infrastrutture e voglia di andare allo stadio, ma ci sono squadre italiane che stanno giocando molto bene e il calcio italiano è da sempre più pratico di quello spagnolo. E’ questione di cicli…”.
 
LIGA – “Siamo terzi un po’ staccati dopo due battute d’arresto contro Barça e Siviglia, ma il campionato resta un obiettivo. E’ chiaro che la “decima” Champions è il vero sogno di tutta Madrid. In questo momento il campionato spagnolo è interessante perché ci sono anche squadre come Bilbao o Saragozza che restano molto competitive. E quindi il finale è interessante”
 
REAL – “Il Real è la squadra più forte che ho mai allenato? Come rosa sì, molto molto completa: campioni, giovani, giocatori d’esperienza. Spesso mi hanno chiesto dei costi dei giocatori: io sono un allenatore non un commercialista: i fatturati lasciamoli ai presidenti, noi pensiamo a tattica e giocatori. L’Atletico è una squadra italiana. Con Simeone è una squadra italiana”.
 
BALE E RONALDO – “I campioni che alleno hanno ancora il mito del calcio italiano, perché sono cresciuti quando i nostri club dominavano… Non avrebbero preclusioni a giocare da noi, certo i soldi…”
 
MILAN – “Il Milan è in crisi perché non ha potuto più spendere come prima. Diventa difficile restare competitivi se non puoi investire. Sarà un anno di transizione: auguroi a Seedorf tutto il meglio possibile. Seedorf ha la conoscienza e la capacità per essere un buon allenatore. Gli manca l’esperienza, ma nessuno ce l’ha all’inizio, non l’avevo neanche io. Serve la voglia di fare”.
 
JUVE – “Non credo che i risultati della Juventus in Europa non credo che dipenda dalla poca competitività del campionato italiano. I ritmi del nostro calcio sono sempre stati diversi, credo che sia un problema di qualità, le squadre italiane hanno qualcosa in meno dal punto di vista della qualità”

ARBITRI – “In Spagna abbiamo gli stessi problemi che ci sono in Italia con gli arbitri: su di loro c’è molta pressione. Totalmente differente è solo in Inghilterra e non è un caso che i migliori arbitri stanno crescendo in Inghilterra. Moviola in campo? No per l’amore di dio, ce n’è già troppa fuori”
o che dipenda dalla poca competitività del campionato italiano. I ritmi del nostro calcio sono sempre stati diversi, credo che sia un problema di qualità, le squadre italiane hanno qualcosa in meno dal punto di vista della qualità”.

FONTE: TUTTOSPORT

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